Il giro d’Italia

 

Il giro d’Italia

 

Da ragazzine, con le mie sorelle, eravamo appassionatissime di sport (allora praticamente calcio e ciclismo)ed eravamo accese lettrici di “Calcio e ciclismo illustrato”

 

 

Lo sport era davvero sport, niente interessi, niente droghe… l’uomo che si misurava con le sue forze…

Conoscevamo tutti i calciatori, tenevamo nota delle classifiche, avevamo improvvisato anche un nostro campionato di calcio che si svolgeva sul tavolo della camera da pranzo (papà ci aveva fatto perfino le porte!!!)…. I giocatori erano le pedine della “pulce” ed eravamo diventate bravissime a fare passaggi e tiri…..

Certo quella era una bella età per il calcio, erano gli anni del magico Torino, di cui eravamo innamorate e potete immaginare il nostro dolore quando ci fu la sciagura di Superga!!!

 

 

Per il ciclismo poi….

 

 

Bartali e Coppi, Fiorenzo Magni, Robic, Kubler, Koblet  e il mio grande amore Anquetil….

 

 

Il giro d’Italia e il Tour de France, seguiti giorno dopo giorno, le dure salite dell’Aubisque e del Tourmalet fra la neve… durissima fatica!

 

 

Un occhio era anche per l’automobilismo… Ascari, Villoresi, Fangio…

 

 

Seguivamo tutto alla radio (niente TV, niente Sky….. la fantasia suppliva a tutto e i cronisti erano così bravi da rendere “visive” le loro radiocronache)….. nomi come Martellini, Dezan, un giovanissimo Zavoli….

Ricordi….

Poi è venuto il tempo in cui lo sport l’ho vissuto in prima persona, nuoto, ginnastica, atletica…. Niente agonismo però….

Col passare degli anni sono diventate altre le cose di cui mi interessavo… la casa, la famiglia… e i libri, la musica….

Ma oggi pomeriggio mi sono affacciata al balcone di casa, da dove vedo uno spicchio di via Baracca…. perché passava il giro d’Italia.

Non conosco più i corridori, ma mi è piaciuto riascoltare il frastuono delle auto che passavano con gli altoparlanti a tutto volume facendo pubblicità, le sirene dei motociclisti della polizia, le voci delle persone che in strada incitavano i girini…..e il gruppo colorato che passava ad una buona velocità…

 

 

Nonostante tutto lo sport ancora mi emoziona….

 

 

  1. nonostante tutto..hai detto bene cara Fausta,meglio pensarla così adesso che vedere i retroscena di quello che una volta era del sano sport,per il resto se non si doppano non possono mettersi in "mostra"..ma continuo ad emozionarmi nel guardarlo con il cuore. Buon fine settimana e grazie per le foto per le tue parole così delicatamente esposte. Massimo

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  2. Cara Fausta, anch’io ho assistito al passaggio del giro quando ha attraversato Udine. Prima il carrozzone degli sponsor, con musica a tutto volume e grande confusione… dopo le macchine, le moto della polizia… e infine i ciclisti… Dopo tutto è sempre una bella emozione!!!Un abbraccioFrancesca

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  3. che bello che era Fausta! anche ioero una mangiatrice di sprt e radio, mio padre mi avevacontagiata eamavo ascoltare di tutto alla radio, la domenica poi tutto il calcio minuto oer minuto mi ha tenuto incollata alla radio anche quando oramai c’era la tv, la preferivo sempre, anche ora quasi quasi, specie al mattino!Del giro d’italia non ho molti ricordi, tranne di quando mori’ Coppi, andavo a scuola(3° elementare) e siccome fu veramente lutto nazionale, la maestra ci fece fare un tema su di lui e li, grazie a mio papa’, diedi il megliodi me.ecco questi sono i miei ricordi del giro, ma nonostante tutto, io invece ho perso un po’ della mia passione sportiva, troppi soldi, troppi interessi, poco sport, poco agonismo sano e vero, non esiste più oggi un Bartali che passa la borraccia a Coppi, mi rimane solo l’olimpiade dove posso emozionarmi veramente, ci sono tanti bellissimi sport a cui non si da’ affatto risalto tranne che li’, come se esistesse solo il calcio e automobilismo.ciao Fausta, tutto bene? mi sono accorta che parlo da un pezzo e non ti ho nemmeno salutata,tutto a posto?

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  4. Che bel racconto Fausta, e che foto… Mi sono piaciute molto.Il mio papà adorava il ciclismo. Da giovane era stato un campione. Ma c’era la guerra e si doveva scegliere se mangiare oppure correre in bici. Ovvio il seguito. Ma mi ha trasmesso l’amore per le due ruote e l’importanza di sapersi sfidare. Una sfida che fa bene al proprio corpo. La bicicletta sa dare molto.Mi è rimasta una sua foto mentre taglia il traguardo. La guardo di rado. La tiene mia madre in un vecchissimo album, infondo….da sola, quasi per paura di sguarcirla.Mi piace saperla lì a ricordarci momenti di allegria e vittoria.

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