halloween

 

“All Hallows eve” o “Vigilia di tutti i Santi”

 

Non posso dire di amare questa festa, però mi rendo conto che – al di là dell’affare consumistico che è diventato, ha tanti legami con le culture passate, dai celti in poi…

Infatti, benché sia statunitense l’usanza di intagliare zucche con volti minacciosi, svuotarla e porvi dentro una candela accesa, anche in Europa c’erano già usanze simili.

In Toscana la zucca svuotata era nota nella cultura contadina con il nome di Zozzo.

In Sardegna la notte della commemorazione dei defunti si svolgono tutt’ora riti molto simili, uno – per esempio – e quello del “su mortu mortu” dove i bambini travestiti bussano alle porte chiedendo doni, che è ciò che diverte i bambini ora, che girano al grido di "dolcetto o scherzetto"..

Io però continuo a preferire

queste zucche…….

 

zucche

 

 

fiorentinità

 

 

FIORENTINITA’

 

Io non ci riesco…. Mi fa così rabbia una delle mie figliole, fiorentinaccia, che riesce a dirlo velocissimamente….

 

 

Tito, tu t’a ritinto i’ tetto ma tu’n t’intendi tanto di tetti ritinti

 

 

…. Ricordo quando lo diceva Tognazzi in Un, due, tre, un divertente programma con Vianello…

 

Va detto tutto d’un fiato… vi riesce?

 

 

pennello

 

 

 

canto

 

Canto nazionale Yoruba

Nigeria

 

 

 

Quando il gallo canta
l’uomo pigro schiocca le labbra e dice:
E’ già giorno?
E allorché si è rigirato nel letto
allorché si è stirato
allorché ha sbadigliato –
il contadino è già nei campi,
i portatori d’acqua sono giunti al fiume,
i filatori filano il cotone,
il tessitore è al telaio
e il fuoco avvampa nella capanna del fabbro.

 

 

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notte artica

 

NOTTE ARTICA

 

 

Dopo aver parlato dell’ora legale e dei disturbi che il cambio di orario provoca in alcuni di noi, ho trovato questo post nel blog di un amico “girovago” che ultimamente ha vissuto parecchio tempo alle isole Svalbard – Polo Nord: http://verso-nord.blogspot.com/

…… mi sono fatta una risata…. Come è piccolo il mio orizzonte!!!

 

 

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“Siamo talmente abituati a vivere il giorno e la notte che sembra impossibile che l’alternarsi della luce e del buio non avvenga in tutto il mondo quotidianamente, ma vi sono luoghi ove l’alternarsi del giorno e della notte dura dei mesi.

Forse è per questo che mi affascina il fatto di vedere qualcosa di molto particolare, capire quali possono essere le differenze a vivere in queste condizioni, cosa cambia nella nostra vita a vivere per dei mesi al buio e per dei mesi sotto il sole.

Ed anche oltre il periodo di buio od il periodo di luce, vi sono quei periodi intermedi quei mesi dove il sole non appare all’orizzonte, ma il giorno è inondato di luce.

Alle isole Svalbard la luce incomincia ad arrivare a Febbraio per pochi minuti al giorno, già a fine febbraio le ore di luce sono tante, ma ancora il sole non si vede; si vedrà spuntare il sole l’8 marzo e quel giorno il sole apparira per pochi minuti, ma appena un mese dopo la luce non lascerà piu spazio al buio.”

 

 

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torna l’ora solare

 

ORA SOLARE

 

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Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre l’Italia spostera’ le lancette degli orologi un’ora indietro per passare, dopo 7 mesi di ora legale, all’ora solare

Il ripristino dell’ora solare nella notte tra sabato e domenica, sara’ tutt’altro che una passeggiata per il nostro organismo. Lo conferma uno studio condotto dal dottor Till Roenneberg, dell’universita’ Ludwig-Maximilians di Monaco, pubblicato sulla rivista "Current Biology".
  "I dati indicano che il ritmo circadiano della nostra specie mal si adegua alla convenzione dell’ora legale", ha detto lo specialista: il disagio si concretizza in sonnolenza e malumore. A questa sorta di ‘jet lag’ e’ soggetto due volte l’anno un quarto della popolazione mondiale, eppure l’impatto di una simile "jattura", che peraltro assicura vantaggi dal punto di vista economico, e’ largamente sottovalutato dalla scienza”.

L’orologio biologico utilizza la luce solare per sincronizzare i ritmi dell’organismo a quelli ambientali e per regolare il ciclo sonno/veglia.

Gli studiosi hanno appurato che con l’ora solare gli individui tendono ad allineare l’ora del risveglio con l’alba, cosa che non avviene con l’ora legale.

Comunque normalmente il ritorno all’ora solare non crea problemi grossi come l’ingresso nell’ora legale.

