21 giugno – solstizio d’estate

Estate….

Il suo nome deriva dal latino “aestate” che a sua volta deriva da “aestus” = calore, il periodo del calore bruciante…

Il 21 giugno, nel nostro emisfero, il giorno ha la sua lunghezza massima, da questo il nome “solstizio”….sembra che il sole si fermi….

 

Io amo l’estate, amo il silenzio al mattino presto, quando l’aria risente ancora della frescura della notte, amo le ore sonnolente del pomeriggio rotte solo dal frinire delle cicale che mi arriva dai giardini vicino casa.

Ma vorrei poter godere il cielo così pieno di stelle, che l’inquinamento luminoso ha tolto alla città, e le serate tranquille dei miei ricordi di bambina, che ora sono rotte dalle televisioni tenute troppo alte (d’inverno le finestre chiuse trattengono il chiasso ma l’estate le finestre spalancate lasciano passare tutto…) e gli schiamazzi di giovani che sembra non riescano a divertirsi se non urlando e disturbando fino alle “ore piccole”….

Lentamente…ma da domani le giornate incominceranno ad accorciarsi

Come tutte le stagioni, anche l’estate è ispiratrice per l’arte

Nella pittura Arcimboldo, con le sue immagini di frutta e fiori, così descrive l’estate

Nella letteratura Shakespeare scrive il “Sogno di una notte di mezz’estate”

 

Nell’architettura una curiosità: a Firenze c’è uno strumento scientifico sul lato sinistro della facciata di Santa Maria Novella: una sfera armillare che veniva  usata per dimostrare il movimento delle stelle attorno alla terra: Questa sfera ha una particolarità: il giorno del solstizio d’estate l’ombra dei due cerchi disegna sulla facciata una perfetta croce.

Tante poi le poesie….

 

“Estate”

Improvvisamente fu piena estate.
I campi verdi di grano, cresciuti e
riempiti nelle lunghe settimane di piogge,
cominciavano a imbiancarsi,
in ogni campo il papavero lampeggiava
col suo rosso smagliante.

La bianca e polverosa strada maestra era arroventata,
dai boschi diventati più scuri risuonava più spossato,
più greve e penetrante il richiamo del cuculo,
nei prati delle alture, sui loro flessibili steli,
si cullavano le margherite e le lupinelle,
la sabbia e le scabbiose, già tutte in pieno rigoglio
e nel febbrile, folle anelito della dissipazione
dell’approssimarsi della morte
perché a sera si sentiva qua e là nei villaggi il chiaro,
inesorabile avvertimento delle falci in azione.

(Hermann Hesse)

 

  1. Siamo in sintonia!
    Questa stimolante energia di luce e fuoco ci avvolge e ci illumina,
    nel senso dell’illuminazione che è l’evoluzione delle nostre anime.
    Le tue riflessioni mi piacciono molto e arricchiscono la mia conoscenza.
    E poi… Hesse…ho letto tutto di lui…Il “gioco delle perle” è per me sempre fonte di spunti.
    Love
    L

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  2. Che bella l’estate Fausta!!!! Gia’, “sembra che il sole si fermi”. Infatti, come sai, “sol…stizio” significa questo, appartiene alla stessa ” famiglia” di cui fa parte anche la parola “armi-stizio”-fernare (quindi deporre)….le armi.
    Forse-non so, credo- questo “stizio” significa qualcosa come “assenza”-inter..stizio, il *vuoto… fra due pareti…*quindi…*nulla, *tutto fermo.

    —————————————————————————————-
    Sulla canzone “badde lontana” :
    ! Si, e’ una canzone malinconica, o “triste” come genere…ma arricchita di una muisca….e loro non cantavano solo in sardo-ora sono dei 70 enni che suonano “in certe occasioni”, ospiti di trasmissioni, magari qualche serata…-, anzi, il loro repertorio, quando erano in auge, aveva poche canzoni sarde, questa e qualche altra….loro cantavano canzoni di famosi gruppi italiani ed internazionali, canzoni fatte da loro in italiano eccetera. Pensa, nel loro repertorio c’era qulla canzone in inglese, che diceva…”by the rivers ob babylon”-mi sembra che fosse proprio questo il titolo-, che allora era interpretata dai ” Boney M” e..la versione dei Bertas rivaleggiava con quella di quel gruppo.

    Un amico chitarrista-eravamo in macchina io lui ed altri due amici e la stavano ascoltando – disse: “se li sentono, i boney m diventano verdi, caspita!”.
    Erano davvero bravi. In una trasmissione, “i bertas in concerto” su rai 3 , canale che allora esisteva da poco, avevano estasiato il pubblico, con canzoni di vario genere, anche americane. Ovviamente c’era anche “badde lontana” e qualche altra conzone sarda.

    Ciao Fausta, e grazie.
    Marghian

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  3. Sapete che i nuraghi sardi erano orientati secondo equinozi e…soltizi?
    la luna si mìuove intorno a noi in maniera molto simile alla Terra * per il Sole,dunque esiite, una volta al mese…anche il luni..stizio.

