2 giugno

 

2 giugno 1946

 

La ricordo bene, mamma, la mattina del due giugno.

Una immagine che mi è rimasta negli occhi e nel cuore: un tailleur chiaro, il cappellino (immancabile), e gli occhi luminosi e fieri.

Finalmente la donna poteva esercitare quel diritto di voto tanto faticosamente raggiunto quel 1° febbraio 1945, a 154 anni dalla "Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine" firmata da Olympe de Gouges che purtroppo le era valsa – nel 1793 – la ghigliottina.

Gli italiani erano chiamati a scegliere la futura forma di governo nel ballottaggio “monarchia-repubblica”, e finalmente anche le donne erano chiamate alle urne.

 

 

Nonostante Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi ne fossero stati  strenui sostenitori, la partecipazione della componente femminile alla competizione elettorale generava non pochi timori all’interno dei partiti della sinistra, infatti l’influenza della chiesa sulle coscienze femminili veniva ritenuta determinante e in grado di orientare significativamente le elettrici che costituivano il 53% dell’elettorato.

La rivista Gioia aveva indetto una specie di referendum per conoscere i sentimenti delle donne che avrebbero esercitato per la prima volta il diritto di voto.

Erano tre domande:

         cosa pensate del voto alle donne? –

         con che atteggiamento interiore vi presentate alle urne? –

         come vi comporterete con lui (marito, fratello, fidanzato, speranza prossima o lontana) se vi troverete in politica di parere contrario?

C’erano anche dei premi, modesti dato che era appena finita la guerra… una boccetta di lavanda, un abbonamento alla rivista…

Le risposte arrivarono numerose e più o meno simili: la donna riconosceva che il diritto di votare le era dovuto e intendeva valersene con serietà e criterio.

Tutte avevano dichiarato di essere pronte a scendere in lizza per convincere il marito, il fidanzato….. della giustezza delle loro idee personali

I fini che la donna perseguiva – a differenza dell’uomo – non erano di interesse privato ma volte alla risoluzione di problemi universali e sociali

Il 2 giugno 1946 su 556 membri totali vennero elette 21 donne all’Assemblea Costituente….

Il cammino è stato lungo e ancora oggi le donne sono in stretta minoranza, le quote rosa hanno il sapore di una “concessione” dell’uomo.

La nostra storia è popolata da luci ed ombre. Non è sufficiente il diritto di voto per sbloccare le libertà sociali. Servono due occhi per vedere la profondità del mondo in cui viviamo. Con un occhio solo il mondo viene percepito piatto. Lo stesso per quello che udiamo: con un orecchio solo non si percepisce da dove proviene la voce, anche in questo caso il suono si appiattisce.

Uomo e donna devono lavorare insieme.

Al limite preferisco un parlamento costituito per metà da uomini mediocri e per la restante metà da donne mediocri che un parlamento composto da soli uomini mediocri.

Se ricordo la gioia di mamma per questa conquista e considero l’universo politico femminile e il poco interesse di tanta parte delle giovani alla vita politica mi sembra che manchi l’entusiasmo, la voglia di partecipazione e la grinta di allora….

 

 

Spero….

 

Alcune informazioni sono state prese dal Dossier Donne, una lettura interessante e istruttiva…

  1. Sobria e intelligente la tua scrittura.. come sempre… speriamo che questa repubblica rimanga democratica come è stata voluta in quel lontano 1946Buona giornata

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  2. ed è per questo Fausta che io non rinuncio a esercitare il mio diritto a votare! mi arrabbio moltissimo se sento la gente(specie le donne) che dicono:io non ci vado a votare, tanto sono tutti uguali!NO NO E NO! non lo accetto, proprio per la fatica che si è fatta per darci questo diritto come si puo’ gettare cosi’ la spugna? ma la gente che ha lottato, che è morta per farci avere questo, la dimentichiamo?Io no, e spero che anche la gente Italiana, quella vera non lo dimentichi mai e sappia tenersi questa democrazia e questa Repubblica cosi’ faticosamente conquistataciao Fausta buon fine giornataa te

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  3. interessante il tuo racconto, quanta partecipazione importante ha la donna in questi tempi fausta!!! come tu dici, uomini e donne devono lavorare insieme…..un abbraccio…….

