Viareggio

 

VIAREGGIO 30 GIUGNO

SILENZIO

 

 

PARLANO I LORO GESTI

 

 

LORO,

GLI ANGELI

SEMPRE PRESENTI

 

  1. Ciao, fausta. Cio’ che ho sritto a Giusy è anche per te, parola per parola: "La cronaca su questa tragedia è passata velocemente nella mia mente: la radio ascoltata in macchina nel recarmi al posto di lavoro, un trafiletto sul giornale letto in fretta in ufficio prima che mi arrivasse una voce che mi dicesse "c’è da mettere a posto i volumi che ieri l’utente ha consultato". La fretta, le informazioni vaghe, quasi rubate alle incombenze del momento, il lavoro . Cose importanti, cara Giusy, ma che ci distolgono, come una droga, dalle cose che accadono. Tragedie immani, che quasi non percepiamo per via dei ritmi quotidiani. Eppure accadono, ogni giorno. Ma chi ha un po’ di cuore si…"mette il problema" ed è già tanto. Soffermarsi a pensare: questo deve essere quasi un comandamento, nella nostra "società della fretta" della quale noi, stupidamente, ci vantiamo. Un comandamento che, se ubbidiamo al quale, ci permette di recuperare almeno una parte di quella umanità, la sola, che ci rende capaci di provare quei sentimenti di tristezza, ma anche di amore, per chi subisce il dramma di una tragedia. Non hanno importanza i "dati statistici" di quante persone sono morte: me ne basta soltanto uno: "qualcuno è morto". Basta soltanto che una persona muoia perche’ si abbia la tragedia. Cio’ che conta, amica mia, è che ce ne accorgiamo. Purtroppo tanta è l’indifferenza della gente.di noi, che siamo trascinati dal "turbine della fretta". Un turbine che, se non stiamo attenti, non ci permette di vedere cio’ che succede nel mondo, nel bene e nel male. Amiamo le vittime di queste tragedie, proviamo compassione per loro. Il tempo, per questo, dobbiamo trovarlo. E le nostre cose? Posiamole un attimo, lasciamole da parte..almeno per un momento. Soltanto cosi’, amica mia, possiamo salvarci dalla "non umanità" che la nostra indifferenza riscia di creare. Fermarsi e pensare, per un attimo, lascia spazio al nostro cuore, ormai tropo, troppo soppresso dalle cose della vita materiale, dalla fretta, dal mondo. Ciao, Giusy. Marghian..Per Marghe ( ci fu una sola vittima: Marghe. Io me ne sono accorto per lei…..ed è già qualcosa di grande, per la quale ringrazio Dio….per me..cosi’ piccolo)" Per te, e per il tuo coure, di cui ringrazio Dio. Fausta..ti voglio bene. Ciao..maarghian.per Marghe…ma quante volte "deve morire Marghe", in ogni vittima delle tragedie…..perche’ il nostro cuore se ne accorga??? Dobbiamo aspettare altre tragedie come questa pe..r.amare? O il nostro cuore è cssi’ duro che quesste non basta a farci sentire umani? Allora siamo davvero sordi.nel cuore. Ciao, Fausta!Marghian

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  2. ciao Fausta, si silenzio, per rispetto a loro, ma bisognerebbe urlare che non si puo’ permettere che accadano queste cose, che se una ferrovia sta’ in un centro abitato , si ha il sacrosanto dovere di raddoppiare i controlli onde evitare che simili tragedie possano accadere!ti rendi conto di quanta gente innocente ci ha rimesso la vita per la incuria di chissa’ chi?meglio che taccio, si, silenzio.un abbraccio fausta

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