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Quando nel 1970 sono venuta ad abitare in questa casa, dopo i tre anni vissuti a Siena, di fronte avevamo solo una grande fabbrica – capannoni bassi, poco rumore e nessun fumo inquinante e un bel “fazzoletto” di terra dove una contadina, la mitica Attilia, teneva polli e conigli e coltivava la terra vendendo poi i suoi freschissimi prodotti. C’erano dei bellissimi alberi che creavano un’isola ombrosa dove si restava volentieri a chiacchierare, ed una polla di acqua freschissima e buona (un gran dono dato che dopo l’alluvione l’acqua era ancora imbevibile). Dal mio balcone al 4° piano vedevo il Parco delle Cascine e più in là le verdi colline che circondano Firenze come una corona per questa splendida città, e splendidi tramonti ed il cielo che ancora lasciava vedere le stelle.

Per tanti anni ho goduto di questo privilegio, la strada si era allungata e nella parte nuova crescevano palazzi ma la fabbrica impediva che si costruisse di fronte al mio.

Una quindicina di anni fa le cose cambiarono. La fabbrica fu chiusa e il terreno dell’Attilia espropriato: presto si inselvatichì senza che nessuno facesse niente.

Solo i bambini della vicina scuola elementare, dove andavano anche le mie figlie, fecero un’azione di protesta perché il terreno fosse almeno ripulito permettendo loro di andarvi a giocare al sicuro dalle macchine. La rete intorno si riempì di disegni fatti dai bambini e di letterine all’amministrazione comunale….ma nulla.

Poi furono tagliati gli alberi e sorsero quattro mega palazzoni, quattro cubi di 1000 appartamenti l’uno, a mio parere (e non solo mio) particolarmente brutti. Rimase libero solo il vecchio campo, sempre più selvaggio e sporco ed anche pericoloso perché sarebbe bastata una scintilla per scatenare un incendio.

Solo all’inizio di questa primavera una mattina si videro i giardinieri del Comune al lavoro: tagliarono tutta l’erba, misero quattro panchine, recintarono tutto e sul cancellino che si apriva sulla strada attaccarono un cartello che fu per tutti una piacevole sorpresa.

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Ben presto arrivarono i primi ospiti, i cani dei palazzi intorno con i loro padroni a godere di quello spazio libero e sicuro e questa estate sono stati per me il passatempo pomeridiano mentre mi riposavo sul balcone….

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Non c’è niente che aiuti a fare amicizia quanto portare a spasso un cane – lo so per esperienza avendone avuti tanti – e i padroni si ritrovavano sulle panchine a chiacchierare mentre i loro amici a quattro zampe si divertivano….

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Ma la stessa cosa vale anche per i cani che hanno fatto amicizia ed è fantastico vedere come si salutano festosi ogni volta che uno di loro arriva…. Gli corrono incontro abbaiando e si mettono intorno al cancellino per fargli festa, poi corse e salti. Anche fra loro ho visto che si formano delle amicizie più profonde, si stendono sull’erba al sole, vicini come se si raccontassero qualcosa….

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Sono molto istruttivi….non litigano o se qualche volta lo fanno dopo pochi minuti sono di nuovo a giocare insieme mentre conosco buona parte dei loro padroni e so bene che ci sono invidie e gelosie anche se davanti ci sono solo sorrisi!

Ovviamente ci sono i soliti benpensanti che hanno trovato da ridire perché i cani abbaiano ma sono lì solo in orari lontani dal “riposino” pomeridiano e non so a chi possano dare noia, visto che oltre a tutto la strada rimane pulita….

Ora, con tutte queste piogge, nessuno si ferma… spesso i cani vengono mandati da soli nel campo pregno di acqua per i loro bisogni…e che siano veloci!

Sia loro che anche io aspettiamo che arrivino di  nuovo i giorni di sole!

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Rughe all’insù e rughe all’ingiù

anche io voglio avere le rughe all’insù!

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Ci sono molti modi di suddividere gli esseri umani, le disse. Io li divido tra quelli con le rughe all’insù e quelli con le rughe all’ingiù, e io voglio far parte della prima categoria. Voglio che la mia faccia da vecchia non sia triste, voglio avere le rughe che vengono dal riso, e portarle con me all’altro mondo. Chissà che cosa dovremo affrontare laggiù.

Donne dagli occhi grandi, Angeles Mastretta

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Condannati a non sperare per migliaia di anni, di Carmelo Musumeci

Di tutte le prese in giro che ci propinano di questi tempi riguardo ai famosi “cambiamenti” direi che questa è assolutamente la più atroce!

