L’altra Fausta

 

L’altra Fausta

 

Rimettendo a posto i libri mi è capitato il libro di mamma "Lettere senza francobollo". All’interno sapevo di trovare una fotocopia di alcuni foglietti scritti da lei dopo la morte della sua terza bambina: Fausta. Li ho letti, ancora una volta, con una fortissima emozione – un po’ per la bellezza delle parole, un po’ perchè io sono nata probabilmente perchè questa sorellina se ne è andata e mi ha lasciato il suo posto…..

E, a volte, mi sembra di essere io e lei insieme….

 

=°=°=°=°=

 

 

 

“Vorrei che la mia mano avesse la leggerezza d’un petalo di rosa, mentre scrivo il tuo nome, Fausta.

 Fausta, Fausta….

È il cuore che lo ripete, con uno scampanare che non ricorda i lenti rintocchi della morte, ma piuttosto il saluto dell’Ave, che invita alla preghiera

Fausta, Fausta….

E l’anima si stacca dalla terra e t’insegue volando sempre più in alto, sempre più su, e se il dolore non si placa, si modifica, però, e diventa meno amaro, perché lo accompagna la speranza  e lo sorregge la fede.

Fausta, Fausta….

E ti ritrovo finalmente. E tu mi sorridi e mi sussurri: “Sto così bene, mamma. Non piangere per me. Non piangere più”.

 

Ti avevamo messo un nome che sembrava doverti propiziare tutte le gioie della vita, Fausta. Te lo aveva scelto il nonno, leggendo sul calendario il Santo del giorno, nel mattino della tua nascita, ed il nome era parso a tutti di buon augurio – come se, imponendotelo, avesse dovuto allontanare da te ogni tristezza.

E ti vedevamo già camminare nella vita protetta dal tuo piccolo dolce nome sereno.

Invece a te non è piaciuto vivere e cinquantacinque giorni ti sono sembrati un troppo lungo percorso.

Ti sei appena affacciata alla finestra del mondo.

Hai appena aperto gli occhi sulle cose d’intorno.

Poi la finestra si è richiusa e le palpebre si sono abbassate nel sonno senza risveglio.

Che cosa non hai voluto vedere nel tuo futuro?

Che cosa, piccola mia, ti ha messo paura?

Avevi la tua mamma, il tuo papà per proteggerti, c’erano le sorelline per amarti.

Ma tu hai preferito lasciarci, e te ne sei andata via dolcemente, con la grazia di un uccellino che ha terminato il suo canto e si riposa.

Di te ci è rimasto, ultimo ricordo, la visione della tua inalterata bellezza, piccola bamboletta addormentata.

Non ci avessi dato altro, questo basterebbe ai nostri cuori, Fausta, per benedirti in eterno.

  1. Cara Fausta è struggente questo scritto della tua mamma, mi è venuto il nodo alla gola e son salite le lacrime agli occhi, ho sempre pensato che non c’è dolore tanto inconsolabile come quello che si prova sopravvivendo ai propri figli. Un amico mi ha raccontato che sua nonna ne ha avuti 5 ma 2 son morti piccolini, uno appena nato l’altro aveva 14 mesi e racconto’ che ella prima di morire all’eta’ di 98 anni, l’ultima cosa che disse fu’:- finalmente potro’ rivedere quel moretto di 14 mesi, non vedo l’ora.-……….quanto amore nel cuore di una mamma! Immagino che, dando a te il suo nome sarai sicuramente stata amata il doppio,Ti avra’ dato tutto quello che si da ad una figlia +quello di colei della quale porti il nome. Penso alla tua mamma, come ad una persona davvero speciale………un abbraccio Sandra!

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  2. La confessione contenuta in questa lettera è così dolce, tenera ed intima che mi ha fatto venire un po’ i lucciconi … forse perchè mi ricorda tanto da vicino la vicenda che mi racconta spesso il mio anziano babbo, relativa ad una sorellina che vide morire molto piccina a causa di una malattia. Un ricordo quasi idealizzato molto vivido e reale, che ancora oggi suscita in lui intensa commozione … è vero, queste vicende di figli e fratellini mai nati o perduti in tenera età rimangono spesso impresse in modo indelebile nella mente di chi le ha vissute e diventano quasi una presenza nascosta che li accompagna intimamente per tutta la vitagrazie Fausta per aver condiviso questa particolare emozione. Un abbraccio

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  3. Non ho parole per commentare questo dolcissimo scritto della tua mamma…
    Ti dico solo GRAZIE per la bella ed intensa emozione che queste parole hanno suscitato in me.
    Un bacio
     
    Francesca

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  4. dopo aver letto lo scritto di tua madre ho pensato:chissà cosa avrà provato fausta?
    Io sono rimasta molto colpita dalle dolcissime parole e ho pensato che un po’ tu assomigli alla tua mamma, anche tu sei molto dolce.
    Ho fatto un po’ di fatica nel trattenere le lacrime. Che ci posso fare se mi emoziono sempre moltissimo.
    un abbraccio forte
    amalasunta
     

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