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  4. Per la carla fracci della cucina: Ti applaudo, brava!!!!! Lo farei battendo mille mani, se le avessi! Ecco: una cosa che non accetto da nessuno, se non nei limiti del rispetto di ogni opinione, è quel "tanto è uguale". Il "qualunquismo" o meglio l’"indifferentismo" sono da sempre l’arma vincente di chi, molto piu’ deciso, ci domina..dominando soprattutto sulle nostre idee e sfruttando proprio la nostra mancanza di idee per immettercene di sgagliate…"Sono tutti uguali". Se cosi’ fosse, avremmo una repubblica democratica? E se oggi la democrazia e la stessa motivazione che ci porta a festeggiare il 2 giugno sono minacciate, è duvuto anche a questo atteggiamento qualunquistico. Ignoranti in politica siamo in tanti.allora usiamo il buon senso: se nella compagine politica di oggi "nessuno" ci ispira fiducia-ma non credo-, meglio dire "scelgo il amle minore" che dire" sono tutti eguali. Bisogna sempre prendere una decisiomne,giusta o sbagliata, forte o blanda..sempre. Grazie anche all’altra metà della popolazione, le donne, che proprio grazie a chi ha detto "si puo’ cambiare" possono votare. Non importa dove..o magari si, ma non sta a me dire "dove". Che votino. E un diritto conquistato insieme ad altri diritti dopo dure lotte e conquiste. Per le donne come per altre categorie considerate "deboli" dalla mancanza di gognizione di cosa volgia dire "diritto". mancanza che ancora esiste in molta gente….Ecco perche’ anche questa ricorrenza è importante, per cio’ che ricorda e invita ancora a cercare…la libertà di coscienza, la giustizia e il benessere comune. Ciao.marghian

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  5. Monica.complimientos por tu buen italiano..mas correcto de mi espan’ol y sobre todo por lo que scribes…"quanta partecipazione importante ha la donna in questi tempi fausta!!! come tu dici, uomini e donne devono lavorare insieme…..". Si, es verdad que hombres y mujeres..insieme"….La verdad. Hay un santo que …"diceva":" El amor y la verdad no son amadas"..l’amore e la verità non sono amati. El …santo era.Francisco de Assisi. Ma.estan personas que aman la verdad.estas personas..son la esperanza del mundo….como las mujeres que comprienden la importanza de las "eleciones" y..pueden decir con el voto y con las palabras lo que piensan….Si, ora le donne possono esprimersi col voto e con le aprole..ma non in tuto il mondo. In Italia si puo’..ma molte cose devono ancora migliorare…y la democracia es la BASE… de todo. Ciao, Monica!!!1Ciao.Marghian

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  6. FAUSTA…."I fini che la donna perseguiva – a differenza dell’uomo – non erano di interesse privato ma volte alla risoluzione di problemi universali e sociali …" BELLISSIMO E…dobbiamo sforzarci ad andare contro la tendenza di adesso a "perseguire l’interesse privato" e dobbiamo percio’ difendere i valori umani e sociali..sempre. Ciao.marghian

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  7. UN EFFICACE MONITO A TUTTE LE DONNE, UN INVITO A NON SENTIRSI MEDIOCRI SE NON SI E’ VELINE…UN INSEGNAMENTO IN DIRETTA DALLA STORIA: LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE (J.J.ROUSSEAU).GRANDE E PREZIOSA SEI…FAUSTA!

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  8. "..a non sentirci migliori se non si è veline…" Brava, Giusy! "Non dal capo dell’uomo fu creata perche’ comandasse; non dai suoi piedi perche’ fosse a lui sottomessa, ma dalla costola, perche’ gli fosse compagna…" Da una nota di una bibbia in mio possesso. La donna non fu creata da una costola di Adamo..la Bibbia parla per metafore, per simboli. Ecco che l’esempio simbolico della creazione della donna "dalla costola" insegna che la donna è PARI all’uomo. E se questo lo capi’ millenni fa chi scrisse "la genesi"…tanto piu’ dobiamo capirlo noi.soprattutto noi uomini….che siete uguali a noi…non inferiori. E se noi, in millenni vi abbiamo "sottovalutato"..vi chiediamo .scusa. Siete grandi.oltre che belle (soprattutto dentro).Marghian

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