LA STRANA SENSAZIONE DI ESSERE VIVI PER MIRACOLO

Non sono ancora le 7.

Nel silenzio del mattino una sirena. Se ne sentono molte in questi giorni, un po’ perché siamo vicini ad una delle trafficatissime vie che escono dalla città e d’inverno, quando non c’è il fogliame degli alberi ad attutire il rumore, arriva anche qui il “suono” continuo del traffico, un po’ perché anche nella mia strada si fermano spesso le ambulanze (oramai siamo rimasti quasi più solo anziani dopo che il numeroso gruppo dei nostri ragazzi ha messo su famiglia e si è trasferito) con tutto il seguito di acciacchi e malanni che questo clima acuisce…..

Invece la sento fermarsi proprio qui, ma non è la sirena di un’ambulanza.

Mi affaccio per vedere: c’è un camion dei pompieri proprio al nostro portone, ma fa troppo freddo per fermarmi a vedere.

Quando scendo per andare a fare la spesa nel portone ci sono 6 pompieri che stanno facendo firmare delle carte all’amministratore. Chiedo che cosa è successo ed uno dei vigili mi spiega che in uno dei due miniappartamenti del seminterrato c’è stata una fuga di gas. Fortunatamente dal primo piano hanno sentito l’odore e si sono preoccupato di chiamare i vigili del fuoco visto che la casa era chiusa. Io sono al 4° piano e quegli appartamenti hanno l’entrata nel piazzalino dei garages….quassù non arrivava nessun odore altrimenti il mio naso l’avrebbe percepito!

Dopo aver individuato da dove proveniva, i vigili hanno trovato nell’appartamento ben quattro bombole di gas piene e l’ambiente saturo….praticamente una bomba sotto la nostra palazzina.. Sarebbe bastato accendere una lampada per far saltare tutto….

 

Quando si vedono queste cose in TV o si leggono sui giornali non si pensa mai che potrebbe succedere a te, che basta la leggerezza di una persona (c’è bisogno in un miniappartamento, anche se non allacciato alla rete del metano, di tenere quattro bombole piene di gas in casa quando basta una telefonata perché te la portino in pochi minuti?) per distruggere una casa e fare strage di persone?

 

Ci mettiamo in allarme per le malattie ma ultimamente situazioni come questa, comela Concordiaall’isola del Giglio, come l’emergenza neve di questi giorni con le situazioni estreme che sta creando, ci dovrebbero far pensare che siamo davvero tanto impermanenti, che  ci potrebbe essere richiesto il conto della vita in ogni momento.

Ci rifletto oggi, senza paura, perché in fondo saper perdere l’attaccamento esagerato alle cose e alle persone ci farebbe sentire più liberi e più pronti a vivere in pienezza ogni istante, senza rimandare a un “dopo” che non sappiamo neppure come sarà e se ci sarà.

  1. Ciao Fausta, e vero a volta sembrano di vedere miracoli, io mi limito a fortuna.. comunque sono veramente felice che tu stai bene e come rinascere una seconda volta.. ti auguro una serena giornata, e miracomando stammi bene, in amicizia Rebecca

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  2. Non sai mai cosa passa nella testa di alcune persone molti non riflettono sui pericoli che corrono e fanno correre agli altri. la vita nostra e dei nostri simili finchè l’abbiamo va difesa coi denti. Il dopo non apparterrà più a noi

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  3. Caspita è andata bene!Poteva essere una strage!!Sono quasi sempre le “leggerezze”,il non calcolare le possibili conseguenze a provocare disastri!Ma sono anche episodi come questi che ci risvegliano e ci riportano ad apprezzare ogni istante fugace!Un abbraccio!

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  4. Accidenti, che rischio!!!
    La tua riflessione è molto vera, ma non è così semplice da mettere in pratica.
    E’ un percorso che solo anime speciali riescono a compiere pienamente, io mi accontenterei di riuscirvi almeno in modo parziale.
    Un bacio

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  5. La tua riflessione finale mi trova in piena sintonia. Siamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda…. anche se la strada per “saper perdere l’attaccamento esagerato alle cose e alle persone ” richiede un lavoro continuo su noi stessi che non è sempre facile. Buona notte Fausta.

