La storia della ranocchia

 

LA STORIA DELLA RANOCCHIA

 

Meno male che è una “storia”…. Le ranocchiette mi fanno una gran tenerezza!

Ma questo filmato è veramente istruttivo nella sua semplicità.

Quando l’ho trovato su you tube ho pensato subito a dividerlo con voi (anche l’autore lo chiede!!!).

Eccolo.

 

 

Er buffone

 
ER BUFFONE
 
Anticamente, quanno li regnanti
ciaveveno er Buffone incaricato
de falli ride - come adesso cianno
li ministri de Stato
che li fanno sta' seri, che li fanno -,
puro el Leone, Re de la Foresta,
se messe in testa de volé er Buffone.
Tutte le bestie agnédero ar concorso:
l'Orso je fece un ballo,
er Pappagallo spiferò un discorso,
e la Scimmia, la Pecora, er Cavallo...
Ogni animale, insomma, je faceva
tutto quer che poteva
pe' fallo ride e guadambiasse er posto:
però el Leone, tosto,
restava indiferente: nu' rideva.
Finché, scocciato, disse chiaramente:
Lassamo annà: nun è pe' cattiveria,
ma l'omo solo è bono a fa' er buffone:
nojantri nun ciavemo vocazzione,

nojantri semo gente troppo seria!

 

 

 

 

Trilussa

 

2 giugno

 

2 giugno 1946

 

La ricordo bene, mamma, la mattina del due giugno.

Una immagine che mi è rimasta negli occhi e nel cuore: un tailleur chiaro, il cappellino (immancabile), e gli occhi luminosi e fieri.

Finalmente la donna poteva esercitare quel diritto di voto tanto faticosamente raggiunto quel 1° febbraio 1945, a 154 anni dalla "Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine" firmata da Olympe de Gouges che purtroppo le era valsa – nel 1793 – la ghigliottina.

Gli italiani erano chiamati a scegliere la futura forma di governo nel ballottaggio “monarchia-repubblica”, e finalmente anche le donne erano chiamate alle urne.

 

 

Nonostante Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi ne fossero stati  strenui sostenitori, la partecipazione della componente femminile alla competizione elettorale generava non pochi timori all’interno dei partiti della sinistra, infatti l’influenza della chiesa sulle coscienze femminili veniva ritenuta determinante e in grado di orientare significativamente le elettrici che costituivano il 53% dell’elettorato.

La rivista Gioia aveva indetto una specie di referendum per conoscere i sentimenti delle donne che avrebbero esercitato per la prima volta il diritto di voto.

Erano tre domande:

         cosa pensate del voto alle donne? –

         con che atteggiamento interiore vi presentate alle urne? –

         come vi comporterete con lui (marito, fratello, fidanzato, speranza prossima o lontana) se vi troverete in politica di parere contrario?

C’erano anche dei premi, modesti dato che era appena finita la guerra… una boccetta di lavanda, un abbonamento alla rivista…

Le risposte arrivarono numerose e più o meno simili: la donna riconosceva che il diritto di votare le era dovuto e intendeva valersene con serietà e criterio.

Tutte avevano dichiarato di essere pronte a scendere in lizza per convincere il marito, il fidanzato….. della giustezza delle loro idee personali

I fini che la donna perseguiva – a differenza dell’uomo – non erano di interesse privato ma volte alla risoluzione di problemi universali e sociali

Il 2 giugno 1946 su 556 membri totali vennero elette 21 donne all’Assemblea Costituente….

Il cammino è stato lungo e ancora oggi le donne sono in stretta minoranza, le quote rosa hanno il sapore di una “concessione” dell’uomo.

La nostra storia è popolata da luci ed ombre. Non è sufficiente il diritto di voto per sbloccare le libertà sociali. Servono due occhi per vedere la profondità del mondo in cui viviamo. Con un occhio solo il mondo viene percepito piatto. Lo stesso per quello che udiamo: con un orecchio solo non si percepisce da dove proviene la voce, anche in questo caso il suono si appiattisce.

Uomo e donna devono lavorare insieme.

Al limite preferisco un parlamento costituito per metà da uomini mediocri e per la restante metà da donne mediocri che un parlamento composto da soli uomini mediocri.

Se ricordo la gioia di mamma per questa conquista e considero l’universo politico femminile e il poco interesse di tanta parte delle giovani alla vita politica mi sembra che manchi l’entusiasmo, la voglia di partecipazione e la grinta di allora….

 

 

Spero….

 

Alcune informazioni sono state prese dal Dossier Donne, una lettura interessante e istruttiva…