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Una nuova “Fuga in Egitto”

Pochi giorni fa è nata Muna (che significa Delizia) una splendida bimba di quasi tre chili dalle lunghe mani affilate.

I suoi genitori sono clandestini in Italia e, solo grazie alla disponibilità ed al buon senso dei medici e paramedici, ha potuto nascere in un ospedale. Una vera fortuna!

Si, una fortuna perchè solo pochi giorni fa (il 2 luglio) è stata votata una legge che rompe l’unità della famiglia umana e ne offende la dignità che aiuta e conferma la folle idea che esistano esseri umani di seconda e terza categoria , un popolo di "nonpersone", di esseri umani – uomini, donne e bambini – invisibili.

Secondo Mons. Agostino Marchetto , del Pontificio Consiglio dei Migranti, questa legge "porterà solo dolore", un dolore che nasce dall’orrore giuridico e civile del "reato di clandestinità", dall’idea del povero come "delinquente" e della povertà come "reato".

Questa legge non è solo contraria alla nostra Costituzione ma a tutta la Civiltà del Diritto. Punisce una condizione di nascita, l’essere straniero, invece che la commissione di un reato e per questo Muna, sua madre e suo padre che hanno cercato per lei un futuro migliore portandola a nascere in Italia e tutti coloro che hanno sostenuto questa nascita sono "delinquenti".

E’ una perdita totale di senso morale e di sentimento dell’umano ed il nostro paese – che ha prodotto milioni di emigranti – dichiara reato la condizione anagrafica.

Sono centinaia di migliaia le persone coinvolte e sconvolte da questa legge: infermieri, domestiche, badanti, lavoratori (spesso sfruttati dalla malavita o da persone "perbene"); donne e uomini in cerca di lavoro e di dignità sono diventati, per legge, "delinquenti". Quante donne o bambini vittime della "tratta" frequenteranno un servizio sociale o si rivolgeranno alle forze di Polizia se, per questo, potranno essere incarcerate ed espulse? Quanti uomini e donne andranno a far registrare una nascita, si presenteranno in ospedale per far curare i loro figli o loro stessi?

Con questa legge si istigano le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, a non riconoscere i figli da loro stesse generati che diverranno "figli di nessuno", potranno essere sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neppure il fascismo, hanno rilevato alcuni scrittori, si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali del 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, nè le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.

Questa legge è pericolosa perchè accrescerà la clandestinità che dice di voler combattere, favorirà il "si salvi chi può", darà spazio alla criminalità organizzata, aumentando l’insicurezza di tutti.

Don Luigi Ciotti ricorda che non c’è futuro senza solidarietà; che questa legge, tra l’altro, è inutilmente crudele perchè ci fa tornare ai tempi della discriminazione razziale; è una forma di accanimento contro i poveri anche se la povertà più grande, oggi, è la nostra: povertà di coraggio, di umanità, di capacità di scommettere sugli altri, di costruire insieme una sicurezza comune. La sicurezza basata sulla paura sta diventando un alibi per norme ingiuste e dannose, per scaricare il malessere di molti italiani sugli immigrati, capro espiatorio della crisi, bersaglio facile su cui sfoghiamo il tramonto di ogni etica condivisa e della testimonianza cristiana. La tutela della vita e della dignità umana va assunta nella sua interezza per tutti e in ogni momento dell’esistenza.

La nostra coscienza di esseri umani ci invita a manifestare il nostro orrore per una tale legge che coinvolge e punisce soprattutto gli innocenti e alla piccola Muna, purtroppo, non è rimasto altro che partire per cercare di sopravvivere in un altro Paese come già era accaduto ad un altro Bambino 2009 anni fa.

 

 

 

 

 

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