Incontri

Un incontro fortunato

 

 

 

Viveva in una grande città una giovane signora che si chiamava Sofia. Era buona e gentile e, sebbene non fosse certo ricca,  cercava sempre di aiutare chi aveva bisogno.

Così era facile che tornasse a casa con almeno un pacchetto di fazzoletti di carta, o un accendino, un paio di calzini – che poi non usava nessuno – pur di non dire di no a quei ragazzi che per strada la chiamavano mamma.

E non le importava che lo dicevano a tutte le signore che passavano e che era un sistema ben inventato per commuovere la gente! Lei si inteneriva lo stesso a vedere quei ragazzoni che cercavano di arrangiarsi un po’ per tirare su qualche moneta.

Le era capitato anche di arrabbiarsi perché non tutti erano rispettosi oppure le si appiccicavano alle costole nonostante spiegasse che non le era possibile dare nulla… Ma evidentemente il suo viso raccontava tutto di lei  perché tra tante persone che c’erano in giro la fermavano sempre!

Qualche volta le capitava di rispondere seccata, o di tirar dritto velocemente senza alzare gli occhi e facendo finta di non vedere, anche se non si sentiva molto a posto comportandosi così.

Quella mattina aveva preso l’autobus ed era arrivata in centro per fare delle spese.

Appena scesa dall’autobus eccone uno! E un pacchetto di fazzolettini finisce nella borsa di Sofia. Entra a prendere un caffè ed eccone un altro…. “Mamma ho fame”…. E gli paga un cappuccino….

Sofia doveva fare un regalo ad una amica appassionata lettrice: cosa c’era di meglio che comprarle un bel libro? Così entra in una grande libreria… Nooo, anche qui!

Gira veloce fra i banchi cercando di evitare l’incontro…. Ce l’ha fatta! Paga ed esce con il suo pacchetto…

Ma qui succede qualcosa che non si aspettava….

Fuori c’è un giovane con dei libri in mano (Sofia l’ha trovato già alcune volte e di quei libretti con i racconti e le favole di quei paesi lontani ne ha più di uno a casa).

“Mi dai qualcosa mamma? Ho fame!”.

Siamo alle solite: irritata Sofia risponde bruscamente. “Insomma, sei il terzo! Non posso mica finanziare tutti, non ho una banca a disposizione!”.

Il ragazzo (sarà quasi due metri!) la guarda e la sua bocca si spalanca in un sorriso, quei sorrisi che solo i ragazzi negri sanno fare, con quei denti così bianchi che sembrano luci accese….

Ma quel sorriso ha una luce più profonda e dolce.

Mette la mano in tasca e tira fuori una piccola tartaruga rossa – sembra fatta dello stesso cuoio rosso con cui gli artigiani di quella città fanno borsellini e portafogli.

“Prendila, ti porta fortuna!” Sofia lo guarda perplessa….”Ti ho detto che non posso darti niente”… “E’ un regalo, prendila….. sei mai stata in Senegal?”. Mette la tartarughina nella mano di Sofia che, a quel punto, non sa più cosa dire…. L’unica parola che le esce dalle labbra è “Ciao”. 

Ma continuando a camminare con la mano nella tasca che carezza la tartaruga, mille pensieri le frullano per la testa.

Quella domanda finale: sei stata in Senegal? le dice mille cose… Le parla di paesi dalla natura splendida, ma anche di povertà, di fame, di violenza….

E pensa: come posso io che vivo qui, con poco è vero- ma quel poco è sufficiente – dire che non lo posso aiutare……

Sofia torna indietro: “Scusami, dammi uno dei tuoi libri”…

Questo incontro le ha alleggerito un poco il portafogli ma l’ha fatta tanto arricchire!

  1. Cara Fausta, anche a me è capitato a volte di essere "tormentata", come la dolce signora Sofia… A volte anch’io ho tirato dritto, senza guardare, per timore di non essere poi più capace di dire di no… ma quelle volte che mi sono fermata è ho detto "si, va bene!" mi sono sentita meglio… Più leggera, è vero, nel portafoglio, ma immensamente più ricca…
    Un abbraccio
    Francesca

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