Ci sono però persone che ne risentiranno parecchio: chi lavora di notte avrà una nottata lunghissima… vivrà due volte la stessa ora!!!

 

 

la sveglia

 

Ho letto questo breve e delicato racconto di Tonino Guerra e mi piace farlo conoscere anche a voi…

 

 

LA SVEGLIA

 

 

Un povero mercante arabo aveva da vendere soltanto una sveglia, che teneva in mostra sopra un tappeto polveroso. Per diversi giorni si accorse che una vecchia si interessava alla sveglia. Era una beduina appartenente a una di quelle tribù che si muovono col vento.
"La vuoi comprare?" le chiede un giorno.
"Quanto costa?"
"Poco. Ma non so se la vendo. Se scompare anche lei non ho più un lavoro."
"E allora perché la tieni in mostra?"
"Perché mi dà l’impressione di vivere. E tu perché la vuoi? Non vedi che mancano le lancette?"
"Fa tic-tac?" chiese la vecchia.
Il mercante caricò la sveglia che mandò un tic-tac sonoro e metallico. E la vecchia chiuse gli occhi e capì che nel buio della notte poteva sembrare un altro cuore accanto al suo.

 

 

(Tonino Guerra – da “Il polverone”)

 

 

sveglia

 

 

una serata semplice

 

UNA SERATA SEMPLICE

 

Spesso le cose decise senza tanti preamboli risultano le più belle.

Qualche sera fa arrivo a casa di mia figlia, dopo una “puntatina” a Pisa, al pisabookfestival – e mi dicono che siamo a mangiare con “i signori di sopra”.

A meno che non si abiti all’attico, in ogni palazzo ci sono “i signori di sopra”. I loro sono Luciano e Tina, due persone davvero molto care. Per me che sono lontana ( Firenze-Livorno non si fa in dieci minuti…) è un piacere sapere che ci sono persone che – in casi di emergenza – si prendono cura dei bambini..

Il signor Luciano questa mattina è andato a pescare polpi e la signora Tina li ha cotti e ne ha fatto una squisita insalata

Da parte nostra si è messo in azione Antonio, mio genero, che, lasciando da parte il bisturi, ha indossato le vesti del cuoco…. anzi, meglio, del pizzaiolo.

 

 

il pizzaiolo1

 

Impasta con energia e mette la pasta al caldo…. Dopo un’oretta o poco più la pasta, gonfiandosi, ha riempito l’insalatiera in una palla soffice e leggera..

Ha mille richieste, Matteo la vuole con il pomodoro e il mais, Ilaria la fa preparare con il pomodoro

 

pizza2

 

poi ci aggiunge lei il prosciutto cotto, si fanno col tonno e cipolla, con gli asparagini di campo, che Tina mette sott’olio…, con acciughe e capperi, poi miste.. con tutto quello che ci si può mettere sopra….

 

pizza1

 

Il forno va a tutta birra e la casa si riempie di un profumino delizioso…

 

pizza3

 

Visto che siamo in tanti e la lavorazione delle pizze ha impegnato tavolo e ripiani.. si decide di andare a mangiare “al piano di sopra”….

Ecco! Mi dispiace…. La macchina fotografica all’ultimo e nello spostamento è rimasta…… al piano di sotto!

Non posso farvi vedere l’allegra tavolata, la squisita insalatina di polpo né la stupenda torta alla meringa che ha concluso il pasto….

Ma vi assicuro che era tutto squisito e che c’è stata tanta semplice allegria….davvero una bella serata!

La prossima volta – perché si rifarà – prometto di portare la macchina fotografica e fare tante foto…

 

 

per Fabio

 

Una favola per Fabio

 

Dov’è finito l’arcobaleno?

 

Dietro le finestre chiuse i bambini dello stabile di via Corazzi stanno guardando il temporale che imperversa sulla città. Tuoni, fulmini, un vento fortissimo e pioggia, tanta pioggia violenta e forte che sta spazzando via ogni cosa dal loro giardino: gli alberi stanno perdendo tutte le foglie, il prato è diventato un lago di fango, ma – peggio di tutto – lo scivolo si è rovesciato e l’altalena si è staccata e si è rotta e sul campo di pattinaggio sono caduti dei rami spezzati… una vera tragedia!!!

E non sembra neppure che voglia finire! Il cielo è ancora carico di nuvoloni neri, gonfi e bassi che sembra quasi di poterli toccare…

Con i nasini attaccati ai vetri i bambini guardano questa burrasca che sta distruggendo il loro campo di giochi…. Quanto ci vorrà perché tutto torni a posto e si possa scendere di nuovo a riempire quel bel parco di risate e grida, di corse e salti!