Le Urla dal Silenzio

Certificato di detenzione

Eccolo un documento che testimonia l’assurdità di cui siamo capaci: SCADENZA PENA DEFINITIVA 31/12/9999

e un commento del nostro Carmelo Musumeci

Condannati a non sperare per migliaia di anni

 Matricola: DD2-91-00348. Cognome e nome: Musumeci Carmelo. Nato il 27/07/1955 a Aci Sant’Antonio (CT) Italia. Paternità: Antonio. Maternità: Pappalardo Antonia.

Data di arresto: 22/10/1991. Scadenza pena definitiva: 31/12/9999

(Fonte: Certificato di detenzione del Ministero della Giustizia)

Ho sempre pensato che in natura non c’è nessuna cosa che dura per sempre, se persino le stelle nell’universo alla fine muoiono e si spengono. E che solo gli uomini hanno creato una pena che non finisce mai, inventandosi l’ergastolo ostativo.

Tempo fa uno studente, che aveva letto qualcosa di me in rete, mi ha chiesto se gli mandavo una copia del mio certificato di detenzione per una ricerca universitaria sulla pena  dell’ergastolo in Italia. Erano anni che non richiedevo più il mio certificato…

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* La buona notizia del venerdì:Il bus del tè, per coltivare relazioni

Quanto mi piacerebbe incontrarlo!

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Giuseppe viaggia attraverso l’America del nord a bordo della sua Edna Lu per offrire una tazza di tè verde a chiunque metta in comune un momento di conversazione e di scambio di saperi. La sua ribellione, aiutare le persone a rallentare e a sperimentare convivialità, ha ispirato tante persone in tutto il mondo, dal Canada all’Australia, che ogni giorno mettono a bollire l’acqua per dei perfetti sconosciuti

Giuseppe Spadafora, in arte Guisepi, viaggia attraverso l’America del nord a bordo della sua Edna Lu, un vecchio scuolabus trasformato in casa del tè.

L’idea è quella di una piccola rivoluzione nonviolenta: offrire una tazza di tè verde a chiunque si regali un po’ di tempo per condividere un momento di conversazione e di scambio. Perché farlo? Semplicemente perché nella nostra società ce n’è tanto bisogno. Alla stregua di una piccola ape operaia intenta nell’impollinazione di quanti più fiori riesce a incontrare nel suo…

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Buona settimana

E così anche Ferragosto è passato e questa estate birichina si avvia alla fine.

Quello che ho sempre amato dell’estate erano le serate che passavo sul balcone quando oramai era buio e i rumori della strada si erano spenti.

Allora mi sedevo sulla poltroncina e mi godevo il fresco della sera e guardavo il cielo: nonostante l’inquinamento luminoso qualche stella riusciva a mandare la sua luce fino a me…. bello chiaro il triangolo estivo ma anche qualche altra stellina che – una volta abituatosi l’occhio al buio – potevo  vedere. Le cercavo e riuscivo a trovarle, piccole amiche del cielo.

Era il momento calmo in cui i pensieri scorrevano liberi e magari nasceva qualche racconto o una favola….

Quest’anno in tutta l’estate ci sarà stata si e no una settimana da poter vivere così… e poi acqua a scrosci, a catinelle e cielo nuvoloso e tuoni, lampi e fulmini… bellissimo spettacolo ma da gustare dietro i vetri per non far allagare la casa!!!!

Da un paio di giorni le giornate sono serene, un cielo terso, un bel sole e una temperatura gradevolissima che però la sera si abbassa assai, un po’ troppo per restare ferma sul balcone, preferisco un bel libro in casa….

Va bene, è andata così e forse ci dovremo abituare a questo cambiamento climatico….

Iniziamo questa settimana e questa giornata con la voglia di scoprire quello che ci regalerà….. ci sarà sempre qualcosa di bello per me e per ognuno di voi, ne sono sicura!

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Collezione di dischi rari – vendita benefica

La principessa sul pisello

10309349_655853631160451_3841473660467319224_nCari amici scrivo questo post, per mettervi a parte di un mio progetto. E’ la prima volta che ne parlo pubblicamente, e lo faccio qui, sperando che possiate darmi una mano a diffondere la mia idea. Dalla scomparsa di papà, io e mia madre abbiamo cominciato a ragionare su come utilizzare tutte le cose che papà aveva nel suo studio. Vorremmo che nulla andasse perduto o che alcune cose fossero usate a scopo benefico.

Oggi, vi parlo della collezione di dischi rari. Si tratta di una raccolta di dischi a 78 giri, che consta di circa 750 unità. I dischi sono rigorosamente d’epoca, con pezzi veramente interessanti e autentici. Si possono ascoltare con un normale giradischi che abbia la velocità 78, oppure, per chi ha la fortuna di possederlo, con un grammofono La collezione, munita di un catalogo completo, annovera dischi di arie e pezzi celebri del melodramma,12 opere complete…

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