Gli occhi dei bambini siriani

Pensiamoci…..

  1. Cara Fausta,
    mi fa molto piacere leggere il tuo post.
    Anch’io penso che oggi in Italia ci sia un’indifferenza ipocrita sulle morti dei migranti che cercano scampo dalle tragedie dei loro paesi sul mare Mediterraneo, verso la “Terra promessa”.
    C’è una rimozione psicanalitica delle loro morti, delle loro vite, delle loro tragedie, dei loro destini recisi da una ghigliottina volubile e crudele.
    Non basta la finta indignazione dei tiggì dell’ora dei pasti a scaricare il carico di colpa dell’occidente panciuto per quelle terribili tragedie: non basta, perchè nessuno parla di cosa accade delle centinaia e centinaia di sopravvissuti a quelle stragi del mare.
    Cosa fanno? Cosa mangiano? Quanto tempo stanno in Italia? E dopo dove vanno? E cosa fanno per vivere? eccetera eccetera.
    Quante domande ci porremmo se fossero i nostri familiari, i nostri fratelli, a correre quei destini funesti?
    Ma all’occidente grasso e sazio non interessa nulla di quelle vite.
    Le morti, invece, ho il sospetto che tornino utili, perchè, almeno in parte, risolvono il problema.

    Il razzismo dell’occidente non è quello che discrimina gli uomini sulla base del colore della pelle, ma quello che li divide in ricchi e poveri.
    Neanche l’alibi del “furto di lavoro”, ormai, tiene più: quei poveri Cristi fuggono dalla loro terra non perchè cercano un lavoro – adesso non sono più migranti, ma profughi, quelli che a migliaia attraccano nelle nostre terre del sud – ma fuggono dalla miseria di guerre e disfacimento dei loro paesi.
    E anche se questa differenza è di fondamentale importanza per cercare di porre qualche rimedio a quelle situazioni e per offrire un pò di sollievo a quelle disperazioni, cara Fausta, oggi, nessuno, a parte i pochi come te e come i francescani di cui racconti, si interessa a quei dolori.
    Quello che sta accadendo ora, qui, intorno a noi, meriterebbe qualche intervento umanitario ed anche un pò di calore umano, come credo si siano meritati i profughi delle guerre europee del secolo scorso.
    Ma i profughi europei erano profughi “ricchi”, a confronti dei miserabili che scappano in mezzo al mare, che scappano inseguiti dagli eserciti nemici, dalle carestie fameliche, dai deserti infuocati, dai mari pieni di pescicani ed anche dai pescicani che si muovo sulle terreferme di partenza e di arrivo.
    Ma a parte te, a chi interessa qualcosa di quelle bocche da sfamare?
    E se invece che bocche da sfamare, fossero mercati da conquistare, non pensi che troverebbero un’accoglienza di ben altro calore?

    Un abbraccio,
    Piero

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  2. Ciao Fausta, “E distinguere chi viene da noi solo per rubare o fare accattonaggio da chi – con profonda dignità –” mi ricorda una obiezione stupida che fanno molti italiani sugli immigrati, “noi all’estero ci siamo andati per lavorare, loro vengono qui per rubare”. Questa obiezioine è sbagliata per due motivi: “di tutta l’eba un fascio” -noi abbiamo emigrato per lavorare, loro no…”- e perche’ noi italiani non saimo stati dei santi, abbiamo portato anche la mafia in america ed in altri paesi. Tutto il mondo è paese, ci sono immigrati buoni e no, come ci sono italiani-anche emigrati- buoni e no.. ciao 🙂

    Marghian

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