La voce dei tuoni si sta facendo sempre più lontana, sta diventando solo un brontolio…

La pioggia è diminuita, ora è una pioggerellina fine fine, come se qualcuno stesse chiudendo il rubinetto su nel cielo…

E finalmente un raggio di sole tra le nuvole…

Ed ecco, davanti a quei visetti che ricominciano a sorridere, apparire un enorme arcobaleno: la tempesta è finita…

Ma… cosa sta succedendo? Quell’enorme arcobaleno non rimane nel cielo… sta scendendo giù, sempre più giù…

Gli occhi dei bambini sono sempre più grandi e le bocche si stanno spalancando per la sorpresa…

Eccolo lì… proprio nel loro giardino!

In ogni casa si alza una domanda: posso scendere?

La cosa è tanto strana che le mamme non pensano più alle scarpe che si sporcheranno, ai vestiti che si schizzeranno di fango, ai raffreddori ….

Uno sfarfallìo di bimbi è sceso a guardare quella meraviglia…

Si avvicinano piano… l’arcobaleno è lì.. lo possono toccare con le loro manine

“Forza!” – sembra dire – “venite a giocare… salite su questo bel ponte”..

Dopo un istante ( ma proprio uno solo!!!) di titubanza i bambini salgono, uno dopo l’altro…

Che bello!! Poi, quando sono in cima c’è da fare uno stupendo scivolo per tornare a terra… I bimbi corrono per poter godere di quel divertimento il più possibile….

Si fermano un attimo per riprendere fiato e in quel momento l’arcobaleno si gira: ecco, è diventato una enorme altalena colorata! Possono dondolarsi tutti insieme … che allegria nel giardino!!!!

Chi si lascia cullare, chi corre sotto, passando attraverso i colori….

Nessuno dei bambini, occupati come sono, si è accorto che i nuvoloni sono spariti….

L’ultimo nuvolone se ne va e torna a splendere un bel sole, ma…..

Dove è finito l’arcobaleno?

I nuvoloni l’hanno portato via con sé, andrà a dare gioia a grandi e piccini di qualche altro luogo….

C’è un po’ di delusione tra i bambini, si stavano divertendo così tanto!!

Per rasserenarli alcuni genitori fanno loro una promessa: domani stesso rimetteranno a posto tutti i loro giochi e il giardino tornerà anche più bello di prima….

 

 

arcobaleno intero

arabeschi

 
…. UNA FRASE

 

Ho sentito oggi una frase che mi è piaciuta molto.

l’autore, che non ricordo, la diceva in maniera un po’ sarcastica…

Giudicata come un difetto….

Non in tutti i casi, certo, ma secondo me è un pregio:

 

 

 

“Per un italiano la linea più breve tra due punti è l’arabesco”

 

 

 

ghirigori 2

 

 

Barchette

 

BARCHETTE

 

Ho letto oggi un racconto che terminava con queste parole:

 

“E un giorno il vecchio marinaio, dopo avere toccato tutti i porti a lui accessibili, si ritirerà ancora una volta sulla sua torre e guardare con sorriso malizioso, tutte le barchette di naviganti alla ricerca di nuove storie e avventure che a loro volta racconteranno”.

 

Queste parole mi hanno fatto ritornare in mente una manifestazione svoltasi pochi giorni fa qui a Firenze. Mi ero ripromessa di raccontarla….

 

 

Progetto “CARTA BIANCA”

 

 

Il 2 ottobre, giorno dedicato a S. Francesco, patrono d’Italia, l’Arno è stato il palcoscenico di uno spettacolo quanto mai garbato e fantasioso: un’invasione pacifica ed ecologica …

Tra il Ponte Vecchio e il Ponte alla Carraia l’artista Nicoletta Boris ha fatto navigare nelle acque del fiume, 100 barchette di carta.

Queste barchette, lunghe un metro, sono state realizzate da Nicoletta – alcune davanti agli occhi dei numerosi e divertiti spettatori,- prima dell’inizio della manifestazione – usando la tecnica più tradizionale che tutti conosciamo … piegando il foglio fino ad ottenere la forma desiderata.

La carta usata era un po’ particolare.

Perché potesse resistere all’acqua, era stata plastificata con un sostanza chiamata “Mater-Bi”, un amido ci mais totalmente biodegradabile che è stato fornito all’artista da un consorzio fiorentino specializzato nel recupero ed il riciclaggio di carta e cartoni.

Alla fine del loro viaggio le barchette sono state asciugate ed esposte al pubblico sul greto dell’Arno presso il “Circolo canottieri Firenze”.

Successivamente le barchette saranno messe all’asta per una raccolta di fondi per beneficenza.

 

In un’era tecnologica come quella in ci viviamo, questa artista è riuscita ad “inventare” una manifestazione semplice, naif, ma di grande impatto.

Con la semplicità di una barchetta di carta è riuscita a mostrare e dimostrare la possibilità di utilizzare la tecnologia della plastificazione servendosi di sostanze che rispondano perfettamente alle necessità dell’ecologia, alla cura della Madre Terra.

 

 

barchette sull'arno