La canzone di Nanda

 

LA CANZONE DI NANDA

 

All’inizio del mese da due cari amici mi è arrivata una mail che più o meno diceva “mi è piaciuta questa critica, noi andiamo, vieni anche tu?”

La critica riguardava uno spettacolo chiamato “La canzone di Nanda” e siccome Nanda era la grandissima Fernanda Pivano, un personaggio affascinante e carismatico che ha segnato la cultura italiana di quasi un secolo: Fernanda Pivano (Genova 1917 – Milano 2009), traduttrice, scrittrice, saggista, critica musicale e soprattutto ‘pacifista’, che io ho amato tanto, e lo spettacolo riguardava una creazione di Giulio Casale, che io non conoscevo tranne che per aver letto di lui che faceva “teatro canzone” come Gaber, di cui aveva anche interpretato “Polli d’allevamento”, la mia risposta è stata ovviamente un SI’.

 

Venerdì 15 – Firenze, Teatro Puccini – ore 20.45

 

 

La canzone di Nanda ripercorre le tappe di un’avventura lunga quasi un secolo attraverso i suoi  Diari 1917-1973 (opera pubblicata da Bompiani) e i racconti originali che la Pivano ha fatto a Casale negli anni della loro frequentazione.

Non doveva trattarsi di un omaggio postumo, infatti Fernanda aveva voluto seguirne la creazione.

La narrazione è accompagnata da immagini inedite e sottolineata da momenti musicali che attraversano le tappe più importanti della letteratura americana, da Hemingway ai giorni nostri, soffermandosi in particolare sulla beat generation: Cesare Pavese, Ernst Hemingway, Edgar Lee Masters, Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Bob Dylan e la Beat Generation hanno permesso insieme ai messaggi di Nanda e alla sua passione per la libertà, la letteratura e la musica di scoprire la coincidenza con i problemi più scottanti di questa nostra epoca ….e Luigi Tenco a cui  De André e la Pivano dedicarono una canzone. Giulio la canta con la sua voce calda, in maniera struggente….ma la inserisco nella versione di De Andrè…. un omaggio alla sua grandezza….

 

 

Giulio Casale, racconta e canta con sincero affetto l’amica con cui ha condiviso ideali, sogni e speranze allo scopo di ‘ripartire da Lei’ e il ricordo di Lei si fa più forte attraverso le canzoni di chi ne ha partecipato il credo come tra gli altri Fabrizio De Andrè e lo stesso Giulio.

Non vengono letti brani dei Diari. Nanda appare solo in qualche momento in alcuni incisi…

“Nanda dice:
America, metà anni cinquanta: è lì e in quel momento che nascono i giovani, prima non c’erano veramente… o se c’erano nessuno se li filava. Contavano gli anziani, i saggi, solo i vecchi avevano voce in capitolo”……
“Nanda dice”:
Sempre in America, sempre metà degli anni cinquanta, altri giovani, invece di cavalcare mode e conformismi imposti dal mercato… resistono. Resistenza passiva a tutti i condizionamenti imposti dalla società costituita. Questi, gli altri, sono beat…"

 

 

Casale dice del suo spettacolo:

“Questo lavoro nasce perché credo che la lezione libertaria e pacifista di Fernanda Pivano, vera selezionatrice di momenti eccellenti in letteratura e nell’arte in generale, sia quanto mai urgente oggi.

Tornare a Nanda, ripartire da Lei, e, attraverso la sua vicenda umana e intellettuale ritrovare origine e senso del nostro presente, col suo stesso entusiasmo, il suo coraggio di donna, la sua curiosità vitale, indomita.

Tornare a Nanda come si torna ad amare, lontani un mondo intero dalla mercificazione dei corpi e dei nostri sentimenti, pescare “a caso” dal suo immenso giardino culturale e nel rigore singolare del suo anti-accademismo tornare ad amare tutto, anche la solitudine, anche i guasti, le corruzioni e le contraddizioni, in vista sempre di un amore più grande, per tutti. Come se Fernanda Pivano ci avesse ogni volta cantato una canzone. Il titolo? Pacifica rivolta. Essere altro dall’osceno mondano, semplicemente. Nella tenacia di chi rifiuta l’oggi perché sente l’infinito, dentro”.
Un tributo, dunque, che riporta in scena Nanda stessa e la sua passione per la letteratura, la musica, la libertà.

Uno spettacolo che coinvolge e affascina, un’ora e mezzo  senza interruzioni, incalzante, dove Giulio Casale si dà al pubblico senza riserve, con le sue canzoni – solo De André ha spazio con la canzone per Tenco che scrisse proprio con Nanda – con la sua fascinosa gestualità, con la sua chitarra, che con un televisore è l’unica scenografia.

 

Uno spettacolo che, pur  parlando di un tempo passato, è tutto proiettato al presente, lo spiega, lo racconta….

 

Bello, davvero bello…..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. Quando passo da te è come entrare in un salotto accogliente. Mi siedo, leggo tutto con calma, e mi commuovo. Ho visto i video, che ho gustato….E’ stato in parte come aver assistito allo spettacolo. Grazie.

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  2. Lo sai Fausta che non conoscevo Giulio Casale? Grazie per aver scritto di lui.L’ho ascoltato con piacere. Che bello quando si scoprono personaggi che meritano!!!!!!Bello!

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  3. mi è venuta la pelle d’oca ascoltando questo artista (che non conoscevo) e le parole che dice, parole che adesso so essere di Nanda e De Andrè, la versione di Fabrizio è bella ma sai che quasi quasi mipiace di più Casale? Mamma mia che bravi tutti quanti che sono!Da te Fausta imparo sempre qualcosa e sono felice, grazie di condividere con noi queste piccole meraviglieUn abbraccio a te e una buona notte

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