IL PASSEROTTO

È dall’inizio del pomeriggio che sento cinguettare sul balcone ma così da seduta non riesco a vedere chi è. Deve essere il passerotto che viene spesso a becchettare sulle piante, con garbo, senza sciupare niente. Forse è la sua gentilezza che lo tiene lontano dal gruppo chiassoso che si litiga le briciole sull’altro balcone…

Oggi però c’è qualcosa di diverso, va e viene, continuamente…

Devo assolutamente guardare cosa fa, così mi alzo e lo aspetto nascosta dietro la tendina, armata della macchina fotografica perché sono sicura che c’è qualcosa di bello da conservare.

Eccolo che arriva e si posa sulla grande ciotola che aspetta la fine delle giornate di pioggia per riempirsi di primule colorate. Quel pochino di erbetta che copriva la terra si è trasformata in paglia…

Il passerotto arriva e comincia a strappare quei fili di paglia e quando in bocca ne ha un bel mazzettino riparte per tornare dopo poco a fare un altro raccolto.

Quattro ore son passate in questo via vai, con tanta pazienza il passerotto ha raccolto un bel mucchietto di paglia tenera… sta preparando il nido per accogliere i suoi piccoli!!!

Ho posato la macchina fotografica, non me la sento di disturbarlo: è troppo importante il suo lavoro ed è fatto con tanta fatica e tanto amore che posso solo restare lì a godere lo spettacolo, in silenzio e ferma!

E così l’unica foto è quella della ciotola con i suoi filini di paglia. Il passerotto immaginatelo voi, un piccolo, tenero uccellino con il suo carico di amore e di tenerezza!

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LALLA

Capitano dei momenti in cui una foto, una parola, ti portano indietro nel tempo…

L’avete visto…mi succede spesso, sarà l’età o il fatto che il tempo per pensare  fortunatamente si è dilatato.

Così una poesia letta ieri mi ha rimesso davanti agli occhi la nostra canina Lalla.

Lalla arrivò in casa nostra negli anni 80, piccolissima, più o meno 15 giorni…

Eravamo in vacanza a Baia Felice, sul litorale Domizio. Da poco era sparito il nostro cane, un setter bianco-arancio con tanto di pedigree e campione di bellezza. L’aveva voluto mio marito cacciatore (allora) che se ne era innamorato. Un giorno il cane si era perso nel bosco e non era tornato (cosa che faceva sempre pur allontanandosi per qualche tempo). Lo cercammo dappertutto ma inutilmente…

Fu un dolore immenso per mio marito e per me e le figliole perché gli eravamo tutti molto affezionati, e quando in una passeggiata sul mare vedemmo una canina giovanissima ma molto simile al nostro Jack ci fermammo a parlare col il proprietario che ci disse che doveva farla figliare per cui, se volevamo, ci avrebbe avvisati e avremmo potuto prendere uno dei cuccioli.

Quando mesi dopo arrivò la telefonata mio marito e il fratello partirono subito. Ma arrivati laggiù trovarono una meticcia nera e marrone, minuscola, che ovviamente fu regalata con tante scuse in verità poco plausibili.

Nonostante tutto fu messa in una scatola da scarpe, anche se sia mio marito che il fratello fossero sicuri che sarebbe morta per la strada tanto sembrava debole…

Ma una volta arrivata a casa cominciò a fare le feste a tutti, divorò una ciotola di latte e si addormentò tranquilla. La mattina dopo era vispa come un grillo!

Per un po’ di giorni bevve latte ma poi passò – nonostante fosse tanto piccina – alla carne. Il suo appetito crebbe con la taglia e solo perché a caccia faceva chilometri non diventò un bidoncino… invece rimase sempre snella.

Lalla restò con noi per 15 anni, un personaggio dalla simpatia e intelligenza unica, che faceva innamorare tutti e in casa era come una figlia per noi e una sorellina per le bambine. Ci regalò tanto amore e ne ebbe tanto da noi ed è per questo che le parole di questa poesia di Anonimo mi hanno tanto toccato.

Eccola:

Di volta in volta, le persone mi dicono,
“ma va, è solo un cane” o
“sono un sacco di soldi solo per un cane”.
Loro non capiscono le distanze percorse,
il tempo speso, o le spese necessarie
“solo per un cane”.