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  6. cia Stellina 🙂 non è attaccamento generico quello che hai “visto” è paura di mancanze irreali di cose. come quando dicono potrebbe essere che…. ma state tranquilli. e la gente impazza in supermacati ecc per rimpinzarsi di cose davvero a volte inutili. è un bisogno di sicurezza dove questa non c è dentro di loro prima che fuori. tu dici era da uno dei 2 appartamnti del seminterrato dove c è stata la fuga… ma sai chi ci abitava? li conosci? che età avevano, era una persona sola? a me è accaduto nello stabile in cui vivevo. 4 piani senza ascensore.sentii l odore di gas, un altra volta il muro delle scale si era già bagnato talmente tanto che cadevano pessi di intonaco sui gradini del condominio. la gente? passavano.. solo questo. si chiedevano probabilmente che è? ma proseguivano la loro traiettoriavitaregolare.MOLTO SPESSO ERANO PERSONE SOLE.parenti inesistenti o lontani cuoreluogo. è uguale. suoni avvisi,dai una mano insomma.. e risolvi la faccenda urgente. solo quella. sono come uccellini sperduti tante volte.. in una realtà del presente lontanissima dalla loro mente. perchè ho tanti biscotti? bè.. sai se vien la guerra.. l sguardo smarrito nell ancora! perchè vien freddo e non si sa mai.. perchè se tolgon la luce il frigo non va e io ho il sale che mantiene il cibo ugualmente! tante risposte.. tante .ognuno la sua. e se apri quella porta una volta sola, inizia l attacamento a te, che non si una cosa. a te che solo gli hai fatto una carezzagesto entrand nel loromondo triste e freddo. se poi han bisogn per qualsiasi cosa dopo ti suonano al campanello: c è questo modulo, che significa questo e quello, il decoder come si fa? è meraviglioso anche se a volte scappi giu’ dalle scale perchè hai fretta anche tu ogni tanto 🙂 e le porticine che si aprono come tante finestrelle con una lucciolina dentro… stupendo. solo che.. insomma prima o poi ti dici chiamo i pompieri, l assisenza sociale, e che cippa d altro occorre. prima o poi 🙂 si. ma essere soli è qualcosa che passa se hai ascolto vero. anche pochissimo eh.. solo una piccola retina. grande quella che un signore lì si mette nei capelli per andare a dormire. una volta prima o poi lo spettino 😉 chissà che mi direbbe!! baci! ❤

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  7. Oh Fausta, spero sia nulla di grave, mi dispiace. Per quanto riguarda “passare da me” lo scrivo ancora: prima di tutto vengono gli impegni e purtroppo i problemi della vita contingente. Poi, molto poi…arriva il web. Ma figurati, Fausta!!!!! Ti ringrazio ed auguro a questo gentile signore (altro non puo’ essere il marito di fausta: un distinto e gentile signore!) di guarire e rimettersi presto). “UN certo Marghian, un amico a distanza, ti augura buona guarigione”. Se ti ricordi….se no, 🙂 prima…vengono…le cose piu’ importanti…okay? Ciao Fausta!
    Marghian

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  8. “vivi per miracolo”.

    Entrai in acqua, avevo 13 anni. Sapevo nuotare, ma appena il tanto per nuotare in superficie, non ero in grado di gestire una situazione “dove non si tocca”. Ad un certo punto pensai “mi fermo un po’”. Il guaio fu che..non si toccava! E allora non avevo l’acquaticita’ che acquisii negli anni successifi. Non…riuscivo…a mettermi…in posizione orizzontale per poter nuotare “a stile libero” e tornare a riva. Potevo solo “saltare” di modo che potessi respirare e rimettermi in assetto da nuoto. Niente, ricadevo, in piedi, sul fondo, e l’acqua mi arrivava sino alla fronte. Saltavo, resipravo, riaffondavo, saltavo nuovamente e riaffondavo, fra un “aiuto!” e l’altro.

    Dopo sei, sette salti, gridai…”gesu’ cristu!” e…mi ritrovai a galla, “coricato sulla pancia”, potevo nuotare verso la riva. Ricordo che guardavo il braccio che tremava come una foglia mentre veniva da me portato in avanti prima di essere immerso per la rematura, e all’altro braccio accadeva la stessa cosa. Bracciate lente, ero spaventatissimo per essermela cavata “per un pelo” dopo quel “gesu’ cristu!” (pronuncia: “gesugrìstu”). Giunto a riva mi misi a correre per “riprendermi dallo spavento”. Mio padre, che era intento a raccogliere arselleo, non si accorse di nulla.Ed io non gli dissi niente. “Sèu ancora bìu!” pensai (sono ancora vivo).

    Poi accadde un altro piccolo miracolo, un miracolo che non so definire se di incoscienza od altro. Continuai ad entrare a nuotare, ed ora -ancora ora- vado a…15 metri di profondita’, a 300 metri dalla spiaggia, per piu’ volte durante un bagno. Considero un miracolo anche questo, Fausta.

    Ti faccio un esempio: mio cognato: “da quella volta che stavo per annegare in piscina….mai piu’!”. Io no…Marghian nuota, e ne va pazzo, non e’ uno di quelli che dicono “da quella volta…” e questo grazie anche a quel “gesugristu” che invocai “quella volta” e grazie anche al mio coraggio…o incoscienza? Se e’ cosi’ allora:

    “Ti ringrazio, benedetta incoscienza, perche’ nonostante quello che mi accadde….mi godo ancora l’estate….. *nel nuotare”. Ciao.

    Marghian (*maccu, a vattu e su mari e s’annàdidu!-*pazzo…per il mare e per lil nuoto-).

