Il giorno delle Memorie

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000

Art. 1.

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Oggi, 27 gennaio 2011 il ricordo della Shoah ci riporta ad un periodo raccapricciante della storia.

Non mi sembra che l’uomo abbia fatto tesoro di questa tragica esperienza….ora si dovrebbe dire “La giornata dei Ricordi”…..quante, ancora ai nostri giorni, le stragi, quante le “pulizie etniche”, quanto ancora il “diverso” fa paura e non viene accettato….

Ma è estremamente importante “fare memoria” perché quello che è stato serva ancora per le generazioni future.

Questo raccomanda Primo Levi ne “La tregua” con lo struggente brano su Urbinek di cui ho preso solo il finale.

<Urbinek che aveva tre anni, che era nato a Auschwitz e non aveva mai visto un albero, Urbinek che aveva combattuto come un uomo fino all’ultimo soffio per entrare nel mondo degli uomini, da cui una potenza bestiale l’aveva escluso. Urbinek il senza-nome il cui minuscolo avambraccio portava il tatuaggio di Auschwitz. Urbinek morì i primi giorni di marzo 1945, libero, ma non redento: Non resta niente di lui, è ricordato attraverso le mie parole.>

Il ricordo sia come le radici dell’albero che porterà frutti di pace e di speranza.

Questa volta però la poesia che dedico a questa giornata è recentissima , della mia carissima amica Rosalba. E’ una poesia scritta guardando il cielo

“Guardando il cielo

nuvole e nuvole osservo nel loro volare.

Bianche, rosa, dorate.

Solo una grigia si ostina, ferma, quasi, nel cielo.

Così impigliata ad una ciminiera spenta

da sembrare il fumo di un forno crematorio

o la sua memoria.

Nel mio sguardo ho soffiato, ho soffiato

finché non ho visto un gorgo di vento,

un mulinello come una lieve spinta.

Ma non è bastato.”

 

  1. Per ogni cosa ci vuole un giorno per ricordare, ma la vergogna non possiamo cancellare … ma soprattutto non impariamo dai nostri errori.. questo che mi rende tanto triste

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  2. E’ necessario ricordare, è necessario parlarne sempre, perchè chi è giovane oggi,( ma anche chi giovane non è più, ma sembra essere anestetizzato da parole maligne) sappia riconoscerne i segni nei pensieri che purtroppo anche oggi ci toccano più di quel che pensiamo.
    Buona giornata

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  3. è bellissima questa poesia che ci hai regalato mi da proprio la sensazione di impotenza nonostante tutti gli sforzi fatti per scacciare fenomeni malvagi ha ragione Ariel forse siamo maestri nel rimuovere i ricordi ciaoooooooo dolce donna e fai i complimenti alla tua amica da parte mia

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  4. TI HO RISPOSTO COSI’:

    Fausta!!!! Da me ho scritto tanto che ti inviterei a leggere i commenti…..ma focalizzando il discorso con te….non posso che confermare quanto tu scrivi….il male e la barbarie che ancora esiste…..ed e’ cosi’.
    E non solo riguardo a guerre e sterminii. Generati, questi, da un altro male.

    Enrico Fermi, dopo l’esplosione delle bombe su Hiroscima e Nagasaki disse: “Ci sara’ una …Hiroscima ancora peggiore, guardatevi dalla HIROSHIMA CULTURALE.

    Io scrivo la stessa cosa, cambiando il rifermiento metaforico per stare piu’ vicino al tema: “guardiamoci dalla SHOAH culturale”!!!!

    Perche’ l’ignoramza, i falsi valori, la religione insegnata in maniera travisata, il PLAGIO FAMILIARE-devi odiare quelli la’- e sociale, le pseudoscienze -il concetto di “razza” e’ uno di questi-, il MATERIALISMO, l’essere vittima di dottrine e culture massificanti, il “vuoto di pensiero” che si trasmette come un virus….*
    Neonazismo, “satanismo”, “nazionalismo”, “omofobia”, “smania di potere, condizionamento al male “presentato” come “bene”…ecco la shoah culturale da cui dobbiamo guardarci……da questa, soprattutto.

    Diseducando l’umanita’, ecco, “si dira’”: “noi…abbiamo generato mostri, noi.
    Ciao fausta…..il discorso e’ lungo, ed il cammino dell’uomo ancora da fare…lo e’ molto di piu’. Ciao.
    Marghian

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  5. Ci sono tanti orrori nel mondo, amica mia. Ho sempre pensato che una mamma che uccide di botte il figlio di pochi mesi (notizia apparsa sul giornale!) sia un orrore immenso quanto l’intera Shoah. E che quando ci sono orrori così grandi persino Dio trattiene il respiro.
    Adorno, un grande poeta e filosofo, scrisse anni fa “Dopo Auschwitz non si potrà più fare poesia”… e invece, già nel dirlo, aveva detto un’espressione poetica…
    La risposta all’orrore, a tutti gli orrori, è in tutti noi! Non serve una giornata della memoria sponsorizzata da politici che pensano solo a possedere minorenni… il cambiamento è DENTRO DI NOI!
    Preghiamo assieme perchè l’orrore, in ogni forma, si allontani da noi per sempre!

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