Alcuni dei miei momenti più orgogliosi
sono avvenuti con “solamente un cane”.
Ho passato molte ore con “solo un cane”

come mia unica compagnia,
ma non mi sono mai sentito trascurato.

Alcuni dei miei momenti più tristi
sono stati sorretti da “solamente un cane”,
e in quei giorni di buio,
il dolce tocco di “solamente un cane”
mi ha dato conforto e ragione per superare la giornata.

Se anche tu pensi che sia “solo un cane”,
allora probabilmente non capirai frasi come
“solo un amico”, “solo un’alba”, o “solo una promessa”.
“Solo un cane” porta nella mia vita
la vera essenza d’amicizia, fiducia, e gioia pura e sfrenata.

“Solo un cane” tira fuori la compassione e la pazienza
che mi rende una persona migliore.

A causa di “solo un cane” mi rialzerò presto,
farò lunghe passeggiate e guarderò al futuro con desiderio.

Quindi per me e per la gente come me,
non è “solo un cane”,
ma l’espressione di tutte le speranze ed i sogni del futuro,
gli adorabili ricordi del passato, e la pura gioia del momento.

“Solamente un cane” porta alla luce ciò che c’è di buono in me
e devia i miei pensieri lontano da me
e dalle preoccupazioni della giornata.

Spero che un giorno tutti potranno capire
che non è “solo un cane” ma la cosa
che mi dà umanità e mi mantiene “solo un uomo”

Quindi la prossima volta che senti questa frase
“solamente un cane”, sorridi,
perché loro “solamente non capiscono”.

Anonimo

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Un’amica…

Una mia cara amica ha scritto questa delicata favola. L’ho letta sulla sua pagina facebook e le ho subito chiesto se potevo condividerla. E’ tenera e piena di speranza.

Grazie Michela!

Favola del buongiorno

Controindicazioni: non adatta ai cuori duri, ma anche a quelli troppo teneri.
L’ho detto. 😜❤

(dedicata alla bambina che ero e che ancora sono, a volte)

La bimba, appena sveglia, per prima cosa aprì la finestra e mise fuori le bricioline per gli uccellini.
Attese. 
Eccoli!
Li guardò con tenerezza e poi prese coraggio e disse:
“Mangiate e riprendete forza per volare fin laggiù, dove si piange sotto la neve, dite loro di resistere!”
Chiuse la finestra. 
Una piccola lacrima scese sulle guance dolci.
La mamma l’abbracciò:
“E questa lacrima di tristezza?”
“no, mamma, non è di tristezza, è di speranza”
fine
e
inizio

uccellino

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 14.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 5 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

LA VIGGIJA (LA VIGILIA)

Quarche anno fa, er giorno de viggija
Magnavi magro, come da precetto
Un pesce lesso, prima d’annà a letto
E due patate pè tutta la famija

Che er giorno doppo era poi Natale
Er compleanno de Gesù Bambino
E nell’attesa era assai carino
Er “predisporsi” fisico e mentale

Oggi se dici magro dici pesce
…ma er più costoso, quello prelibato
Perché la ggente, e qui non se ne esce,

più che ar natale pensa al suo palato!
…Sarebbe da provà quanto ci “accresce”
Er non magnà…se magna ‘n affamato!

Michele la Ginestra

Mensa-dei-poveri-Crotone

Dolcissima

È troppo bella per non sentire il desiderio di conservarla e condividerla!

Briciolanellatte Weblog

luna e balloonMia dolcissima. Riesco a immaginare quel tuo sguardo tra l’incredulo e il preoccupato nel leggere queste poche righe. Ho riflettuto molto se scriverle o no, ma poi ho pensato a quanto sarei stato felice, io, se a scriverle fosse stato mio padre.
No, non si tratta di un gelido e burocratico testamento: tutto ciò che è stato mio è tuo, semplicemente perché lo è sempre stato. No. Si tratta piuttosto di un modo per parlarti quando parlarti non sarà più possibile. Ciò che più mi è mancato da parte di mio padre è stato il non poterlo salutare un’ultima volta. Quel suo andarsene silenzioso e solo nel primo abbraccio del mattino mi ha lasciato un senso di incompiutezza, di sospensione, di non finito. C’erano ancora mille incomprensioni da dipanare, mille sorrisi imbavagliati dal rancore da liberare e altrettante parole, dure come sassi, ma leggeri come coriandoli, da dire. Certo, forse io e lui…

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