    I nuraghi ( *trangolari quelli a tre torri con una *quarta torre in mezzo, *quadrati quelli a quattro torri con una quinta torre in mezzo, quella che “svettava” fin questi in molti casi supeare i 20 metri!!!) erano costruiti in maniera che una parete fosse “allineata” con il solstizio d’estate, un’altra con l’equinozio di autunno, o di primavera, o con i ” lunistizi”.
    Quando prestavo servizio presso il “nuraghe di Losa in Abbasanta-triangolare- spiegavo cosi’:

    “la vedete qualla finestrella? Ecco, era per arieggiare, per distribuire il carico-il nuraghe si regge senza malta ne’ armature- ma anche..vedete questa nicchia dietro a me?
    Qui si metteva il “sacerdote”, e a mezzogiorno del 21 giugno, da quella finestrella.ne veniva illuminato, e tutti i “fedeli” erano estasiati, lo sciamano in quel momento era….investito di divinita’ “(il dio Toro, il Sole!!!).

    E quello che so io e’ …niente, c’e molto molto altro….dalla loro onbra si deducevano l’ora e le stagioni, quando la Luna si rifletteva al centro del pozzo sacro-il culto dell’acqua sorgiva…*per loro era come “essera a lourdes”-, ecco, lunistizio o luna piena, non so bene….questo ed altro *con una precisione che…!!!!!! Stupefacente!!!
    Ciao.
    Marghian

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  4. Siamo in sintonia Fausta. Anch’io amo alzarmi molto presto le mattine d’estate per godere di quell’atmosfera unica. Sto scoprendo tante cose da quando vivo qui in campagna, lontano dalla rumorosa città, compreso il cielo molto più stellato. E tutte queste piccole cose non mi fanno rimpiangere la fuga dalla città che molti mi pronosticavano futuro pentimento. Sono passato quattro anni, ma di pentimento…nemmeno l’ombra.
    Ciao 🙂

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  5. L’estate è sensualità, allegria, calore, seduzione, come in questa bella poesia di D’Annunzio. Buona Estate, cara Fausta!

    Primamente intravidi il suo piè stretto
    scorrere su er gli aghi arsi dei pini
    ove estuava l’aere con grande
    tremito, quasi bianca vampa effusa.
    Le cicale si tacquero. Più rochi
    si fecero i ruscelli. Copiosa
    la resina gemette giù pe’fusti.
    Riconobbi il colùbro dal sentore.

    Nel bosco degli ulivi la raggiunsi.
    Scorsi l’ombre cerulee dei rami
    su la schiena falcata, e i capei fulvi
    nell’argento pallàdio trasvolare
    senza suono. Più lunghi nella stoppia,
    l’allodola balzò dal solco raso,
    la chiamò, la chiamò per nome in cielo.
    Allora anch’io per nome la chiamai.

    Tra i leandri la vidi che si volse.
    Come in bronzea mèsse nel falasco
    entrò, che richiudeasi strepitoso.
    Più lungi, verso il lido, tra la paglia
    marina il piede le si tolse in fallo.
    Distesa cadde tra le sabbie e l’acque.
    Il ponente schiumò nei sui capegli.
    Immensa apparve , immensa nudità.

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  6. Che meraviglia l’estate.
    Se non fosse che ho da guardare anche gli animali di mia mamma, il giardino, l’orto ecc…sarebbe anche meglio. Ma non lamentiamoci! Anzi sono contenta che sia riusicta ad andar equalche settimana dalle sue sorelle. Poi quando ritornerà sarà più rilassata!
    Corro a dormire…ho raccolto le cornette e la mia schiena chiede RIPOSO!

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  7. Che bello il tuo post Fausta, mi ha aiutato a immergermi nell’estate che un pò temo per il gran caldo…in realtà sto imparando a fronteggiarlo meglio, e la luce dell’estate, assieme al suo silenzio e al fresco delizioso della sera…è qualcosa di impagabile. Io poi adoro il colore dei campi dopo la falciatura, un misto di rosa, oro, e le tante sfumature del beige e del marroon-terra. Specialmente alla luce del sole che tramonta, questi colori hanno una dolcezza particolare….

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  8. Sono tante le tradizioni, desunte dall’antichità, che accompagnano il Sostizio d’estate. Nel mio Paese era usanza, la notte di San Giovanni, accedere i falò per mettere in fuga le tenebre e gli spiriti maligni, e spesso danzare e far festa intorno ad essi. I contadini si posizionavano principalmente su dossi o in cima alle colline, e accendevano grandi falo’ in onore del sole, per propiziarsene la benevolenza e rallentarne idealmente la discesa; spesso con le fiamme di questi falo’ venivano incendiate delle ruote di fascine, che venivano fatte precipitare lungo i pendii, accompagnate da grida e canti. In questa veglia, tra la notte e l’alba, si raccoglievano i fiori bagnati dalla rugiada, per preparare una’acqua benedetta con cui lavarsi il viso e gli occhi, gesto di purificazione prima di andare in chiesa. Buone vacanze

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  9. Fausta hai ragione, per vedere le stelle e godere di un po’ di silenzio bisogna andare un bel po’ in alto… e non basta! C’è dappertutto un rumore di sottofondo fastidiosissimo… comunque… Viva l’estate!

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