La favola del porcospino

UN PORCOSPINO

Un porcospino irsuto di lance
Vive sul ciglio del mondo
E par strano, ch’ogni strale
Lungo sette braccia almeno
Sia affilato e d’oro vestito.
E questi, sentendo il freddo
Della notte oltre quel ciglio,
si sporge aumentando gli aculei
e ogni lancia si conficca
sempre più vicino al cuore,
per cercare l’onore di morire
soffrendo la sua libertà.

Zolfo

° ° ° ° °

Sul blog del mio giovane e carissimo Marco (Zolfo) ho trovato questa bella poesia da lui scritta – ispirata alla favola dei porcospini di Shopenauer che non conoscevo e mi ha molto incuriosito:

“Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.”

(Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II, 2, cap. 30, 396)

 

La favola è molto istruttiva: l’uomo non è ancora riuscito a trovare la giusta misura per vivere accanto agli altri, accettandoli e facendosi accettare, nonostante idee, abitudini, stili di vita, religioni, culture diverse… stiamo ancora ferendoci con i nostri aculei… Impareremo dai porcospini?

° ° ° ° ° °

 

Ai miei nipotini però l’ho raccontata così….

Quando la vostra mamma e la zia erano piccole avevamo una casa in campagna.

La zia – come sapete – impazziva per gli animali (aveva sempre qualche ranocchietta in tasca)…

Una sera eravamo andati a pescare a un lago lì vicino. Quando stava cominciando a fare buio, la zia – che era andata a fare una giratina lì intorno – arrivò tutta di corsa con in mano qualcosa di scuro….“Mamma, babbo, guardate! Stava tutto solo in mezzo al viottolo e piangeva (chissà come avrà fatto a capirlo!!!). Lo posso portare a casa, è solo e ha fame!

Guardiamo incuriositi…. In mano la zia aveva un piccolo porcospino, e non siamo mai riusciti a capire come avesse fatto a prenderlo e a tenerlo in braccio senza farsi male….

Sì, perché i porcospini hanno il corpo ricoperto di aculei – come grosse spine – che bucano chi prova ad avvicinarsi. Solo sul pancino non ne hanno, infatti è tenero e caldo come quello dei gattini…

Quando hanno paura, i porcospini si chiudono come il riccio delle castagne e nessuno riesce ad avvicinarsi. Ma la nostra amica degli animali faceva eccezione: con lei nessun animale aveva paura e si lasciava prendere e accarezzare tranquillamente.

Nonostante i nostri tentativi (la mamma lo starà cercando…come farai a dargli da mangiare…..) non fu possibile farle cambiare idea: era una fontana, lacrimoni le scendevano lungo il visetto….

Acconsentimmo, pensando di riportarlo la mattina dopo.

Il riccetto si chiamò Chicco, e passò la notte in una scatola vicino al letto della zia. Al mattino si svegliarono insieme e sembrava che si conoscessero da sempre: Chicco zampettava dietro alla zia… fecero colazione insieme – il porcospino è un animale che mangia solo carne – ma Chicco mangiò un po’ di biscotti e a pranzo si divisero la pastasciutta e le polpettine….

Noi non potevamo prenderlo, gli aculei ci tenevano a distanza, al massimo potevamo fargli una carezzina sul nasino che sporge da un musetto proprio carino, con due occhietti furbi!!!

Con la zia era diverso: quando la vedeva arrivare sollevava il pancino e si sistemava sulla mano, tutto contento.

Quando fu tempo di ritornare a casa fu veramente difficile separarli.

Riportammo Chicco al lago, chiedendo al proprietario di prendersene cura e soltanto la promessa che saremmo ritornati a trovarlo ci permise di tornare a casa.

Così la zia ci ha insegnato che l’amicizia è sempre possibile: basta un po’ di amore e di buona volontà.

 

 

 

Una risposta

  1. Cara Fausta, la storia del porcospino fa riflettere, proprio sulla giusta misura che spesso viene trovata quando con volonta’ ed amore uno scopo unisce 2 o piu’ esseri, per un bene comune.Penso che gli uomini hanno da imparare non solo dai porcospini, ma dalla natura in tutte le sue manifestazioni ,perchè rimane secondo me, un  modello di armonia e perfezione a cui aspirare.La tua fiaba , riadattata per i  nipotini è molto bella, come tutte le tue fiabe contiene insegnamenti e valori, ricca di buoni sentimenti e di una sana morale.Scrivendole sul tuo blogg possiamo leggerle in tanti,è un dono bellissimo questo. Grazie.Un abbraccio Sandra.

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