Venti anni fa

Il 6 febbraio 1992 moriva a Milano Davide Maria Turoldo, sacerdote  dell’Ordine dei Servi di Maria e poeta, che Firenze ha conosciuto bene per essere stato assegnato al Convento della Santissima Annunziata dal 1955 al 1961.

Un profeta, coscienza inquieta della Chiesa….

Ecco alcune delle sue poesie, scritte dopo che gli fu scoperto il tumore al pancreas

“Ieri all’ora nona mi dissero:

il Drago è certo, insediato nel centro

del ventre come un re sul suo trono.

E calmo risposi: bene! Mettiamoci

in orbita: prendiamo finalmente

la giusta misura davanti alle cose;

e con serenità facciamo l’elenco:

e l’elenco è veramente breve.”

La sentenza che ora tu sai

nulla di nuovo aggiunge a quanto

già doveva esserti noto da sempre:

tutto è scritto. Di nuovo

è appena un fatto di calendario.

 Eppure è l’evento che tutto muta

e di altra natura

si fanno le cose e i giorni.

 Subito senti il tempo franarti

tra le mani: l’ultimo

tempo, quando

non vedrai più questi colori

e il sole, né con gli amici

ti troverai a sera…

Dunque, per quanto ancora?”

“Non so quando spunterà l’alba

non so quando potrò

camminare per le vie del tuo paradiso

 non so quando i sensi

finiranno di gemere

e il cuore sopporterà la luce.

 E la mente (oh, la mente!)

già ubriaca, sarà

finalmente calma

e lucida:

e potrò vederti in volto

senza arrossire.”

 

 

  1. Non conosceva cara Fausta, e le sue poesie sono veramente belle, non passa un giorno in cui non conosco e imparo nuove cose, ti abbraccio e ti auguro una serena serata Rebecca

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  2. Delicati e struggenti nello stesso tempo, questi versi che raccontano l’incontro con il mistero più grande, assieme a quello della vita,del genere umano.
    Disamine lucide e intrise di una saggezza disarmante.
    Mi commuovono profondamente.

    un caro abbraccio
    Laura

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  3. Lo conosco soltanto di nome,e non ho mai avuto curiosità di approfondire questo personaggio,certo è che, quanto trovo qui scritto mi invoglia a saperne di più.Un abbraccio !
    P.S Fausta …t’ho copiato il gatto virtuale:) è troppo bello!!!

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  4. Ero sicura che l’avresti ricordato. Stamattina ho riletto tanto di lui ed oltre alle due poesie che hai postato tu te ne aggiungo una che mi ha commossa perchè si sente che la scelta che ha fatto gli costa fatica ma l’ha fatta per poter aiutare anche gli altri.

    “Io non ho mani
    che mi accarezzino il volto
    (duro è l’ufficio
    di queste parole
    che non conoscono amori)
    non so le dolcezze
    dei vostri abbandoni:
    ho voluto essere
    custode
    della vostra solitudine:
    sono
    salvatore
    di ore perdute”.

    Che Dio non gli faccia mancare ora le Sue carezze .

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  5. E’ stato un grande maestro di vita terrena e spirituale; io ho un libro di sue poesie che mi riscaldano il cuore ogni volta che le leggo. Un particolare “curioso” : anche mio padre è morto il 6 febbraio (però di 7 anni fa). Un caro saluto, Annita

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