Da domani

 

Questa poesia è stata scritta da un ebreo internato ad Auschwitz. A me ha fatto molto riflettere… a voi?

 

 

 

Da domani sarò triste, da domani,

ma oggi sarò contento

a che serve essere tristi a che serve?

perchè soffia un vento cattivo?

perchè dovrei dolermi oggi del domani?

forse il domani è buono

forse il domani è chiaro

forse domani splenderà ancora il sole

e non vi sarà motivo di tristezza.

Da domani sarò triste, da domani

ma oggi sarò contento

e a ogni amaro giorno

"Da domani-dirò- sarò triste.

Oggi no".

  1. Com’è la vita, si attacca a qualsiasi cosa. Quando si è certi che non c’è un domani (sempre, a pensarci!). Neppure oggi si pensa al domani, purtroppo, non si gioisce neppure dell’oggi.
    (mi stai contagiando, con le riflessioni della mattina, grazie. una bella condivisione)
    abbraccio

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  2. Se tutti avessimo sempre una visione piu’ ottimistica e fiduciosa della vita, il mondo sarebbe sicuramente migliore.Forse, l’ebreo di Auschwitz  è riuscito a mettere in pratica il motto, "vivi ogni giorno come fosse l’ultimo", perchè in un campo di concentramento ,effettivamente è così.Troppo spesso, si da valore alla vita solo quando, qualcosa ci sveglia dallo stato di incoscenza per lasciare posto alla consapevolezza che ,per tutti e anche senza il campo di concentramento …ogni giorno potrebbe essere l’ultimo.Ci arrabbiamo e ci sbattiamo per cose, certe volte senza valore vero e, prive di significato se, prendiamo in considerazione  quanto sia fugace l’esistenza di ognuno e per questo preziosa,cercando di cogliere il meglio e il positivo in ogni situazione che si presenta, padroni di ogni attimo da investire in meglio. Forse per questo la gente che soffre ha una sensibilita’ maggiore e spesso meno infelice di chi si "annoia" probabilmente nella loro vita questa consapevolezza è una costante.Baci.

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  3. Se tutti avessimo sempre una visione piu’ ottimistica e fiduciosa della vita, il mondo sarebbe sicuramente migliore.Forse, l’ebreo di Auschwitz  è riuscito a mettere in pratica il motto, "vivi ogni giorno come fosse l’ultimo", perchè in un campo di concentramento ,effettivamente è così.Troppo spesso, si da valore alla vita solo quando, qualcosa ci sveglia dallo stato di incoscenza per lasciare posto alla consapevolezza che ,per tutti e anche senza il campo di concentramento …ogni giorno potrebbe essere l’ultimo.Ci arrabbiamo e ci sbattiamo per cose, certe volte senza valore vero e, prive di significato se, prendiamo in considerazione  quanto sia fugace l’esistenza di ognuno e per questo preziosa,cercando di cogliere il meglio e il positivo in ogni situazione che si presenta, padroni di ogni attimo da investire in meglio. Forse per questo la gente che soffre ha una sensibilita’ maggiore e spesso meno infelice di chi si "annoia" probabilmente nella loro vita questa consapevolezza è una costante.Baci.

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  4. Visto che Matteo è malato ho avuto un po’ di tempo per venire a curiosare nel tuo blog, mi si è accapponata la pelle perchè questa era una delle poesie dell’Ungherelli. Io me la ricordo benissimo, insieme con Alle fronde dei salici. Il pensiero di Matilde mi fa ancora stare male…

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  5. Anche io mi ricordavo di questa poesia, per questo appena l’ho trovata ho voluto metterla qui: un piccolo omaggio a Matilde!
    Speravo propro che la leggessi!

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