Era Natale

A volte basta un’immagine, una parola  letta o ascoltata per scatenare un fiume di ricordi.

Quando poi questa parola è “Natale” i ricordi arrivano lontano……

Mi sembra quasi impossibile, eppure il primo Natale che ricordo risale al 1943, tempo di guerra. Posso dirlo con certezza perché  il nonno è morto quando avevo 4 anni…..

La tavola della camera da pranzo dei nonni è allungata al massimo per far entrare tutta la grande, patriarcale famiglia.

Nonno Carmine – colonnello dell’esercito – e nonna Matilde, nei loro numerosi spostamenti avevano messo insieme una bella famiglia composta da 3 ragazze (tra cui la mia mamma) e tre ragazzi. Uno di loro, lo zio Franco, era morto durante la guerra d’Africa: mamma teneva la sua foto sul cassettone…..era veramente bello!

Arrivati a Roma andarono ad abitare in un palazzo dove abitava una famiglia  con quattro giovanotti (tra cui il mio papà) e una ragazza. Le tre ragazze si sposarono con tre dei giovani mentre il primo di loro si era sposato con una signorina, la zia Carla. Anche la sorella di papà si era sposata con un generale d’aviazione e i due fratelli di mamma con due signorine francesi….buffissime. Se ripenso ora a questa grande famiglia mi sembra di vedere le immagini di qualche film del primo ‘900….

Se poi si calcolano i bambini il numero era davvero importante. Li ricordo tutti intorno al tavolo intenti a giocare ad un gioco di cui non ricordo nulla “Il cavallino bianco” o al “Mercante in fiera”. A me, che ero la più piccina – staccata di ben 6 e 7 anni dalle mie sorelline…..gli altri cugini erano tutti più grandicelli – toccava il privilegio di sedere sulle gambe del nonno. C’era un grande presepe (l’albero non era ancora entrato nelle abitudini degli italiani) e sulla tavola noci e nocciole ed un panettone insieme alla cioccolata calda che preparava nonna.

Ho una bella sensazione di quel Natale…..la sicurezza che mi davano le braccia di nonno, un’atmosfera calda e colma di affetto.

Degli altri Natali non ho ricordi, la vita era dura, nonno era morto, il mio papà era al di là della linea Maginot e di lui arrivavano rarissime notizie…. Ricordo solo che passavamo le feste a casa di nonna e una volta non avevamo potuto tornare a casa perché si vedeva da lontano San Giovanni pieno di soldati e si sentiva sparare. Eravamo tornate da nonna ed avevamo dormito tutte nel suo lettone: mamma, nonna e Marilù da un capo e io e Franchina ai piedi…. Che risate quella notte per noi piccole….. ma chissà che cuore stretto per nonna e mamma!!!

A casa noi facevamo sempre il presepe nello stesso angolo della camera da pranzo, come lo faceva papà prima di partire. Si preparava su uno dei grandi bauli, residui dei viaggi della famiglia di mamma nei vari spostamenti, ricoperto con la carta roccia.

Preparare il presepe era una grande festa: i primi di dicembre mamma prendeva le due grandi cappelliere che oramai contenevano tutti gli addobbi e noi scartavamo via via pupazzetti e animali, ognuno col suo nome, come vecchi amici…..i pastorelli, la lavandaia Giovanna, la vecchina con il paiolo della polenta, Diogene…che non si sa perché si chiamasse così…

Poi la capannuccia, le casine, il pozzo, il laghetto, le palme, la ghiaia per i vialetti e tante pecorelle…. Certo non rispecchiava l’ambiente ma alla fine era proprio bello!

Gli ultimi ad essere tirati fuori erano il bue e l’asinello, Giuseppe, Maria e il bambinello.

I re Magi invece restavano nella scatola in attesa del loro tempo….

La notte di Natale ero sempre io che mettevo Gesù sulla paglia (quanta pazienza le mie sorelle con me!!!!), per questo invece che a mezzanotte nasceva sempre più presto per farmi andare a dormire….

