L’alluvione

 

L’ALLUVIONE DI FIRENZE

 

4 Novembre 1966 – L’Arno, gonfio di acqua scura e fangosa tracima e inonda Firenze, travolgendo tutto quello che trova sulla sua strada.

 

straripamento-arno

 

Con la città fu colpito tutto il bacino dell’Arno, le campagne furono allagate e molti comuni rimasero isolati.

Dagli ultimi giorni di ottobre violenti piogge erano cadute; la pioggia era aumentata d’intensità il 3, ma nessuno aveva dato troppa importanza a questo fatto, visto che l’Arno – un fiume a carattere torrentizio – era solito “gonfiarsi”in autunno: la gente si fermava accanto alle spallette ma senza eccessiva preoccupazione.

Nessuno avrebbe potuto pensare che poche ore dopo si sarebbe scatenato il finimondo.

 

alluvione2

 

In quei giorni non c’era ancora una struttura centrale con compiti di protezione civile, così solo pochi orafi del Ponte Vecchio furono avvisati da una guardia notturna del pericolo che presentava il fiume e solo una settimana dopo l’alluvione furono organizzati aiuti. Furono i fiorentini a prendere in mano la situazione per fare tutto quello che era possibile con i mezzi che potevano essere utilizzati…

 

17____4_novembre_1966,_l'alluvione_di_Firenze

 

Poi un esercito di giovani e meno giovani arrivò da tutte le parti del mondo per salvare le opere d’arte e i libri, strappando al fango e all’oblio secoli di Arte e di Storia. Questa incredibile catena di solidarietà è una delle cose più belle nella tragedia.

Furono chiamati "Gli angeli del fango".

gli angeli1

 

Io ero fidanzata ed ero venuta a Firenze (mio marito è fiorentino) perché stavamo organizzando il nostro matrimonio.

La sera del 3, alle 21.00, presi il treno per Roma, sotto un diluvio d’acqua, ma del tutto ignara di quello che stava per succedere.

Ne venni a conoscenza appena arrivata a casa. Provai immediatamente a telefonare, ma le linee erano già interrotte. Per quattro giorni non fui in grado di avere notizie – potete immaginare il mio stato d’animo… Poi mi arrivò una telefonata da parenti di Colle Val d’Elsa che avevano avuto notizie da Firenze….. tutto bene!

La settimana dopo, appena ripresero le comunicazioni, presi il primo treno in partenza e arrivai, insieme a mia sorella, a Santa Maria Novella. Era venuta a prenderci alla stazione la mia futura suocera, portando gli stivali di gomma anche per noi…. Le strade erano ancora invase dal fango ed era un’impresa camminare, era facilissimo scivolare ed è facile immaginare cosa sarebbe successo!!!

C’era un brulicare di persone, tutti si erano rimboccati le maniche e si erano messi al lavoro, a spalare, a ripulire dal fango i mobili e le poche cose che erano rimaste dopo il passaggio della piena.

C’era una grande solidarietà, chi poteva si dava da fare anche per chi non aveva né mezzi né forza per farlo.

 

untitled

 

Il gran carattere dei fiorentini, il loro spirito incrollabile, mi venne incontro con un cartello affisso alla porta di un ristorante. C’era scritto – su un pezzo di cartone pescato chissà dove – “OGGI SI MANGIA IN UMIDO”….

Ovviamente non c’erano mezzi di trasporto, così abbiamo attraversato tutta Firenze a piedi: avevo il cuore stretto per quello che vedevo intorno, l’odore nauseabondo che veniva dagli scantinati, dai muri fradici e inzaccherati dalla nafta…

 

danni-alluvione

    

                                                  

Ora, camminando per le strade, solo le targhette sui muri che segnano l’altezza raggiunta dall’acqua, danno la misura della tragedia….. se solo si pensa ai tre metri di piazza Santa Croce!!!

Sono passati 42 anni, ma ogni anno, in questi giorni, quando le piogge – come quest’anno – sono così fitte e continue, se fate un giro sui lungarni vedrete tante persone ferme lungo le spallette  a tener d’occhio il fiume che fa ancora paura…

 

ponti di Firenze

 

 

 

 

  1. CIAO FAUSTA .
    QUE BELLO LEER UN POCO DE TU VIDA .
    LAMENTO EL RESTO NO HA PASADO MAS VERDAD?
    SON SITUACIONES MUY DOLOROSAS ESTAS TRAJEDIAS
    PARA LOS SERES HUMANOS.

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  2. Ciao questi sono bei racconti di vita vissuta che molti giovani invece di scioperare dovrebbero imparare….
       Buona Giornata cara Fausta lieto di aver letto questo passo della tua vita,grazie.
         Massimo.

