Che bel colore il viola!!!

 

Che bel colore il viola!!!!!

 

Ieri mi è venuta a trovare una carissima amica. L’ho vista arrivare con un gran fagotto colorato.

È per te, mi ha detto…

 

 

L’ho guardata stupita…… le rotelline della mia testa erano tutte al massimo, ma non riuscivano ad immaginare il contenuto…..

Così, dall’esterno, poteva essere un dolce….. ma era troppo pesante! Idem per i biscotti…

Neppure una piantina (lavorando all’Istituto di Agraria mi ha fatto spesso sorprese di questo genere, magari con un arbusto raro, come questo pero cotogno….

 

 

Tutto questo in pochi secondi. Poso il colorato fagotto sul tavolo e levo la mollettina….. un lembo del tovagliolo cade giù….

 

 

 

Lo levo del tutto…ed ecco …..

 

 

C’è anche una ricetta appetitosa e semplice per fare le melanzane sott’olio…… mi metto al lavoro, vi farò sapere i risultati…..

 

P.S. Chi mi sa dare una ricetta “collaudata” per la Pasta alla Norma?

 

Pausa pranzo

 

PAUSA PRANZO……..

 

 

Se vi capita di avere in casa una mozzarellina di quelle industriali, che sa di poco, provatela così:

tagliata a fette, condita con olio (extravergine  ovvio!), sale e pepe (se piace) e spolverata abbondantemente di parmigiano grattugiato…..

 

 

Risultato garantito…

Fiorentinità

 

*** DOLCI DI CARNEVALE ***

 

Schiacciata alla fiorentina

 

La schiacciata alla fiorentina è una ricetta tipica del periodo di carnevale a Firenze. Era chiamata “schiacciata unta”, per lo strutto usato nell’impasto. Vi propongo la ricetta “leggera”, ma per tornare all’originale bastano poche modifiche.

 

 

250 gr. di farina bianca 00
150 gr. di zucchero
1 uovo
1 arancia (succo e buccia grattugiata)
15 gr. di lievito di birra
1 bustina di vanillina
Olio extravergine di oliva
Zucchero a velo

 

 

Mettete la farina in una zuppiera, aggiungete il lievito e l’acqua, lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo

Aggiungete l’uovo, lo zucchero, la vanillina, 4 cucchiai di olio ed il succo e la buccia grattugiata dell’arancia. lavorate il tutto energicamente per qualche minuto.

Ungete una teglia rettangolare e versateci l’impasto. La teglia deve essere abbastanza grande da far sì che l’impasto risulti spesso non più di 2 cm.

 

Cuocete in forno a 180 gradi per 20-25 minuti, finchè la schiacciata non assume un bel colore arancio dorato.
Una volta raffreddata la schiacciata va cosparsa di zucchero a velo, non una spolverata… lo zucchero deve fare uno strato abbastanza alto e compatto.

Alla fine la schiacciata risulta così . Il giglio è ovviamente facoltativo….

 

 

Per i golosissimi si può tagliare la schiacciata in due fette e riempirla di panna montata…. Pessima idea per il colesterolo… ma ottima, assolutamente ottima per il palato!

 

 

 

una serata semplice

 

UNA SERATA SEMPLICE

 

Spesso le cose decise senza tanti preamboli risultano le più belle.

Qualche sera fa arrivo a casa di mia figlia, dopo una “puntatina” a Pisa, al pisabookfestival – e mi dicono che siamo a mangiare con “i signori di sopra”.

A meno che non si abiti all’attico, in ogni palazzo ci sono “i signori di sopra”. I loro sono Luciano e Tina, due persone davvero molto care. Per me che sono lontana ( Firenze-Livorno non si fa in dieci minuti…) è un piacere sapere che ci sono persone che – in casi di emergenza – si prendono cura dei bambini..

Il signor Luciano questa mattina è andato a pescare polpi e la signora Tina li ha cotti e ne ha fatto una squisita insalata

Da parte nostra si è messo in azione Antonio, mio genero, che, lasciando da parte il bisturi, ha indossato le vesti del cuoco…. anzi, meglio, del pizzaiolo.

