Trentacinque secondi

12 gennaio 2010 – 12 gennaio 2011-01-12

Cosa sono trentacinque secondi nell’arco di una vita? Un’inezia, un attimo che passa inosservato

Forse il tempo di una carezza ad un bimbo

Forse il tempo di sbucciare un mandarino e sentirne il profumo

O il tempo di abbozzare un pensiero

O di prendere in mano un libro e trovare la pagina che stavi leggendo…..

Il tempo di piccoli gesti consueti o insoliti…..

Eppure trentacinque secondi possono bastare per spaccare a metà la vita, per portare via ad un popolo che già aveva così poco anche quel poco che aveva….. il trentaseiesimo secondo ha con sé solo dolore, paura, urla, sangue, case distrutte, tanta morte……

Dopo un anno la situazione di Haiti non è cambiata, anzi il colera ha portato con sé nuovo dolore, nuovi lutti, nuova disperazione…….

L’Aquila, Haiti, i paesi colpiti dagli tsunami e dai tanti terremoti, dalle terribili inondazioni, dalle guerre……… troppo dolore ancora nel mondo….

Haiti

Sopravvissuto alla furia naturale,
incolume dinanzi alla distruzione,
miracolato fra tanti corpi sotterrati.

Eppure
nell’attimo successivo
sapevo d’esser già morto e
lo sono tuttora.

(Manuel Zafarana)

  1. proprio in questi giorni ho visto nella tv tedesca un documentario sulla popolzione dei vitime del terremoto, e non soltanto la perdita delle abitazioni sono il problema.. non c’è abbastanza medicina per curare tutte le malattie mortali.. e un casino … e nessuno si impegna veramente di aiutare .. (non parlo dei volonatari) ma parlo dei governi .. quel paese ha bisogno un governo ha bisogno tanto.. e sopratutti non ha bisogno di essere dimenticato.. Donare denaro e l’unica cosa che aiuta veramente.. NOI lo abbiamo fatto.. e lo facciamo ancora..

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  2. Cara Fausta,
    ci sono talmente tante tragedie da avere il cuore pieno di tristezza. Lo so che essere tristi non aiuta, ma certi popoli hanno solo visto miseria, malattie, e cataclismi…e noi ci lamentiamo magari per le calze bucate…
    Eppure nonostante tutto, si continua così.
    Per fortuna però che qualcosa si può fare, ci sono tante persone che aiutano e delle quali ci si può fidare.
    Ho avuto un cugino misiionario, era davvero una splendida persona. Sapeva sempre cosa poteva tornare utile e come fare affinchè arrivasse a destinazione.

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  3. Gli effetti della natura non si possono condannare, avvengono e li si subisce. Quello che è da condannare è l’inerzia e il menefreghismo e tutto il marciume umano,che non permette di limitare i danni nel più breve tempo possibile.
    E’ triste…ma è la realtà.

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  4. ci vorrà l’eruzione del vulcano perché cessi la danza
    la montagna e le sue ceneri scarlatte per inghiottire
    i castelli dell’incoscienza
    il fiume e le sue lave di fuoco per cacciare la puzza in cui
    la negraglia brulica come vermi
    il griot ritornato alle fonti africane
    parla di un paese in tre pezzi
    Haiti della pirateria
    Haiti della buffoneria
    Haiti della tragedia
    tra la testa d’oro del mostro
    e le sue gambe che la cancrena imputridisce
    queste vaste terre incolte queste no man’s land
    di cui una delle frontiere raggiunge le cime ghiacciate
    del disprezzo
    e l’altra vicina al cratere da cui scaturiscono le
    alte fiamme della collera
    ci vorrà l’esplosione del vulcano perché cessi la danza
    salvo sul mare
    di fronte alla massa bianca del palazzo seduto sulle zampe
    in mezzo a flutti verdi che lambiscono i piedi del
    grande scalone semicircolare
    libertà vestita di stracci
    libertà nuda
    il popolo ha conquistato la parola e le strade
    io ho vissuto per questo giorno in cui m’immergo
    nel mio popolo
    come nei flutti verdi della mia infanzia
    la foce dell’adolescenza la cui corrente mi trascina
    al mare

    Paul Laraque, poeta haitiano

    Un abbraccio, cara Fausta

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    • Harielle, non sai che piacere mi hai fatto! Avevo sentito un frammento di questa poesia e l’avevo cercata senza trovarla…..era questa che volevo mettere in fondo a questo post!!!
      Grazie…..è terribile e struggente!
      Un abbrccio a te, carissima!!! 😉

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  5. Ciao Fausta.

    “Nella tristezza fa’ che io porti allegria
    Nel dolore fa’ che io porti la gioia
    Nella guerra la pace, e dove c’e odio io porti amore
    Nella fame fa che io porti cibo
    Nella oscurita’ io possa portare la luce
    E nella luce fa che io trovi …altra luce”
    (Dal Vangelo, con parole “aggiunte” da me sempre in base al Vangelo).

    *Unico commento che mi sento di fare qui: dove ce’ fame, dolore, sofferenza, portiamo-noi-cibo, amore, sollievo”.
    Un abbraccio da:
    Marghian

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    • Concordo con te in tutto, Marghian….tranne che per una cosa: non si tratta del Vangelo ma della Preghiera di San Francesco d’Assisi…..stupenda…

      Dio usa le nostre mani per portare sollievo alla terra: se questo non succede non è colpa di Dio ma delle nostre mani che non vogliono faticare…..

      Buona domenica caro amico! 🙂

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  6. Eh si, cara Fausta, LUI SI SERVE DI NOI. Ho cercato di dare il mio contributo attraverso i padri Gesuiti che sono lì e presso i quali ho lavorato a Roma per 30 anni. Sono parecchie le persone che adesso ci invitano a dare ma……..questi soldi serviranno veramente per Haiti? Questo un poco frena la gente perchè poi si viene a sapere di aiuti fermi, andati a male, sprecati….Comunque grazie a te che ce lo hai ricordato.

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