UN AMICO

UN AMICO

 Tiziano Terzani è entrato di prepotenza nella mia vita tre anni e due giorni fa, con un libro straordinario “Lettere contro la guerra”, con questa ipotesi davvero particolare, in questi tempi di ammazzamenti e di sangue: e se all’odio provassimo a contrapporre la non-violenza? Se alla forza opponessimo il rispetto? Se alla rabbia e all’orgoglio proponessimo semplicemente la pace?

Con queste parole mi ha conquistato e gli altri libri – tanti – che ho letto, non hanno fatto altro che rafforzare questa conquista.

Terzani era nato a Firenze nel quartiere di Monticelli il 14 settembre 1938 (quasi un mio coetaneo).

Da giornalista di guerra, all’inizio della sua carriera, ha avuto il coraggio di guardare con occhio lucido e coraggioso le realtà del mondo, fino a diventare uno dei massimi scrittori italiani di viaggi (ma non solo) del XX secolo, appassionato cronista del proprio tempo, entusiasta ricercatore della verità degli avvenimenti, dei suoi protagonisti e degli uomini suoi compagni di viaggio, fisico e spirituale: una mente lucida, progressista e non violenta.

Due incontri particolari hanno cambiato la sua vita: quello con Angla Staude, la sua dolcissima moglie, compagna di tutta una vita e quella con l’Asia, il continente che ha visto la sua maturazione e che lo ha accolto quando, colpito da un tumore all’intestino, iniziò  il viaggio più difficile, alla ricerca di una pace interiore, che lo portò ad accettare serenamente la morte, quello da lui descritto come “Un altro giro di giostra”.

L’ultimo tratto del suo cammino lo riportò all’Orsigna, nella sua casa tra le colline pistoiesi, dove morì il 28 agosto 2004.

Mi basta aprire a caso i suoi libri e cercare fra le tante frasi sottolineate perché preferisco ricordarlo attraverso le sue parole…..

 

“Io che dico, invece di «guerra», «pace», sono un dissidente?… Sono una voce, apparentemente di minoranza, una voce fuori dal coro dell’odio, della rabbia meschina, dell’orgoglio mal riposto. Non mi sento un dissidente”

 

“La libertà ognuno se la deve conquistare per conto suo. È come scalare le montagne: se si vuol godere di arrivare in cima, non si può mandare un altro, non è che qualcuno ci può portare in cima con un elicottero… Se le donne afghane trovano che il burqa sia qualcosa che offende la loro dignità, non ci devono essere i paracadutisti americani che glielo vanno a togliere.”

 

“Credo che le religioni siano una cosa importante nella civiltà dell’uomo, perché sono come gli ascensori che portano all’ultimo piano del palazzo della vita.”

 

“Allora dico: se le vere ragioni della guerra non sono fuori, ma dentro di noi, cominciamo a fare la rivoluzione dentro di noi, forse è quella meno violenta, che non fa massacri e forse, alla lunga, crea quelle condizioni in cui tutti ci troveremo meglio. Prendiamo coscienza di chi siamo e incominciamo a riflettere: non siamo solo corpi, non siamo solo materia. Dobbiamo ricominciare, chi sa, a pregare, chi non sa, a fare altro. L’unica rivoluzione oggi veramente possibile è quella dentro di noi, ma ci vorrà tempo, molto tempo”.

 

“Visti dal punto di vista del futuro, questi sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa. Facciamolo. A volte ognuno per conto suo, a volte tutti insieme. Questa è una buona occasione”.

 

GRAZIE TIZIANO

 

 

 

 

 

  1. Che bello questo post!!!E’ da qualche tempo che non rileggo i suoi libri…Credo di averli letti lutti, alcuni più volte.Ma, per farlo, devo essere forte, perchè le sue parole mi entrano dentro come lame. Non riesco a leggerlo senza che si crei con i suoi scritti un’empatia travolgente.Adoro i suoi racconti, le storie pazzesche che ha vissuto…la sua casa sull’acqua in Cina…i suoi ricordi più intimi quando ormai la malattia lo attanagliava.Quando penso a lui, penso sempre, che non può essere morto, è senza dubbio intorno a noi… un’anima così bella non può dissolversi!

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  2. veramente bello questo post Fausta, io non conosco Terzani, ma dopoquello che leggo da te penso che dovro’per forza leggerlo, mi ha gia’ appassionata con quelle poche parole che ho letto ora, cosi’ sagge e cosi’semplici nella loro saggezza: possibile che il resto dell’umanita’ non comprenda una cosa cosi’ importante come la pace al posto della guerra e del non imporre la loro "liberta’" a chi non la vuole con i fucili?

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  3. la mia rabbia oggi è quella di aver perso del tempo tante volte a vuoto.Mentre avrei potuto, leggendo, conoscere delle persone come questo scrittore,dal quale avrei appreso sicuramente tanto. cercherò i suoi libri e li leggerò, sarà bello conoscerlo grazie fausta buona notte

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