 

  1. Buongiorno Fausta, quanto mi piaciono i racconti di una volta, quando i tempi erano dificile e nonostante natale era bello.. peccato che nei nostri giorni questi valori pian piano vanno perso… grazie per avere condiviso con noi questa storia, ti abbraccio con sincera amicizia Pif

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  2. hai dei bellissimi ricordi da donare ed è un piacere leggerli si intrecciano con i miei arricchendo la mia fantasia. Bellissimo il tuo presepe viene la voglia di entrarci dentro per stare con te Buon Natale Fausta un grande abbraccio Ciao!!!!

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  3. Ricordi teneri e belli che accompagnano per la vita. Il presepe nella foto l’hai fatto tu in casa ora oppure è una foto del passato?
    Io l’ho già fatto: è carino e senza troppe pretese. Mio marito ha fatto con le sue mani la capannuccia, due fontane, due pozzi, le palme, due carrettini e altre cosucce.Mi piace tanto. Ciao Fausta e buon avvento

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    • Questa è una foto di google che però si avvicina molto a quello che era il nostro presepe. A casa lo farò domani, per l’Immacolata – come da rito (almeno qui a Firenze) – ma sarà piccolissimo….quanto basta per una “presenza visibile”…..
      Buon avvento anche a te, Lucetta, vivendo l’attesa!

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  4. “era Natale..e tu eri con me…era Natale…tanto tempo fa….” 🙂 scherzo Fausta, parafrasando Endrigo (“era d’estate e tu eri con me…era d’estate tanto tempo fa…”). Gia’, il natale si avvicina. Io scrivo “sara’ Natale”, ma non come ricorrenza (” e Dio disse: “io faro’ nuove tutte le cose”).

    Su Ci ti ho scritto:

    “Che bella idea Fausta!!! Ciao. L’idea che Ci ed altri animali vivano “in Paradiso” come secondo la fede accadra’ a noi umani e accade per chi ha gia’ vissuto la vita “terrena”. “Purtroppo” mi e’ difficile credere in un “aldila’” per gli animali. Non so perche’, per il fatto che ci terrei tantissimo, eppure non riesco a crederci. Ci rifletto spesso (proprio come scrivi tu, “a che scopo avergli dato la vita?” ed altre riflessioni).
    Sara’ per via di un certo qual “condizionamento cattolico”? Chissa’. In ogni modo non escludo che ogni forma di vita abbia in se’ un…”doppio eterico”, termine usato da spiritisti e “metapsichisti” per dire “anima”.
    Non lo escludo, pur se rimango scettico. E sarebbe bello vedere Ci che mi salta addosso “appena arrivo li’”.
    “Voi valete piu’ di cento passeri!” disse gesu’, come ben sai. Che senso dare a questa nostra “superiorita’” sui passeri-animali in genere- se non quella del…destino spirituale?
    Invero nulla sappiamo, e lo stesso Vangelo lo attesta (“…alla gente egli parlava in parabole ma a loro spiego’ ogni cosa..”) e chissa’ che non ci sia un’altra vita anche per Ci, e per i tuoi cani e gatti. Sarebbe bello chiederlo a San Francesco, che chiamava un animale “stella di gesu’” o “uccellino del Signore”. Io dico “stellina di margherita” (lo dicevo anche per Ci) ma…. 🙂 si fa quel che si puo’, data la differenza fra me e…San francesco. Ciao fausta e grazie!
    Marghian

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  5. 🙂 sai come, a 10 anni chiamavo il presepe? Tienti forte: Il…”pele'”. (“ma….????!!!”). Presto spiegato: Il nome completo del grande Pele’: “Arantes *do…NASCIMIENTO!. Ecco, “*del presepe” ed io dicevo… “il Pele'”. “Po itta ‘ddu zèrrias aìcci!” (perche’ lo chiami cosi’?). La mia mamma, :)ovviamente perplessa. Ciao Fausta.
    Marghian

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