LO SAPEVATE CHE…… 1^ parte

Domenica 29 aprile… l’appuntamento è alle 10, anzi alle 9.45 (mi raccomando!) sottola Colonna dell’Abbondanza. L’Associazione culturale Factory Athena di Firenze ha organizzato una passeggiata per la città alla scoperta di quelle cose che di solito sfuggono allo sguardo del passante….

Piano piano si forma un bel gruppetto e alla fine si parte….proprio dalla Colonna dell’Abbondanza che è al centro della piazza della Repubblica e che segna il punto d’incontro del Cardo maximo e del Decumano, centro del primo insediamento romano. In seguito la piazza divenne un mercato, il Mercato Vecchio, e la vicina piazzetta antistante il Palazzo Strozzi divenne la “Piazza delle Cipolle” perché vi si vendevano soprattutto cipolle.  Anche “il Caparra”, famosissimo artigiano del ferro battuto, inserì agli angoli di Palazzo Strozzi – sul lato che si affaccia sulla piazzetta – le lucerne “a cipolla”…

Un’occhiata ad una delle tante buchette del vino.

Nel XVIII secolo, in tempo di crisi, fu concesso alle famiglie che possedevano vitigni, di vendere direttamente dalle case il loro vino per un piccolo guadagno in più, ad un prezzo conveniente…

A queste buche venivano lasciati sempre una brocchetta di vino e del pane per i poveri.

Nel 1245 il frate domenicano che divenne poi San Pietro Martire era intento a predicare contro gli eretici ed una grande folla si era radunata nel Mercato Vecchio fino alla Piazza delle Cipolle. Un cavallo nero imbizzarrito si lanciò in mezzo alla folla spaventata. Pietro se ne accorse e fece un segno della croce in direzione del cavallo che si fermò e sparì verso via de Vecchietti. All’angolo del Palazzo Vecchietti c’è – a ricordare l’episodio – il diavolino che il Giambologna forgiò su ordine della famiglia…

Procedendo sulla via Vecchietti , nella torre campanaria di Santa Maria Maggiore c’è una testa di pietra: la “Berta”. Nel 1327 tal Cecco d’Ascoli, professore, studioso ma – purtroppo per lui – anche alchimista, veniva condotto al rogo.

Dato il caldo e la polvere chiese un po’ di acqua. Da una finestra del campanile una donna, la Berta – che guardava lo spettacolo – urlò “Se beve non brucerà” e Cecco d’Ascoli, di rimando “E tu non leverai più la testa di lì”. Se la cercate, guardate in alto….ma proprio tanto in alto…..

Riguardo alla Berta c’è un’altra leggenda: sembra che la donna avesse fatto fondere una campana per permettere ai fiorentini che lavoravano nel contado di arrivare a tempo alle porte della città prima della loro chiusura. Prima, infatti, capitava che arrivassero tardi ed erano costretti a tirare sassate alle porte, nella speranza di farsi sentire….. ancora adesso a Firenze, a chi arriva proprio all’ultimo, si dice che è arrivato “alle porte co’ sassi”!!!

E siamo in Piazza del Duomo. Circondata da piante di azalea c’è la Colonna di San Zanobi: nel 429, al passaggio delle spoglie del Santo, che venivano traslate in Santa Reparata, un olmo completamente secco rifiorì all’istante.  Nel 1334 fu costruita la colonna a ricordo dell’episodio e sulla colonna si può vedere un piccolo albero in ferro.

Girando intorno al Duomo, aguzzando la vista, si vede in alto la testa di un toro con due belle corna.

La testa sarebbe stata collocata da un maestro carpentiere che lavorava alla costruzione del Duomo, amante della moglie di un fornaio. Scoperti i due, il fornaio li aveva fatti giudicare e il carpentiere per ripicca aveva messo quella testa “cornuta”….

Dall’altro lato della piazza, di fronte al “Canto de’ bischeri” c’è in terra un tondo di marmo bianchissimo, che spicca nella pavimentazione della piazza: ricorda il punto dove si fermò la sfera dorata posta in cima alla Cupola, caduta a causa di un fulmine nel 1600. Miracolosamente non provocò nessun danno!

A proposito dei “bischeri”, si trattava di una famiglia ricca e influente che aveva i suoi possedimenti proprio dove doveva venire costruita la Cattedrale. Nonostante le offerte anche alte di rimborso non volevano cedere i terreni. Così, guarda caso, un giorno capitò che tutti i loro possedimenti finirono in un rogo…..è chiaro perché a Firenze si dà del bischero…..

Sulla piazza del Duomo si affaccia la Piazza delle Pallottole,

 in cui era permesso il gioco delle pallottole (una specie di bocce) che i fiorentini amavano moltissimo. Doveva però essere abbastanza rumoroso perché in altre zone della città si possono vedere le targhe degli Otto di Balìa che ne proibivano il gioco.

Nella Piazza, accanto alla facciata di una casa, tra due negozi, si trova un masso: una targa posta sopra di esso dice “Sasso di Dante”…..lì si sedeva Dante a osservare i lavori della costruzione della Cattedrale.

Si racconta, per ricordare la grande memoria del Poeta, che un giorno, mentre era assorto nei suoi pensieri passasse un conoscente che gli chiese “Dante, quale è il cibo che più vi piace?” e lui rispose “l’ovo”. Passando di lì dopo più di un anno quella persona ritrovò Dante allo stesso posto e gli chiese “con cosa?” e Dante, senza scomporsi “co’ i’ sale!”

Segue……

  1. La storia di una città è fatta di tanti frammenti che spesso poi si perdono nel corso delle epoche, è bello ritrovare il tempo e il desiderio di riscoprire gli angoli e gli aneddoti relativi. Un abbraccio, carissima Fausta, buona giornata, speriamo di sole, ma, tanto, che problema c’è, tu lo porti dentro 🙂

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  2. Molto interessante e ricco di curiosità storico-artistiche questo tuo post!
    Quella su Dante mi ha fatto pure sorridere… pensare che io a volte mi dimentico di aver detto qualcosa dopo pochi minuti 😉

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  3. Che bello Fausta, sai che amo anch’io gironzolare per Udine in cerca di scorci nascosti? Ho in mente un post da un pò di tempo..a volte mi avvilisco vedendo la trascuratezza nel conservare vere e proprie opere architettoniche, una bella giornata a te 🙂

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  4. Veramente sei una guida eccezionale e piacevolissima da seguire nella lettura della tua camminata. Ottima iniziativa questa dell’Associazione culturale Factory Athena di Firenze!!!! Un abbraccio cara Fausta.

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