Una bella giornata – parte seconda

 

Una bella giornata – parte seconda

 

 

“Nonna, nonna, eccoci….. ci finisci di raccontare la storia di Paoletta?”

Mi sembrava strano che se ne fossero dimenticati….. riescono a ricordare pure le parole che uso….

“Via, sediamoci ….. una fettina di torta di mele, stasera…. È appena uscita dal forno e mentre si raffredda un po’ vi racconto di Paoletta.

Dobbiamo tornare un po’ indietro, perché allora con la festa dell’Epifania, quando arrivava la Befana, finivano le feste e il giorno dopo tutti tornavano a scuola….. e Paoletta all’asilo…

Ma durante le vacanze succedevano tante cose meravigliose…..      

I primi di dicembre la mamma tirava giù dal mobile lo scatolone del Presepe: tutti insieme, intorno al tavolo, veniva aperto e i personaggi uscivano fuori – ognuno incartato in un pezzo di giornale perché non si sciupassero (non erano di plastica!) – e per ognuno c’era un saluto…. Erano vecchi amici, ognuno col suo nome…. C’erano la sora Cesira, il sor Alberto, Marianna la lavandaia, Giovannino il pastorello bambino…e tante pecorelle. E via via tutti…

Paoletta aveva imparato tutti i nomi e voleva essere sempre lei a mettere i pupazzetti sulla tavola, bene in fila e le sorelline l’accontentavano perché era la più piccina….

Poi gli alberelli, il fuocherello di carta rossa con il paiolo della polenta… il pozzo con il secchio, il muschio, le cortecce raccolte dagli alberi durante le passeggiate estive, lo specchietto e la carta celeste per fare il lago…..

Ultimi erano Giuseppe, Maria e il bambino che passavano di mano in mano per il bacetto rituale.

Un discorso a parte erano i Magi che con l’elefante e il cammello arrivavano da lontano e per questo venivano messi all’ingresso… per avanzare giorno per giorno….

La cosa che piaceva tanto a Paoletta era andare a vedere i Presepi che venivano fatti nelle Chiese: alcuni erano grandi come una camera e sembrava quasi di entrarci dentro….Facevano un bel giro per vederne tanti e la sera era bello tornare a casa nelle strade un po’ buie ( non c’erano tutti gli addobbi e le luci di ora) con la manina stretta nella mano di mamma.

La notte andavano alla Messa. Era bello, nella Chiesa illuminata… anche se il più delle volte Paoletta si addormentava appoggiata alla mamma! Ma al ritorno era lei che metteva il Bambinello nella grotta sul suo lettino di paglia..

Il giorno di Natale Paoletta con le sorelline, mamma e papà andavano a casa dei nonni…

Era davvero un pranzo speciale quello del Natale: c’erano i cappelletti in brodo e non la solita minestrina…. e il brodo era vero…. Perciò c’era il lesso e le patatine, e poi il panettone e le noci, le nocciole e i fichi secchi….. da leccarsi i baffi!!!!

Alla fine del pranzo c’era l’unica cosa che a Paoletta non piaceva, perché era molto timida e il nonno soprattutto le metteva un po’ soggezione….. bisognava recitare la poesia. Per fortuna quella di Paoletta era corta e facile e così – a occhi chiusi – la recitava :

 

“E’ Natale, è Natale

gli angioletti son discesi

hanno candide le ali

e la veste tutta d’or.

Oh mammina mia diletta

Oh mio caro e buon papà

Questa vostra figlioletta

Tanti auguri oggi vi fa!”

 

Poi per non scontentare i nonni aggiungeva sempre: E tanti auguri a nonna e nonno!

Che fatica…. Ma c’era la soddisfazione di avercela fatta… e poi la nonna le regalava sempre un soldino!!!

Nel pomeriggio la Tombola, con le cartelline e il cartellone… e i fagioli per segnare i numeri usciti!!!!

Paoletta aveva imparato i numeri e voleva giocare da sola…. I fagioli le saltavano via dalle caselle…. Ma riusciva a vincere lo stesso…… tra i sorrisi dei grandi..

Era Natale, tutto era semplice … ma Paoletta sentiva tutto l’amore che aveva intorno…..

 

Con la loro fetta di torta in mano i bambini mi guardano ad occhi sgranati…. Il Natale ora è tutto diverso… cosa pagherei per sapere cosa pensano!         

Ila però ha chiesto se a Natale giochiamo a tombola………

 

 

 

 

 

  1. Anche io aspettavo con ansia la seconda puntata di questa storia . E’ fantastica come te Fausta….. E’ vero oggi il Natale è diverso , la semplicita’ di una volta pero’ rendeva tutto piu’ bello piu’ vero.E’ bello anche che Ila ti abbia chiesto di giocare a tombola , le storie che si raccontano a figli e nipoti, incantano e impediscono che si perda la memoria degli anni della vita di chi racconta.Fausta a che ora accenderai la tua candela domani sera?

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  2. A proposito del nostro Natale e quello dei figli. Il piccolo (17 anni) Flavio, tutte le sere accende l’albero e resta ipnotizzato per alcuni minuti a guardare. Non cambia mai nulla, quando certi piccoli gesti entrano a far parte della vita degli altri.
    angela

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