Luna piena

 

LA NOTTE DELLA LUNA PIENA

 

 Da sempre l’uomo ha cercato di conoscere i misteri del cielo, parlando con le stelle, i pianeti, le profondità del cosmo. Ma sicuramente la protagonista è stata e sarà la luna.

Fantasia, mistero, deposito dei sogni e degli amori di tante persone.

La luna ha tante prerogative, da quelle fisiche a quelle che la sua  bianca presenza suscita nell’immaginazione dell’uomo.

Signora delle maree e del tempo.

Ispiratrice di musicisti, di pittori e di poeti.

Si pensi solo a Leopardi e ai suoi meravigliosi versi

 

“Che fai tu, luna, in ciel

dimmi, che fai silenzìosa luna”

 

o anche

 

“Dolce e chiara è la notte e senza vento

E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti

Posa la luna, e di lontan rivela

Serena, ogni montagna”

 

 

Venerdì 18 luglio era la notte della luna piena e lo staff di Skylive, che io seguo ormai da un anno, le ha dedicato uno “special”, una splendida lezione di astronomia.

Il collegamento è cominciato alle 22 e non avevo mai visto tanti nomi – e perciò tante persone – “on line”.

 

slamgrenus

 

Questa volta i telescopi erano manovrati dal grande Ivan Bellia, astronomo, che ha mostrato la luna in ogni sua parte, naturalmente la faccia rivolta verso di noi!

Il prof. Bianciardi, che ha una conoscenza profonda dell’argomento e una capacità di rendere comprensibili anche le cose più difficili – in chat dava via via la spiegazione di quello che veniva inquadrato, rispondendo anche alle numerosissime domande che gli venivano fatte.

 

grande copernico

 

Non posso certo riportare tutta la lezione (che è terminata dopo la mezzanotte), ma alcune foto che mi hanno particolarmente affascinata, le voglio dividere con voi.

Parlare della formazione della luna è impossibile, nemmeno gli studiosi sono ancora d’accordo,  comunque si parla di date che si aggirano intorno ai 4 – 5 miliardi di anni fa.

Il primo a puntare la luna con il suo telescopio fu il nostro Galileo Galilei nel 1609, che vide che la faccia della luna era piena di rughe e affossamenti che chiamò “mari” e “crateri”.

Il primo a tentare una nomenclatura di questi fu Gilbert, sulla base di disegni, ma, a metà del 1600, fu un prete, Giovanni Riccioli, a dare il nome ai crateri, basandosi su una prima carta frutto delle osservazioni di un suo studente, Grimaldi.

Egli scelse nomi di grandi scienziati, letterati e filosofi. Ci sono Platone, Copernico, Celsius, Boezio, Dante, Euclide ecc. e, ovviamente, Grimaldi.

Uno di questi crateri  è ancora tenuto “sotto controllo”. E’ Aristarco, nel quale si notano ancora fenomeni improvvisi, come scoppi e fumi, segno che la Luna è ancora viva…

 

aristarco1

 

Successivamente ad ogni nuova scoperta fu dato un nome.

Tre piccoli crateri intorno alla Statio Tranquillitatis hanno il nome di Armstrong, Aldrin e Collins.

E i mari, con i loro nomi sognanti: il mare delle piogge, l’oceano delle tempeste, il mare dei sogni, il mare della fecondità, il mare della tranquillità che si trova più o meno sull’equatore lunare. In questo  è situata  la “statio tranquillitatis” che è il punto dove è allunato l’Apollo 11.

 

mare della tranquillità

 

 

Qui è sistemato, accanto alla base del Lem, uno specchio sul quale viene sparato dalla terra un raggio laser che permette, calcolando il raggio di ritorno, di misurare le distanze Terra-Luna.

I crateri più giovani, come si vede al polo sud, hanno intorno una specie di raggiera formata dalla pioggia di detriti ricaduti dopo l’impatto che ne  ha causato la formazione.

 

cratere tyco

 

 

I mari sono scuri perché sono deserti di basalto formatosi per il grande calore, mentre le terre più chiare sono dovute alla roccia più chiara che contiene alluminio, che riflette la luce solare.

Queste sono poche, piccole nozioni. Ripetere tutto sarebbe stato impossibile e troppo difficile e anche noioso senza il supporto delle immagini e del fascino di chi sa raccontare scienza e curiosità…

Ma volevo fermare qualche idea qui, per mantenere vive le emozioni che la nottata mi ha procurato.

Conoscere più da vicino la luna non le ha levato niente del fascino e del mistero che la caratterizzano.

Posso ancora guardarla e sognare….

 

Ed ecco una "particolare" interpretazione della Sonata al chiaro di luna di Beethowen

 

http://www.youtube.com/watch?v=DJjZ_BbTkJw

 

 

 

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