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  3. che ricordi fausta!!!….una vera tragedia per la nostra firenze…..mi tornano alla mente quei giorni….ho ancora le foto…..lo spirito dei fiorentini è unico…..grazie x averlo ricordato…un bacione

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  4. Mio padre si trovava a Firenze, perchè mio nonno era fiorentino (di Montespertoli per la verità) e quindi aveva molti parenti là.
    Ho sempre sentito parlare di questa alluvione, in famiglia, e so quanto è costata ai fiorentini che, come hai ben raccontato anche tu, si rivelarono uomini grandi e coraggiosi.
    Un Pensiero, e la speranza che mai più capiti una cosa del genere.
     
    Ti abbraccio Fausta cara
    Silvia

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  5. ciao Fausta, io ero a Roma da appena un anno quando successe quella tragedia, e ricordo quanto dispiacere provavo guardando la tv che mostrava quelle immagini, con il mio spirito di crocerossina sarei voluta andare ad aiutare, ma mia sorella aveva due bimbe piccole e un bar da mandare avanti con il marito, per cui non ho potuto.
    Quando sono stata a Firenze, ho visto le targhette di cui tu parli, quelle che ricordano l’altezza dell’acqua, e mi ha sconvolto vedere fino a dove era arrivata.
    certo che comprendo bene lo stato d’animo  dei fiorentini adesso quando piove piu’ del dovuto, grazie per il ricordo Fausta, anche se drammatico, fa sempre bene non dimenticare che anche nelle tragedie esistono gli "angeli"
    un abbraccio

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  6.  ogni volta che accade di affrontare un tempaccio del genere..immagino
    la paura di chi ha vissuto quelle ore anche se sono passati diversi anni.
    So che c’è stato cattivo tempo poche ore fa…Ieri  ha telefonato mio fratello
    da Roma ed aveva una gran paura..lui che difficilmente teme cose del genere.
    Stessa cosa per il Tevere..faceva paura..
    L’importante è che passa..ma i brutti momenti rimangono indelebili..vero Fausta??
    Ti abbraccio e grazie di questa tua  testimonianza…
    Mary

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  7. Mi hai fatto rivivere quel periodo, vissuto nell’apprensione per i fiorentini. Sono esperienze che ,anche se non le ho  vissute sulla mia pelle, non si dimenticano.Lucetta

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  8. Si, fausta. Me la ricordo. Avevo 13 anni quando tv, radio e giornali ne parlarono.
    Pur "da fuori" la cosa ci colpi’, anche perché a Firenze avevamo dei parenti-cugino e famiglia.
    bitavano in Via Allori, me lo ricordo ancora. La famiglia cappelletti era molto affezionata a noi e noi a loro. E questo accresceva in noi l’apprensione ed il dispiacere. In questi giorni l’alluvione è di attualità. Come sai noi in sardegna, specie nel cagliaritano rischiamo grosso. Proprio l’altro ieri la zona poco piu’ a nord di Cagliari è stata colpita da un nubifragio. Un mese fa io ebbi la casa allagata-5 cm d’acqua. Spero che si limiti a quello!!! Ciao.
    Marghian

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  9. Ciao Fausta,quando ero piccola i miei genitori avvevano in casa un bellissimo libro intitolato"Firenze i giorni del diluvio"..che con racconti e tante foto terribilmente tragiche raccontava proprio quell’episodio…me lo hanno mostrato per farmi rendre conto di cosa è stato davvero….questo libro mi è rimasto impresso e quando a una bancarella l’ho trovato ho voluto averlo anche a casa mia…io nn ero nata e mi rendevo conto dell’alluvione solo grazie alle varie pietre che disseminano la nostra città che dicono"qui è arrivata la furia dell’Arno"..ad altezze paurose…grazie a quel libro e ai racconti delle persone che hanno assistito impotenti a questo scempio ho potuto DAVVERO capire quanti e quali danni l’Arno ha fatto alla nostra splendida città…in questi giorni so che è stata allertata la protezione civile e che corriamo gli stessi rischi…sono letteralmente terrorizzata…grazie x averlo postato..ti abbraccio

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  10. A tal proposito, vorrei segnalare per chi non la conosce, la canzone "L’alluvione" di Riccardo Marasco…cercatela e ascoltatela!! Ciao ciao Benedetta
    p.s: se la vuoi pubblicare te la invio e ci pensi tu..io non so come fare!!! Baci

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  11. Ricordo vagamente il telegiornale dell’epoca e forse raccolsero gli aiuti a scuola. Noi non avevamo il televisore e la sera si andava tutti da nonna, come se fosse il cinema. Grazie Fausta.

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  12. Io ero troppo piccola, ma ricordo che durante l’infanzia il babbo mi raccontava questo episodio,
    spesso quando cercava di spiegarmi la forza irrefrenabile dell’acqua e la sua potenza devastatrice.Nella tragedia del Vajont, morì la sorella di una nostra vicina e capitava che si parlasse delle forze della natura,
    che mai bisognerebbe sottovalutare.Così, si raccontava di tutto,dalle piccole vicende locali a quelle più grandi nazionali.
    Baci.

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