Una bella giornata

 

 

 

UNA BELLA GIORNATA

 

 

 

“Uh! Che brutta giornata!” Ilaria e Matteo gongolavano di gioia…. Un pomeriggio con la nonna – quando il tempo obbligava a restare a casa – aveva il sapore della cioccolata calda, delle ciambelline che avrebbero fatto insieme e poi mangiate “ calde calde” appena uscite dal forno.

. E’ tutto pronto: le tazze fumanti e il cestino dei biscottini con il centrino ricamato sono sul tavolino basso. La nonna è seduta nella sua poltrona con il gattino acciambellato sulle ginocchia  e Ilaria e Matteo vanno di corsa a prendere le loro seggioline…. Ci siamo!

 “Quando la vostra nonna era piccina come voi” –  comincia la nonna – Babbo Natale non aveva ancora trovato la strada dell’Italia e così soltanto la Befana veniva a portare i regali ai bambini. Non c’era nemmeno la possibilità di comperare tante cose durante l’anno (era tempo di guerra) – solo un regalino per il compleanno ed era certamente qualcosa di “utile” – e così l’attesa del 6 gennaio era veramente grande! ……

                                                        -°-°-°-°-

Paoletta già da tempo stava pensando cosa chiedere alla Befana: non si poteva chiederle troppo, bastava guardare il suo vestito per capirlo!! Doveva fare in fretta, bisognava lasciarle il tempo di cercare i doni nei suoi negozi lassù nel cielo: la sua scopa non era mica veloce come quella di Harry Potter!!

 Paoletta bussa alla porta di Marilù. La sua sorellina va già a scuola ed è sempre lei che l’aiuta quando c’è qualcosa da scrivere…Con la letterina in mano Paoletta va in cucina e dà la letterina alla mamma, che la posa sopra i fornelli, e guarda nella cappa del camino: è buio lassù… la Befana verrà a prenderla?

 Per un istante si spengono le luci di casa……. Quando si riaccendono la letterina non c’è più. Paoletta tira un sospirone: anche per quest’anno la vecchietta è passata!! In fin dei conti ha cercato di essere brava e qualche regalino se lo merita.

 Che fatica aspettare il giorno dell’Epifania! Paoletta è sveglia prestissimo: la sera prima ha apparecchiato la tavola per la vecchina – avrà certo fame dopo tanto viaggiare!

 Un’occhiata in cucina  (evviva…ha mangiato tutto!) e poi in camera da pranzo: la tavola è piena di doni, c’è anche quella bambola che non aveva avuto il coraggio di chiedere…..

 Il racconto è interrotto da uno squillo: è il campanello di casa, sono babbo e mamma… Gli  occhi dei bimbi si abbassano tristi: è già finito il pomeriggio?

 Un bacione grosso alla nonna; la prossima volta ci finisci il racconto?

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. Che bello!!!
    Mi viene in mente quando preparavo anch’io il tavolinetto con le cose da mangiare e da bere… Ma non lo facevo per la Befana, ma per Santa Lucia. Un anno abbiamo preparato anche il fieno per l’asinello, con una bella carota. La mattina dopo il fieno era stato quesi tutto mangiato e la carota aveva un’inequivocabile morso di asino!!!
    Che bello essere bambini… e raccontare delle favole è un po’ come tornare bambini. Quella gioia, quella bellezza, quell’ingenuità la vediamo negli occhi dei bambini e un po’ ci riconosciamo e ci specchiamo!!!
    Un abbraccio
    Francesca

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  2. …non ridete ma quando era piccolo mio figlio metteva sul balcone carote e noccioline per le renne di Babbo Natale…e io…..puntualmente passavo dopo la mezzanotte a farmi lo spuntino!!!!! …che bei ricordi!!!
    Mi associo ad Angie… è proprio bello leggere le tue storie!!

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