Domenica delle Palme

Per riflettere

Da un brano di Paolo Curtaz

Abitudini
Siamo talmente abituati alla morte di Dio, talmente riempiti di riflessioni e meditazioni, e stanche prediche sulla salvezza, da avere tutto chiaro, tutto colto, tutto imparato. Non ci serve null’altro. Al più qualche emozione resa possibile dalle nuove tecniche, dalla modernità e dai prodigi della tecnica, una cruenta passione come quella di Gibson, ma nulla di più.
E assistiamo ancora una volta al dono di Dio come se fosse una cosa dovuta, un evento banale, quasi abitudinario, presente ma debole, scontato ma inutile.
Peggio: ci fermiamo alla crosta, ascoltiamo e diciamo parole di cui non conosciamo veramente il significato.
Gesù è morto per noi. E nessuno sente il bisogno di salvezza.
Egli è morto per i nostri peccati. E noi stiamo attenti a sottolineare i peccati degli altri.
Ha donato se stesso. E non sappiamo che farcene di questo dono.
Avessimo il coraggio di tornare a quei giorni, di riviverli, di lasciarci interrogare e scuotere!
Avessimo il coraggio di osare perforare i Vangeli, di toglierli dalla patina di incenso che li avvolge per guardare negli occhi il Nazareno che ha deciso di donarsi fino in fondo.
Lo spettacolo è pronto, tutti i protagonisti sono la loro posto.
Ha inizio la morte di Dio.

Abbiamo il coraggio, in questi giorni, di rimetterci in gioco, di identificarci.

domenica_delle_palme1

  1. La tua scelta di come esporre il sacrificio e la passione è il Tuo dono , dono che incanta la mia anima da sempre e mi spinge alla riflessione e introspezione. Nel cuore, Fausta. Sei li.

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  2. Ci fa troppa paura. Ci siamo quasi “abituati”, come scrivi tu, a quel Crocifisso che nelle chiese rappresenta il massimo sacrificio di un uomo. Ha dato la sua vita per quella di tutti noi. E noi. Lo guardiamo. Ma davvero lo guardiamo? O semplicemente accettiamo che stia là e portiamo delle croci appese al collo senza renderci conto di tutta la sofferenza vissuta da quell’uomo per noi. Eppure, cominciare a “guardare” a quel sacrificio con occhi nuovi e con AMORE, quello di cui ancora non siamo capaci, potrebbe essere un’occasione per cambiare il nostro modo di vivere, di scegliere, di “amare” …

    Buona serata, e un sorriso. Gg

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