Ed ecco

 

Ed ecco…

 

Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:


il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.

 

E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.

 

(Salvatore Quasimodo, Specchio)

 

 

 

 

Domani

 
UN GIROTONDO DI VOCI
 
 
 
"Visti dal punto di vista del futuro, questi sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa.
Facciamolo.
A volte ognuno per conto suo, a volte tutti insieme.
Questa è una buona occasione"
 

(Tiziano Terzani da "Lettere contro la Guerra")

 

Delara Darabi

 

Delara Darabi

 

 

 

 

Un’ultima disperata richiesta di aiuto alle persone più care. «Mi impiccano fra pochi secondi, aiutatemi!»: così, alle 06.00 di venerdì mattina Delara Darabi, la 23enne pittrice iraniana condannata a morte per un omicidio commesso a 17 anni, ha informato per telefono i genitori che la stavano portando sul patibolo. Poco dopo, è stata giustiziata.

In un’intervista aveva detto:

“Fra tre giorni sarà impiccata: sai cosa significa essere prigioniero dei colori? Significa me. La mia vita dai 4 anni in poi è stata fatta di colori. Compiuti i 17 anni, li ho persi… Ora la sola immagine che appare ogni giorno davanti ai miei occhi è quella di un muro. Io Delara Darabi, incarcerata per omicidio, condannata a morte… mi sono difesa con i colori, le forme e le espressioni”.

Nel 2003 Delara aiutò il fidanzato in una rapina, e  si dichiarò poi colpevole per difenderlo.

Delara è stata impiccata nonostante un movimento internazionale di attivisti per i diritti umani avesse ottenuto il rinvio dell’impiccagione. Si era parlato di una dilazione di due mesi, rispetto alla data del 20 aprile, giorno in cui era stata fissata l’esecuzione.

Nonostante l’Iran abbia firmato la Convenzione Onu per i diritti dell’infanzia, che vieta la pena di morte per i minorenni, le indicazioni non vengono seguite. La legge iraniana è basata su una interpretazione della Sharia e prevede che un condannato a morte per omicidio possa salvarsi solo se i familiari della vittima concedono il perdono

Per il presidente di Iran Human Rights, Delara è il simbolo di tutti i minorenni in carcere ed “è ora che Teheran paghi le conseguenze per una violazione della convenzione sui diritti dell’infanzia che pure ha sottoscritto. L’Onu deve fare in modo che quei principi trovino attuazione e non siano semplicemente un pezzo di carta”.

La comunità internazionale non deve più restare in silenzio e inerte dinanzi al sangue versato dal fanatismo religioso in Iran e prendersi le responsabilità definite dalla carta delle Nazioni Unite, le convenzioni e i regolamenti internazionali per trattare con tali regimi”.

L’Iran ha messo a morte almeno 42 minorenni dal 1990, in totale disprezzo degli obblighi internazionali che stabiliscono il divieto assoluto di mettere a morte persone per un reato commesso quando avevano meno di 18 anni.

 

 

Anche Roxana Saberi giornalista americana-iraniana, è in carcere, accusata di spionaggio.

Che ne sarà di lei?