The Slava snow show

 

 

 

 

Slava show1

 

 

 

 

THE SLAVA SNOW SHOW

 

 

Ho aspettato tanto prima di scrivere di questo spettacolo teatrale che mi ha incantato.

Non riuscivo a trasmettere nelle parole tutta la gioia che mi ha suscitato.

Ci provo ora, anche per non perderne il ricordo…

Già l’ingresso nel teatro è una novità.

La sala, di solito piena di luce, è in penombra, illuminata solo da faretti bianchi, rossi e celesti…. Il pavimento ricoperto da striscioline di carta bianca.

Una situazione irreale… c’è una musica leggera in sottofondo e il rumore di un treno che passa.

La gente entra e si comincia a guardare intorno stupita.

La Sabi (mia figlia) ed io eravamo riuscite a malapena a trovare due posti in un palco di terz’ordine. Fortunatamente il Teatro Verdi ha un’ottima visibilità e buona acustica.

Inizia lo spettacolo con Slava che compare sulla scena venendo fuori da dietro un riparo: sembra intimidito e disorientato.

Avanza fino al bordo del palcoscenico e si ferma a fissare sorpreso e quasi smarrito gli spettatori, travolto da un uragano di applausi…

E’ un piccolo clown vestito di giallo, con parrucca, naso e pantofole rosse, con una tunicona nella quale sprofonda e si allunga a seconda che provi gioia o  malinconia….

Un clown e un palloncino… un inizio tenero e surreale.

Entrano poi altri 4 clown, tre piccoli e uno allampanato, con le palandrane verde ramarro, come il cappellaccio e le scarpe lunghe mezzo metro almeno.

A vederli ho pensato che potevano essere usciti da un pianeta vicino a quello del Piccolo Principe: buffi, poetici, evanescenti, sempre in movimento.

E’ un susseguirsi di trovate poetiche, a volte spassose, a volte struggenti…. Anche il gesto più piccolo, un movimento del capo, delle mani è così espressivo che scatena le risate.

Bellissime, tra le altre,  l’invasione di palloni trasparenti in uno dei quali si trova un clown, il letto utilizzato come una zattera sballottata dalle onde, e – a chiusura del primo tempo, un samba che esplode gioioso, mentre i clown si impigliano in una enorme ragnatela che scende sugli spettatori che sono costretti a farla scorrere fino alla fine della sala per non rimanerne a loro volta impigliati…

C’è l’intervallo… o almeno dovrebbe: invece si scatenano i clown.

Nonostante siano solo quattro (Slava è seduto sul bordo del proscenio) li trovi nella sala, dappertutto, sulle poltrone, in braccio alle persone, spostano cappelli e borse, creano scompiglio… bisogna stare al gioco e in realtà tutti in platea giocano divertiti…

Poi la pioggia: i “verdi”aprono gli ombrelli che hanno con sé e la pioggia arriva sul pubblico: poche gocce, lanciate da bottiglie e da un secchio – come nelle migliori gags – ma l’effetto è spassoso.

Poi la neve, prima sul palcoscenico, in una danza lenta e leggera… poi la musica diventa fortissima, si accendono dei grandi  fari, un vento violentissimo …e la neve inonda la sala ricoprendo gli spettatori.

Cade anche dall’alto e tutto il teatro è uno sfarfallare di fiocchi bianchi.

I clown sono di nuovo in sala a versare secchiate di “fiocchi” sugli spettatori…..

Sembra il finale dello spettacolo, ma alla neve si susseguono palloni colorati, enormi e leggerissimi  (alcuni hanno il diametro di due metri): gli spettatori cominciano a giocare, a lungo, in un tempo che sembra non dover finire più, prolungando lo spettacolo che ha incantato e divertito….

Un senso di liberazione da schemi e timidezze: giocano tutti, dai bambini ai signori compassati che avevano storto il naso all’inizio dello spettacolo…..

A chi, come noi, ha visto lo spettacolo dall’alto è mancato il coinvolgimento nel gioco, ma vi assicuro che vedere  quello che succedeva è stato uno spettacolo nello spettacolo.

Poi, alla fine, tutti giù in platea a giocare…..

 

°-°-°-°-°

 

La foto è stata fatta col telefonino, quando lo spettacolo era finito e il gioco era iniziato. Non è particolarmente chiara, però penso che renda l’idea…..

  1. Ah! Eccolo il racconto, finalmente. Grazie, Fausta c’è tutto l’entusiasmo e la bellezza di quanto hai visto. Mi sarebbe piaciuto assistere. Amo tutto quello che porta scompiglio, scompagina ruoli. Io poi, sono una bambina, sempre 😉
    abbraccio

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  2. Che bello Fausta…
    Chissà se questo spettacolo verrà anche dalle mie parti? Proverò a cercare notizie su internet!!!
    I clowns sono malinconici e poetici, tristi e allegri, sono teneri, sono delicati…
    E questi palloni giganti… chissà che spettacolo!!!
    Un abbraccio
    Francesca

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  3. Su You Tube ci sono parecchi spezzoni dello spettacolo. Per me rivedere quelle scene è stato un po’ come rituffarmi nella magia… per chi non l’ha visto rendono un po’ l’idea di quello che succede in scena e in platea…

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