arabeschi

 
…. UNA FRASE

 

Ho sentito oggi una frase che mi è piaciuta molto.

l’autore, che non ricordo, la diceva in maniera un po’ sarcastica…

Giudicata come un difetto….

Non in tutti i casi, certo, ma secondo me è un pregio:

 

 

 

“Per un italiano la linea più breve tra due punti è l’arabesco”

 

 

 

ghirigori 2

 

 

  1. Ho sentito anche io parlare della nostra italica tendenza ad arzigogolare: la mia insegnante madrelingua di inglese mi rimproverava sempre di usare troppe parole, e troppo forbite. Ho poi incontrato dei conoscenti turchi, e mi sono resa conto che, al confronto, noi italiani siamo diretti come un treno: loro, eredi dei bizantini, hanno un complicato codice di regole di comportamento sociale, e girano intorno…loro si che descrivono arabeschi!di parole!!! Evidentemente ogni paese ha le sue maniere di parlare…
    Ho visto le foto dei gatti, il tuo rosso è uguale al mio Ruby, e, dietro di loro, c’è una bella signora dall’aspetto solare…:))))
    Un abbraccio, Nonnatuttua, con affetto.

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  2. ….Lo sanno tutti che gli Italiani sono gli ultimi al mondo nell’ambito della matematica e della geometria!!!… Basta vedere come riescono a posteggiare l’auto certe fanciulle ed "ex" fanciulle!! Con grande fantasia e creatività, caspita!!!  ;-))))
    Però, forse, in questo "universo parallelo" che è l’Italia, la distanza più breve tra due punti è proprio l’arabesco….
    Dico la verità: spesso gli arabeschi sono molto belli in qualunque ambito…ma quando si tratta di parole, poi, raggiungono il sublime!!
    Io ricordo ancora le famose "divergenze parallele" che solo nel Bel Paese possono esistere….Neanche Einstein ci aveva mai pensato!! Lo so : "due rette parallele si intersecano all’infinito"….ma non mi sono mai accorto che l’Italia fosse l’Infinito. In Italia, a quanto ne so, di "Infiniti" ce n’è uno solo:"…Sempre caro mi fu quest’ermo colle…"… etc. etc.. Una delle più belle poesie che conosca!! Un’arabesco??!!…
    Però è vero, gli altri – Americani, Russi, Cinesi – con la geometria e la matematica vanno nello spazio, fanno scoperte da fantascienza, curano malattie e hanno una società forse più equilibrata (e qui ci vorrebbe un altro bell’arabesco..).
    Noi amiamo filosofeggiare, in particolare in modo sofistico, e andiamo molto oltre quel Greco – dilettante -, che più di 2000 anni fa, dimostrava senza ombra di dubbio che un "cavallo bianco" non è un "cavallo"…
    Io, però, da Italiano Nord Occidentale (per carità: è solo una localizzazione geografica!!) un po’ parecchio dimenticato da filosofi, intellettuali, politici, poeti ed artisti, pur amando molto la filosofia, resto del parere molto pragmatico di quel "teorema" che citavamo al liceo: "La filosofia è quella cosa senza la quale o con la quale tutto resta tale e quale!". Purtroppo questa è la cruda realtà…
    Ho arabescato abbastanza??…  ;-))
    Ciao, Nonnatuttua…un grosso abbraccio!!! Saluti "bizantini" e "medio orientali" a tutti!!! Salam aleikhum!!!
     
    P.S. gli Americani hanno un detto che, secondo me, noi dovremmo metterlo in tutti i luoghi pubblici, e magari anche sulla bandiera:
    " Do what you can, with what you have, where you are".
    Theodore Roosvelt
    Scusate, ma me ne sento un po’ responsabile, visto che a cambiare il mondo "davvero", rischiando la vita e in modo molto pragmatico e senza arabeshi di sorta, fu un mio concittadino, tale "Cristofou Culumbu"…e lo dico in lingua Genovese, per rispetto, perchè lui, d’Italiano e di Italia, non aveva neppure la più lontana idea di cosa fossero…
    Regards

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  3. La frase semplice ed efficace, è di Ennio Flaiano, scrittore e sceneggiatore di fama. Credo che faccia riferimento al modo di ragionare italico, contrario alla semplicità. Allude al modo furbetto di cavarsela sempre, soprattutto con il ragionamento.  L’arabesco è vuoto di qualsivoglia contenuto, è una decorazione. Da qualsiasi punto (per rimanere in tema) lo si consideri, credo proprio che Flaiano abbia ragione. Un abbraccio

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  4. Ma la frase è riferita solo alla lingua? Perchè se la riferiamo ad altre cose allora l’arabesco non va affatto bene… Penso alla burocrazia, alla nostra straordinaria capacità di rendere complicate le cose semplici, ai labirinti tortuosi ed infiniti delle leggi, leggine, controleggi, postille ed eccezioni…. Insomma, l’arabesco sarà anche bello ma…… in queste cose sarebbe meglio una bella linea retta!!!
    Un abbraccio
    Francesca

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