Abraham Clet

Non tanto tempo fa c’era a Firenze un omino che sembrava volersi buttare in Arno dal Ponte alle Grazie…..

Chiunque passava di lì lo guardava sorridendo…

Era uno dei dissacranti e fantastici lavori di Abraham Clet, un artista assolutamente non convenzionale….

Ha aperto il suo studio nel quartiere di San Niccolò, il quartiere più “fiorentino” di Firenze, caratteristico e vivace.

Entrare nel suo studio è come perdere l’equilibrio, è come entrare in un mondo surreale e vorticoso.

Dopo poco, però, ci si rende conto che si entra facilmente in comunicazione con le sue opere che sono divertenti e ironiche.

Sculture, dipinti, incisioni, opere pittoriche, installazioni rendono il suo atelier uno spazio particolarissimo e interessante.

Fantastici i suoi blitz notturni per dare vita ai cartelli stradali…..un modo – dice – per rendere la città più viva e vicina alle persone…

 

Il suo legame col territorio si manifesta spesso nelle sue opere……come il Battistero di San Giovanni di Firenze che diventa, attraverso varie scansioni, una elegante Moka, uno dei soggetti preferiti delle sue opere…

Purtroppo chissà perché, dopo una settimana, qualcuno dell’amministrazione comunale ha voluto “salvare” l’omino che è scomparso dal ponte, con grande delusione dei fiorentini che già lo amavano e lo sentivano parte della città e sperano e chiedono che ritorni ……

 

Il giorno delle Memorie

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000

Art. 1.

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Oggi, 27 gennaio 2011 il ricordo della Shoah ci riporta ad un periodo raccapricciante della storia.

Non mi sembra che l’uomo abbia fatto tesoro di questa tragica esperienza….ora si dovrebbe dire “La giornata dei Ricordi”…..quante, ancora ai nostri giorni, le stragi, quante le “pulizie etniche”, quanto ancora il “diverso” fa paura e non viene accettato….

Ma è estremamente importante “fare memoria” perché quello che è stato serva ancora per le generazioni future.

Questo raccomanda Primo Levi ne “La tregua” con lo struggente brano su Urbinek di cui ho preso solo il finale.

<Urbinek che aveva tre anni, che era nato a Auschwitz e non aveva mai visto un albero, Urbinek che aveva combattuto come un uomo fino all’ultimo soffio per entrare nel mondo degli uomini, da cui una potenza bestiale l’aveva escluso. Urbinek il senza-nome il cui minuscolo avambraccio portava il tatuaggio di Auschwitz. Urbinek morì i primi giorni di marzo 1945, libero, ma non redento: Non resta niente di lui, è ricordato attraverso le mie parole.>

Il ricordo sia come le radici dell’albero che porterà frutti di pace e di speranza.

Questa volta però la poesia che dedico a questa giornata è recentissima , della mia carissima amica Rosalba. E’ una poesia scritta guardando il cielo

“Guardando il cielo

nuvole e nuvole osservo nel loro volare.

Bianche, rosa, dorate.

Solo una grigia si ostina, ferma, quasi, nel cielo.

Così impigliata ad una ciminiera spenta

da sembrare il fumo di un forno crematorio

o la sua memoria.

Nel mio sguardo ho soffiato, ho soffiato

finché non ho visto un gorgo di vento,

un mulinello come una lieve spinta.

Ma non è bastato.”

 

Trentacinque secondi

12 gennaio 2010 – 12 gennaio 2011-01-12

Cosa sono trentacinque secondi nell’arco di una vita? Un’inezia, un attimo che passa inosservato

Forse il tempo di una carezza ad un bimbo

Forse il tempo di sbucciare un mandarino e sentirne il profumo

O il tempo di abbozzare un pensiero

O di prendere in mano un libro e trovare la pagina che stavi leggendo…..

Il tempo di piccoli gesti consueti o insoliti…..

Eppure trentacinque secondi possono bastare per spaccare a metà la vita, per portare via ad un popolo che già aveva così poco anche quel poco che aveva….. il trentaseiesimo secondo ha con sé solo dolore, paura, urla, sangue, case distrutte, tanta morte……

Dopo un anno la situazione di Haiti non è cambiata, anzi il colera ha portato con sé nuovo dolore, nuovi lutti, nuova disperazione…….

L’Aquila, Haiti, i paesi colpiti dagli tsunami e dai tanti terremoti, dalle terribili inondazioni, dalle guerre……… troppo dolore ancora nel mondo….

Haiti

Sopravvissuto alla furia naturale,
incolume dinanzi alla distruzione,
miracolato fra tanti corpi sotterrati.

Eppure
nell’attimo successivo
sapevo d’esser già morto e
lo sono tuttora.

(Manuel Zafarana)

IL CARDELLINO

Da un po’ di giorni, quando mi mettevo al computer, sentivo fischiettare dietro la finestra.

Sul balcone del salotto c’è una squadra di passerotti che viene a fare colazione al mattino: di solito quando alzo la serranda sono già tutti ad aspettarmi sull’albero di fronte e li sento cinguettare, quasi mi chiamassero, ma questo qui non era un cinguettio ma un bel fischiare modulato e leggero e poi era sull’altro balcone….

Ho pensato subito ad un merlo, qui intorno ce ne sono parecchi, belli …neri neri col becco di un giallo vivo i maschietti, grigie e cicciotte le femmine

Ho guardato sulla ringhiera ma non ho visto nulla….eppure quel fischio era vicino…

Per due volte ho rinunciato a scovarlo….se avessi spostato la tendina sarebbe scappato subito via…

questa volta però lo sentivo come se fosse stato in casa….. un’occhiata ed ho visto muovere sul davanzale una piantina di crisantemi mini, che avevo intenzione di levare perché si era completamente seccata.

Tra le foglie intravedo un uccellino minuscolo che becchetta allegramente i semini dei fiori secchi, saltellando da un vaso all’altro….scansa le piantine grasse ma anche i ciclamini sembrano di suo gradimento….

Dalla tendina un po’ scostata riesco a fotografarlo…..è un cardellino e sembra godere di quel pasto profumato…..

Da quel giorno torna tutte le mattine a far colazione, fischiettando allegramente. Anche Enea, il mio gatto, ha imparato a riconoscere quel canto e si precipita alla finestra….. fortunatamente è un gatto curioso ma per nulla cacciatore per cui resta seduto, con tutti i muscoli tesi e le orecchie frementi….ma lo lascia in pace…….

Non c’è bisogno di dire che quelle piantine secche sono rimaste là, sul davanzale della finestra insieme ai ciclamini e alle piante grasse…..

2010 in review

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ANCORA TANTI AUGURI PER QUESTO 2011 NUOVO NUOVO….