1. Ti sorprendono come un filobus in una città con le strade deserte. Giungono in punta di piedi su scarpe che sussurrano all’asfalto. Ti camminano al fianco e sorridono con occhi luminosi e pieni di malinconia. Un sole tiepido accarezza loro le spalle e le scalda come uno scialle caldo della nonna.
    Le definiscono “mezze stagioni” ma ti colmano la vita.
    Autunno: per alcuni tempo della tristezza, per altri momento di gioiosa malinconia. Le ore dell’attesa, delle foglie che sono pronte a dire addio agli alberi per planare eleganti sul selciato che le attende. Capaci di mutare colore ad ogni spiffero di vento, prima verdi, poi rosse, dorate e infine marroni.
    Una vita racchiusa in quei pochi attimi dal cielo alla terra, infinite storie da raccontare in quel volo che sembra eterno ma dura un momento.
    L’autunno: uno squarcio di luce leggero e prepotente da dietro un palazzo; un via-vai di persone che corrono assorte e hanno in testa mille cose da fare.
    “Sono” l’autunno i bambini che si affacciano all’esistenza con il solo peso di uno zaino dai colori sempre più intensi; “sono” l’autunno gli occhi luminosi delle ragazze che hanno abbandonato nella borsa le lenti scure dell’estate.
    L’autunno è il ritmo blando di chi deve affrettare il passo. La stagione dei libri nuovi che non vuoi aprire per non sciupare le pagine. E’ il frusciare delle ore di luce che ti portano per mano verso una sera dolce e preziosa. L’autunno è una giacca di renna che sa di cioccolato, una giacca per attraversare un parco e “canticchiare” con la mente un pezzo di Lucio Battisti. Una canzone che parla di carrelli da spingere al supermercato “sottobraccio a te” e di “prezzi rincarati”. Tu cammini con le mani nelle tasche a frugare biglietti dell’autobus e chiavi di casa.
    C’è un ragazzo con la barba sulla panchina e al collo una sciarpa scura, lo fissi senza guardarlo e ti chiedi cosa starà pensando. Forse perché l’autunno è la stagione per riflettere e ti sembra normale che tutti stiano lì a fare un bilancio della giornata o, magari, di un’intera esistenza.
    Alla fine del sentiero ci sono due strade come accade spesso nella vita. E nessun “vigile” ad indicarti dove andare. Puoi lasciar decidere ai tuoi piedi o fare conto sulla testa.
    Qualunque sia la decisione il risultato è dentro una busta chiusa che nessuno sa quando te l’apriranno. Tu sai solo che devi andare e farlo in autunno è sempre un po’ più leggero. Anche se ti sei lasciato il sole alle spalle e davanti c’è solo l’inverno, quella che neanche un meteorologo pazzo può chiamare “mezza stagione”.

    GRANELLI D’AUTUNNO
    di Fausto Corsetti

    Un caro saluto
    Fausto

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  2. L’autunno, la stagione dei poeti, la piu’ decantata. Io amo l’estate, tanta gente, le spiagge affollate, le piazze affollate, amici che vengono in ferie. Ora comincia per me il mortorio, specie quando entrerà l’ora solare. Pazienza..ciao Fausta 🙂

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