Ricordando il Maestro Abbado

Con il suo impegno politico

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Con la sua carica di umanità, simpatia, amore

Con la sua capacità di farti entrare nella musica e il suo gesto ampio e incisivo

GRAZIE MAESTRO!

 

  1. “…15 anni. Gli anni delle scelte difficili ma necessarie. Avevo tante passioni, per esempio mi piaceva scrivere e suonare ma era arrivato il momento di selezionare le mie attitudini.
    Dovevo concentrarmi su una cosa e decisi di studiare orchestra, pianoforte, composizione al Conservatorio.
    Il talento è una straordinaria fortuna che una volta riconosciuta hai il dovere di amare e non sprecare. Il talento è un avventura mistica non il traguardo di una carriera, che devi riuscire a vivere con semplicità e ironia senza mai sentirti prigioniero delle sue seduzioni. Ecco per esempio perchè non amo i confini limiti, le barriere. Il talento se coltivato ti spinge con una forza misteriosa a una continua ricerca di un punto più alto di quello che hai appena raggiunto. Se ci credi, puoi non fermarti mai.
    (..)Ho sempre cercato di non cadere nella trappola del successo, di non restare schiacciato dall’auto compiacimento… (..) C’è una cosa, la più importante , difficile da spiegare con le parole. Bisogna provarla. Gli applausi, le ovazioni, l’armonia di un orchestra guidata dalle tue mani e dai tuoi occhi, il riconoscimento del pubblico in sala: sono tutte cose che fanno piacere. Ma il punto più alto è quando senti che il talento è stato riconosciuto e ha scavato un solco in chi ti ascolta, e il momento in cui riesce a commuovere. Quando qualcuno piange. Le sue lacrime sono le tue, e senti l’ebbrezza, l’emozione della felicità.”
    Claudio Abbado intervistato da A. Galdo nel libro “Non Sprecare “Einaudi

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    • Ti ringrazio tantissimo per questo stralcio di intervista a Claudio Abbado. Grandissima persona il Maestro. Il suo talento, La sua gioia di “essere musica” trasparivano dai suoi occhi e dal suo sorriso…fino all’ultimol

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  2. Mi dispiace moltissimo di non aver avuto mai l’occasione di vederlo dal vivo.
    Ma ho tutte le sinfonie di Beethoven dirette da lui. Mi ricordo, così, a mente, l’immagine del suo sopraffiato d’emozione alla fine della IX. Era sopraffatto dalla fatica. O forse er a l’emozione della partecipazione emotiva all’opera. E’ un’immagine di direzione d’orchestra che mi era rimasta impressa dal momento che l’ho vista e ogni volta che vedo un direttore dirigere con la bacchetta non posso evitare di fare confronti. Confronti senza senso, certo, ma … che ci posso fare?
    Purtroppo è andato via anche lui.
    E siamo sempre più soli.
    Dobbiamo consolarci però con la vita, a noi rimane sempre quella, con lei giochiamo giorno per giorno.
    Un abbraccio, Fausta,
    Piero

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