Ogni tanto

 

OGNI TANTO UN POMERIGGIO DIVERSO…

 

 

 

Questa è un piccolo scorcio della grande sala delle conferenze della Biblioteca Comunale centrale  che è situata nell’antico monastero delle Oblate a Firenze, un palazzo il cui primo nucleo risale al 1287, inserito poi in uno splendido palazzo quattrocentesco vicino al Duomo.

In questa sala da 14 anni Anna Benedetti porta avanti un progetto “Leggere per non dimenticare”, uno dei successi maggiori nell’ambito degli avvenimenti culturali della città.

Con cadenza bisettimanale i vari autori invitati presentano i loro libri, in una sala sempre affollata, pomeriggi che spesso, al di là della semplice presentazione di un libro, diventano momenti di confronto di assoluto rilievo…La varietà degli autori e dei temi permette a tutti di trovare l’argomento che più interessa o attira.

Motore e anima di «Leggere per non dimenticare», ciclo di incontri da lei organizzati, in collaborazione con il comune di Firenze, con scrittori di spicco nei più disparati campi della cultura è Anna Benedetti che è nata a Firenze dove si è laureata in lettere moderne e ha lavorato all’Accademia della Crusca dal 1969 al 1995, alla redazione del Vocabolario.
Dalle parole ai libri: dal 1989 al 1995 si è occupata degli incontri «I sabati letterari», quindi ha ideato e seguito il progetto «Firenze, i luoghi del sapere», ora «Leggere per non dimenticare».

 

Venerdì scorso, 9 gennaio, ero in quella sala – arrivata un’ora prima per essere sicura di prendere posto nelle prime file – perché a presentare il suo libro “L’ospite incallito” c’era Erri De Luca.

 

 

 

Il mio primo incontro con lo scrittore è stato tanti, tanti anni fa, quando prendendo a caso un libro da uno scaffale di una delle librerie fiorentine mi sono trovata fra le mani “Una nuvola come tappeto”.

Da quello in poi Erri è stato sempre nelle mie letture, un libro dietro l’altro…

I suoi libri sono tutti “piccoli”, brevi, sintetici, scarni, ma pieni e profondi, nati da esperienze sempre vissute sulla sua pelle, raccontano persone e incontri, con intensità: il ‘68, il lavoro di operaio, la campagna (dove tutt’ora vive) le scalate sulle montagne più dure, la poesia che lui chiama “l’azzardo dei versi”, il suo ultimo cimento letterario: “Opere sull’acqua e altre poesie”, “Righe che vanno troppo spesso a capo” e quest’ultimo “Ospite incallito”, come lui si sente, sempre “ospite e mai residente, senza però darsi per disperso”….

Avevo perso tante occasioni e non potevo perdere anche questa possibilità di vederlo e ascoltarlo di persona.

E’ arrivato all’improvviso, jeans e maglione grigio, uno zaino blu da montanaro, passo svelto… tanto svelto da far correre la Benedetti per arrivare almeno a salutarlo e presentarlo….

Alto e magro, un viso scarno, “ruvido”, occhi incredibilmente azzurri e un sorriso a volte dolcissimo, a volte scanzonato, a volte ironico….

Parla della sua opera, poesie scritte in vari periodi e raggruppati “perché mi sembrava che potessero stare insieme”. E’ un piacere ascoltarlo, racconta un po’ di sé. Attraverso le sue parole lascia intravedere un grande calore umano, un profondo senso della giustizia, l’amore per l’ebraico e per le sue traduzioni della Bibbia (lui che si dichiara ateo) che ridanno alle parole il loro vero senso…

Non so raccontare di più, posso dire solo che avrei potuto stare ad ascoltarlo ancora e ancora…..

 

 

Consiglio

 

Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo.

Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta nell’evitare.

Distràiti dal vocabolo solenne, già abbuffato,

punta al bordo, costeggia,

il lanciatore di coltelli tocca da lontano,

l’errore è di raggiungere il bersaglio

la grazia è di mancarlo

 

 

 

 

 

  1. bellissimi questi versi brevi ma che arrivano diretti come coltelli mancando il bersaglio mi piacerebbe leggere una tua favola che parla di gatti che io adoro ciao dolce signora buona notte

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  2. Erri De Luca …. uno scrittore che fa poesia anche quando se non scrive in versi… una prosa poetica la sua… bella emozionante come emozionante sarà stato ascoltarlo dal vivo…. bellissima una sua poesia dedicata alla madre quella splendida " Considero valore"…. Buon per chi vive in città che offrono queste occasioni di crescita culturale… qua manco a parlarne!!!Una buona giornata

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  3. Mi piace la scrittura di De Luca. Mi fa pensare a quei manovali (o artigiani) che scelgono con cura i propri materiali, le pietre, come le gemme. Lui fa la stessa cosa con le parole.Un abbraccio cara Fausta

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