2 giugno 1946

Una giornata che ricordo bene…. l’orgoglio e la determinazione nello sguardo di mia madre mentre si preparava ad andare a votare!
Per me, piccina, è stata una grande lezione di vita e di storia!

E poi le innumerevoli mattinate ai Fori Imperiali alla sfilata …. la lunga camminata con le mie sorelle  (poveri piedini miei!) per arrivare – niente mezzi di trasporto, in festa anche loro….

Abbiamo avuto sempre il privilegio di assistere dalla tribuna di fronte a quella del Presidente: Allora c’erano i familiari delle Medaglie d’oro (quest’anno c’erano i sindaci) ma comunque era lunga e abbastanza noiosa, almeno per me.

Riprendevo il vivo solo quando vedevo farsi il vuoto sulla via: quel momento era sempre un’emozione! L’arrivo dei Bersaglieri, di corsa, con la loro fanfara… e questo effetto me lo fanno ancora!!!

Ho acceso un attimo la TV proprio nel momento in cui arrivava la fanfara sorvolata in cielo dalle Frecce Tricolori…. Poi ho spento, non mi andava di sentire le solite vuote parole inneggianti ad un Paese che oramai non esiste più…

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  1. Oggi guardando il filmati dal passato sembra di vedere la gente fiduciosa gioiosa … e oggi tutto modernizzato ma nonostante abbiamo perso qualcosa, l’unità fra la gente di sentirsi una grande nazione..

    … a volte se potrei vorrei vivere in un’altra epoca spesso mi domando se sono nata troppo tardi e troppo presto…

    Cara Fausta ti abbraccio Bussi Pif ❤

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  2. Io sono stato in giro, in questi giorni, e non ho visto neanche una scena. Solo, il 2 mattina, mentre andavo via da Roma con la macchina, ho intravisto in cielo lo stormo delle Frecce.
    Ma è una festa strana, questa, in questo periodo.
    Non so se importi più a qualcuno.
    Era la Repubblica, era la democrazia, era la libertà…
    Ma oggi…
    Oggi, vedi, si vota, ma è come se non si votasse più.
    Oggi a Roma si vota, a Napoli si vota, e a Milano, eccetera.
    Ma a chi importa?
    E’ un imbarazzo, un peso, un ingombro.
    La democrazia è un fardello fastidioso.
    In Austria, in USA, in Gran Bretagna… avanzano i plotoni di populisti stanchi di scegliere, di valutare, di decidere…
    I tuoi piedini di bambina, stanchi, andavano e venivano a vedere la Repubblica che si faceva.
    Oggi, invece, la fatica di muovere i passi verso il seggio è paralizzante.
    Oh, beh, io, si, ho votato.
    Anche i miei, moglie e figlio.
    Un barlume di coscienza ancora ci tiene insieme.
    Ma è stato difficile, bisognava scegliere fra il male ed il peggio.
    Io, ovviamente ho scelto, il meno peggio, ma che delusione, che dispiacere.
    E penso a mio figlio.
    Adesso è giù, è andato al seggio, ad esercitare il suo diritto di essere uomo, cittadino, persona.
    Cosa avrà in cambio, domani?
    Non lo so, spero conservi la sua forza intatta.
    La forza di lottare, anche se in modo diverso da come è toccato a noi, diversamente a te da me. Ma abbiamo lottato.
    Speriamo che anche lui, e altri come lui, continuino a lottare.
    Altrimenti… se il cielo si chiude, e arrivano i temporali, come facciamo?

    Un abbraccio forte,
    Piero

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    • Grazie Piero! C’è tanta amarezza nelle tue parole, la stessa che mi ha portato a quei ricordi per riempire il vuoto che sento ora…
      Resto aggrappata alla speranza ma in questo periodo è un esercizio difficile, faticoso!
      Penso soprattutto ai miei nipoti, 13 e 16 anni e una gran gioia di vivere…. che futuro avranno?
      Scusami, stasera sono un po’ triste..
      Ti abbraccio
      Fausta

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      • NOn sei tu ad essere triste, ma purtroppo è la realtà di questo periodo.
        Sai che io sono sempre ottimista, o almeno, cerco di esserlo fino in fondo.
        Ma in questi mesi qualcosa nel mondo sta cambiando, le dinamiche della storia, diciamo così, sembrano impazzite.
        E questo mi mette tanta paura.
        Magari ne devo fare un post sulla mia repubblica, ma davvero è inquietante ciò che potrebbe avvenire nei prossimi pochi mesi, solo una manciata di settimane…
        Un abbraccio,
        Piero

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  3. Il 2 giugno, una giornata per ricordare. Ed io, il 14 di giugno, mi ricordo di te, Fausta 🙂 Scusami, davvero, se non passo nel tuo blog, e’ proprio che non ho tempo di nulla, lavoro- fare spesa, lavoro- polizie di casa, lavoro- altro da fare, lavoro-stanchezza serale, credo di aver scritto tutto. E mi si dice “beato te che sei da solo e ti resta tempo”. “E’ il contrario, provalo…” e’ la mia risposta standard.

    Comunque, la conquista suggellata il 2 giugno del ’46 e’ stata una tappa notevole nel progresso sociale. Ciao Fausta, stammi bene a presto (vienimi a leggere, se puoi, ci sono alcune cosette. Ciao ciao 🙂

    Marghian

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  4. “le frecce tricolori”. Direi che le pattuglie aeree acrobatiche in genere, non solo italiane, sono per me uno stupore. Una volta vidi un documentario sugli aerei, che terminò con una frase: “l’aviazione ci stupirà sempre”. Ed e’ vero.

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