HIROSHIMA

 

HIROSHIMA

 

200px-Cenotaph_Hiroshima

 

 

Il mattino del 6 agosto 1945, l’Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica "Little Boy" sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell’ordigno "Fat Man" su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100.000 a 200.000, la maggior parte delle quali civili. Per la gravità dei danni diretti ed indiretti, e del fatto che si è trattato del primo utilizzo in guerra di tale arma, l’attacco atomico viene considerato fra gli episodi bellici più significativi dell’intera storia dell’umanità.

 

 

ALVARO VALENTINI ha scritto questa poesia cercando di mettersi nei panni del pilota dell’Enola Gay.

 

 

LITTLE BOY

 

Io braccato, io internato, io vigilato.
Mi dicono: «Hiroshima è lontanissima,
non è qui, non temere. E prova a credere
che al tuo posto poteva starci un altro…
Ma quell’altro dirà che ha avuto l’ordine
a cui obbedire: lui ha obbedito. Il fatto
non lo riguarda.
«è un capo che decide ».

Quindi né tu, né tu, né tu sapete
niente. Quindi non toccano i rimorsi
né a voi né a me; ma al capo, al capo… E il capo
dirà che lui non è nessuno, è solo
la somma di noi tutti. Ed io vi chiedo:
«Anche tu mi hai mandato ad Hiroshima?»

Sì, comprendo. «Era un atto indispensabile»,
mi ripetete. Allora, mi hai mandato
anche tu ad Hiroshima?
Ma voi dite
che di questo non vale più discutere…

E di che vuoi discutere? di vita
e di morte, di amore e di rancore,
di guerra e pace. Non c’è altro. Io sono
Eatherly perché sento dentro l’ossa
quel fuoco, ho nelle palpebre quel lampo.
E perché sono solo. Se quel lancio
fosse ancora da compiere, oseresti
dirmi « va! » o « non andare! »? — Ma la voce
del capo giù per fili oscuri scende
da un microfono a noi; dice che occorre
colpire alberi cielo acque germogli,
mutare il sangue in fuoco, il pane in zolfo,
cancellare un paese… Voi tremate,
voi che non siete gli angeli insultati
a Sodoma e Gomorra, voi sperate
che sopra me ricada la missione.

«Non importa chi va, purché uno vada
ad Hiroshima!»
Ma posso io ignorare
Hiroshima, i suoi fiori alle finestre,
le lanterne, le stuoie colorate
ed i bambini?
Sono solo.
C’è
qualcuno che mi dica «non andare!»?
Qualcuno, almeno, che al ritorno chieda
perdono a me che vengo da Hiroshima
col suo teschio negli occhi, con la luce
che strugge la meteora d’Hiroshima?

Maledetto il sereno. Il capo non
mi conosce.
O non vuole.
Ed io chi sono?

– – – – – – – – – – –

 

Le parole più ricorrenti quando si ricorda questo terribile avvenimento sono “Mai più”.

Sì, mai più ad una strage come quella della la bomba atomica

Ma urliamo il nostro “mai più” anche ai genocidi, alle esecuzioni, alle stragi, alle guerre, ai lutti che ancora adesso vengono perpetrati contro popoli inermi e pacifici, contro popolazioni che hanno solo il torto di avere nei propri territori tesori che i “popoli ricchi” vogliono per sé.

 

  1. Bellissima poesia.. emozionante e coinvolgente; giusta riflessione la tua .. quello che è ingiusto è che su fatti di prepotenza verso i cittadini più poveri del mondo ( e che potrebbero essere più ricchi!!!) cali il  velo d’omertà da parte delle cosiddette nazioni civili che mettono a tacere i media.
    E NESSUNO SA NULLA!!!!
    Ciao una buona giornata

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  2. quando ero bambina  mi kiedevo come si potesse essere cosi cattivi da sgangiare(o dare l’ordine di sgangiare)quella  maledetta bomba,oggi a distanza di qualke anno nn solo me lo kiedo ankora,ma mi sono resa conto ke quando ci sono in mezzo interessi da parte di potenze mondiali,si da poca importanza alla vita di"NOI POVERI MORTALI"XKè ALLA FINE LORO "I SIGNORI DELLA GUERRA"STARANNO SEMPRE LI…AL SICURO NELLE LORO CALDE E COMODE POLTRONE A DARE ORDINI.AVEVO TERRORE ALLORA E NE HO ANKORA.
                                                                              CON AFFETTO E GRZ X LA VISITA
                                                                                                                       PINA

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  3. Sono daccordissimo con le tue ultime parole … troppe sono le ingiustizie dimenticate , quelle che i mass media non ci comunicano , loro portano le notizie dei luoghi che hanno per loro un interesse … c’è troppa gente che vive tra guerre e ingiustizie e nessuno lo sa e noi che ci preoccupiamo di internet , di avere il pc acceso , del cellulare e di essere reperibili sempre ,quando ci sarebbero cose più importanti da fare … poi però viene da chiedere .. perchè non abbia tanta coscienza da aiutare davvero coloro che ne hanno bisogno ? molte volte non sappiamo nulla , altre volte ci secchiamo noi di dare aiuti che non arrivano mai … dopo tanti anni e sodli dati in beneficienza , perchè il terzo mondo è ancora terzo mondo ? perchè la terra santa tutto sembra tranne che santa ‘ perchè con tutta la buona volontà il darfur è ancora nella stessa situazione di anni fa ? Semplice ,noi ,persone semplici , povere rispetto ad altri giganti , diamo qule che possiamo , ma quando veidamo che non abbiamo concluso nulla ,che farmaci desitnati a certe popolazioni sono abbandonate in container e via dicendo , ci passa anche la voglia di dare quel poco che abbiamo …
    non siamo noi a non avere coscienza , ma sono gli altri , i "grandi" che non ne hanno , che approfittano e non fanno bene ciò che devono .. tutto in nome del dio denaro .
    scusa se ho fatto un pò di confusione nel commentare, mi veniva tutto a raffica e così ho scritto (a raffica)
    Ti auguro una buona giornata

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  4. io ricordo la strage dei bimbi in Ossezia, un nome che non conoscevo, di cui non avevo MAI sentito parlare, che cosa è l’Ossezia? un nome!  invece oggi ne sentiamo ancora parlare, oggi ancora guerra e stragi di innocenti, sempre per sporchi interessi, sempre perchè si vuole negare la liberta’ a chi la desidera.
    sai quante Hiroshima ci sono ancora e ce le tengono nascoste? non serve la bomba atomica, abbiamo ben altro per uccidere gli innocenti:l’indifferenza e il silenzio.

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