Solitudini (frammento della VI poesia)

Fu una sera luminosa, triste e sonnolenta
sera d’estate. L’edera sporgeva
dal muro del parco, nera e polverosa …
                                 La fonte sonava.
Stridette nel vecchio cancello la mia chiave;
si aprì la porta con aspro rumore
di ferro rugginoso e, nel chiudersi, grave
colpì il silenzio della morta sera.
Nel parco solitario, la sonora
strofa gorgogliante dell’acqua che cantava
mi diresse alla fonte. La fonte versava
sul marmo bianco la sua monotonia.

(Antonio Machado)

  1. Nonostante parli di una sera triste, in realtà comunica molta atmosfera e viene voglia di passare attraverso quel vecchio rugginoso cancello…
    Grazie delle tue ultime visite Fausta! Sono molto contenta di sapere che sei di Firenze: ma proprio Firenze o dintorni? Perché io ho dei ricordi molto belli legati a quei luoghi.

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    • In realtà io sono di Roma ma ho sposato un fiorentino ed oramai vivo a Firenze dal 1967 e – anche se non ho perso la mia romanità – mi sento fiorentina a tutti gli effetti….fiorentina di Firenze, innamorata di questa città ma anche della splendida campagna che la circonda! 🙂

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