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  9. A volte sono la fortuna o la sfortuna a metterci lo zampino. Non basta essere preparati, cercare di svolgere tutto per il meglio. Esiste quel fattore che si chiama “casualità”. Speriamo sempre possa essere dalla parte positiva.
    Un sorriso per un sereno inizio della prossima settimana.
    ^____^

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  10. La casualita’ SICURAMENTE ESISTE.. anche per chi crede. Credere nel Creatore non significa sempre “essere creazionisti”-il mondo e’ stato creato in una settimana…adamo ed eva erano davvero una unica coppia, questo e’ creazionismo-.
    Il credente che invece non snobba la scienza ammette anche la casualita’, casualita’ che e’ insita non solo nelle leggi di probabilita’, ma anche in questa “affermazione religiosa: “Dio ci ha dato la liberta’ di scegliere tra bene e male”.
    Senza la casualita’ non ci puo’ essere il libero arbitrio. Senza la casualita’, ogmi piu’ piccola particella percorrerebbe tragitti obbligati, e sarebbero obbligati anche tutti gli altri eventi..se tra poco io mi passero’ la mano tra i capelli con la mano sinistra, senza la casualita’..e’ scritto che lo faro’:: con la casualita’ questo potrebbe non accadere o accadere in tempi e modi diversi-magari con la mano destra e solo con tre dita della mano.
    Esiste la casualita’…ma questo non cancella del tutto l’idea di una origine trascendente delle cose…create in un attimo ed evolutesi nel tempo, guidate da un mix: ordine…e caso. Ciao.
    Marghian

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  11. Ciao Fausta, pensarci fa venire i brividi, ma sei qui, scrivi e racconti…tutto è bene quelche finisce bene..però un pò di prudenza da parte di tutti migliorerebbe la vita degli altri 😉

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  12. Beh, nonna Fausta,
    scampata, no?
    Per fortuna novecentonovantanove volte su mille va così.
    E auguriamoci sempre che non capiti la millesima.
    Fortuna, caso, destino.
    Chissà.
    Ognuno la pensa come vuole, la varietà (dei pensieri) è ricchezza.

    Certo, resta che la vita di ognuno di noi è davvero attaccata ad un filo, sempre, ogni momento.
    Dobbiamo sempre ringraziare quando la vita va bene.
    Basta un attimo, una cicostanza imprevista, una fatalità e…

    Ma non pensiamoci.
    E’ bene quel che finice bene, no?
    Un saluto,
    Pierperrone

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  13. Ciao Fausta, l’importante è poterla raccontare.
    Nella vita nulla è scontato, a volte anche la prudenza non può nulla contro la fatalità o sempicemente destino.
    Un caro saluto
    Gina

    Ps
    Oggi è San Fausto, festeggi l’onomastico?…
    Se è sì; Auguroni

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    • E’ proprio vero, Gina, nulla è scontato ed è bene ricordarselo!
      Io festeggio l’onomastico per santa Fausta – una santa polacca che era una donna sposata….me la sento molto vicina.. però gli auguri li prendo sempre con tanto piacere!!!!!!

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  14. ciao Fausta come già scritto da me, certo che la puoi “rubare” non può farmi altro che piacere. Ho visitato il sito è molto carino e le poesie che ho letto veramente belle un abbraccio e grazie buonanotte

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  15. Leggo soltanto ora questa tua “avventura”… Anch’io ci sono andato vicino… lo scorso 8 Ottobre… Sono quasi le 14 e stiamo finendo di pranzare quando sentiamo un boato forte ma sordo… una botta che non avevamo mai sentito prima: non era il crash di un incidente stradale e nemmeno il botto di un petardo… Ci affacciamo alla terrazza e vediamo che anche i nostri vicini sono tutti fuori per capire che cosa è successo. Ad un certo punto qualcuno indica il palazzo di fronte dove all’ultimo piano c’è uno squarcio nel muro. E’ scoppiata una bombola di gas che ha fatto un buco nel muro della cucina, proprio di fronte a noi (fortunatamente il piazzale è grande). Arrivano i pompieri e passano tutto il pomeriggio nell’appartamento. Alla fine nessun ferito, tanta paura e qualche danno materiale ma l’edificio non era in pericolo. “Fortunatamente” il caso ha voluto che la bombola fosse appoggiata alla parete esterna e che le fiamme sviluppatesi fossero poche e subito spente!

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  16. Oh Fausta!!! Una ninna nanna un po’ tosta per un bambino! Quando la ascoltavo in discoteca quando la canzone il disco veniva lanciato “fra i lenti” , mi piaceva come testo e nel contempo mi divertiva un po’, pensare ad un nonno che, nel cantare la ninna nanna ad un bambino, gli dice cose “dormi bambino, che cosi’ non senti gli spari, non senti le bombe…dormi bimbo perche’ la gente si ammazza e si scanna…..e la guerra e’ un raggiro di soldi per arricchire i potenti….” beh, povero bambino!!!

    Battute a parte, un testo davvero bello…e che dice la verita’. Di certo Trilussa non era fascista, anzi. “E’ quer che succede ar dittatore, che cresce de potenza e de valore..piu’ so’ li zeri che je vanno appresso. Un po’ e’ il pensiero di Gramsci che diceva di “odiare gli ignoranti”. Non quelli scolastici che non avevano scuola- egli amava i contadini, la gente semplice-. Odiava invece coloro che, acriticamente, vanno dietro ad una “bandiera” come quella fascista. “Li zeri..che je vanno a presso”. Ciao Fausta.

    Marghian

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