letto su L’ Avvenire

Leggendo, come ogni mattina, il Mattutino di Gianfranco Ravasi su L’Avvenire, ho trovato oggi questo pensiero che sento così profondamente vero.
Per questa ragione ho voluto riportarlo in questo spazio per averlo …..a portata d’attenzione.
 
spazio

27/11/2007

IRONIA E LIBERTÀ

Il senso dell’ironia è una forte garanzia di libertà. Il filosofo danese ottocentesco Soeren Kierkegaard aveva ragione quando denunciava l’eccesso di ironia che, cadendo nel sarcasmo, riesce a uccidere, un po’ come si fa col fegato delle oche di Strasburgo, ingrossato a dismisura per ottenere il «paté». Tuttavia, tenendo ben ferma la barra perché non si cada nell’eccesso dello sberleffo volgare e aggressivo, ha ragione anche lo scrittore francese Maurice Barrès (1862-1923) sopra citato quando, nella sua opera Sotto l’occhio dei barbari, esalta l’ironia come fonte di libertà. È indubbio che le tirannie non amano mai i comici o gli scrittori satirici e li reprimono senza tante storie. Tante sono le osservazioni che si possono fare su questa qualità della comunicazione umana. La vera ironia è segno di intelligenza e di libertà e quindi deve colpire con criterio e fondatezza, senza cadere nella calunnia, nella volgarità, nella disonestà. Queste frontiere non sono sempre rispettate. L’ironia e l’umorismo devono, perciò, essere pungenti ma non ingiuriosi. Devono essere naturalmente pronti anche a correre i rischi propri di ogni accusa e soprattutto ad accogliere il contrappasso, qualora l’esistenza di chi li pratica non sia coerente. È solo ipocrita il comico che sbeffeggia i potenti e i ricchi e poi si fa sorprendere a bordo di uno yacht o all’interno di una villa faraonica. Ecco, allora, un’ultima nota importante: per fare ironia bisogna prima essere vivamente autoironici, pronti a riconoscere innanzitutto i propri tic, le falsità, le stupidità personali.

  1. Intelligenza, come in tutte le cose. Io ci metterei anche leggerezza e sguardo limpido, ma con quella giusta malizia. Pure un pò di geni (nel senso del DNA) e temperanza. L’ironia dalla mattina alla sera è una noia.
    abbraccione
    angela

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  2. "Leggerezza, sguardo limpido e giusta malizia"…… sono ingredienti perfetti. Un po’ difficile trovarli negli uomini, sempre più facile nelle donne ….. purche non facciano le feministe ad oltranza!

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  3. L’ironia, credo esista di diversi tipi,conosco persone che amano dire cattiverie con ironia e magari qualcuno riesce anche a ridere.C’è l’ironia come filosofia di vita, questa diviene personalizzata e rivelatrice del carattere dell’individuo. Poi c’è l’autoironia, la capacita’ di ridere di se stessi e dei propri difetti, alla stessa maniera di come si ride di quelli degli altri. Ho avuto una zia così, mi piaceva moltissimo, le ho voluto un bene dell’anima, riusciva a sdrammatizzare e rendere comiche anche le vicende piu’ tristi, i problemi e le preoccupazioni venivano talmente sminuiti che i momenti pesanti della vita diventavano leggeri e inconsistenti. Non c’è piu’ da 28 anni,nel tempo tante volte ho sentito nostalgia e necessita’ delle sue battute franche e simpatiche.Credo che l’ironia abbinata alla sincerita’ senza cattiveria sia veramente un aiuto per se e per gli altri, terapeutica quindi.Sandra

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