 

 

il pizzaiolo1

 

Impasta con energia e mette la pasta al caldo…. Dopo un’oretta o poco più la pasta, gonfiandosi, ha riempito l’insalatiera in una palla soffice e leggera..

Ha mille richieste, Matteo la vuole con il pomodoro e il mais, Ilaria la fa preparare con il pomodoro

 

pizza2

 

poi ci aggiunge lei il prosciutto cotto, si fanno col tonno e cipolla, con gli asparagini di campo, che Tina mette sott’olio…, con acciughe e capperi, poi miste.. con tutto quello che ci si può mettere sopra….

 

pizza1

 

Il forno va a tutta birra e la casa si riempie di un profumino delizioso…

 

pizza3

 

Visto che siamo in tanti e la lavorazione delle pizze ha impegnato tavolo e ripiani.. si decide di andare a mangiare “al piano di sopra”….

Ecco! Mi dispiace…. La macchina fotografica all’ultimo e nello spostamento è rimasta…… al piano di sotto!

Non posso farvi vedere l’allegra tavolata, la squisita insalatina di polpo né la stupenda torta alla meringa che ha concluso il pasto….

Ma vi assicuro che era tutto squisito e che c’è stata tanta semplice allegria….davvero una bella serata!

La prossima volta – perché si rifarà – prometto di portare la macchina fotografica e fare tante foto…

 

 

giuggiole

 

 

FRUTTI D’AUTUNNO – 2

 

Eccole qui queste altre delizie che ci regala l’autunno!

piccole, semplici, umili

così, a vederle, non ti viene voglia neppure di assaggiarle

sembrano più noccioli che un frutti…

eppure quando ci provi

ne senti il gusto asprino, come di piccole mele

sempre più dolci, man mano che maturano

non te le mettere accanto

le finiresti senza accorgertene…

 

le giuggiole

 

 

 

giuggiole2

 

 

riciclaggio

 

L’ARTE DEL RICICLAGGIO

 

 

In cucina ci sono due cose che mi piacciono particolarmente, l’invenzione e l’arte del riciclaggio.

Il punto di partenza è sempre lo stesso, l’apertura del frigorifero.

Il passo successivo può andare in due direzioni: se c’è qualche avanzo bisogna trovare il modo di utilizzarlo, se non c’è niente di particolare bisogna inventare qualcosa che possa stuzzicare l’appetito che, con questo caldo, lascia a desiderare…. Ma non si può bere solamente!

Tra quello che c’è in frigo e quello che c’è in dispensa si può sempre creare qualcosa di leggero e gradevole.

Questa mattina in frigo c’era un  pezzo di polpettone: avrei dovuto scaldarlo, almeno un po’, e figurati se il marito l’avrebbe mangiato! Sarebbe restato lì un’altra volta.

Così l’ho tagliato a fettine e l’ho messo sulla piastra del forno.

Ho tagliato il parmigiano a scagliette sottilissime e le ho messe su ogni fettina a formare un monticello ed ho passato le  fettine sotto il grill fino a che il formaggio non ha fatto una bella crosticina.

Il tutto abbastanza presto da permettere a questo nuovo genere di  crostini di raffreddarsi.

Mio marito mi ha detto che erano buonissimi….infatti non sono riuscita neppure ad assaggiarli!!!

 

 

riciclo

 

 

Dopo questi, che sarebbero stato un po’ poco come pranzo, le Freselle: non è un piatto tipico toscano ma è un ottimo sostituto della panzanella!!

 

 

friselle

 

 

 

Buono!

 

 

 

pappa col pomodoro

 

 

VIVA LA PAPPA COL POMODORO

 

 

 

 Non c’è che dire…. la cucina fiorentina ha alcune ricette che sono veramente appetitose, pur essendo semplici da fare, con pochi ingredienti genuini…..

Qui c’è solo pane toscano “raffermo” – cioè almeno del giorno prima… meglio due – pomodori maturi di quelli belli polposi, olio extravergine, basilico….

Si prepara una salsa di pomodoro molto liquida, io metto solo sale e un po’ d’olio perché così il pepe lo aggiunge alla fine solo chi gli piace…

In una insalatiera si mette il pane a fettine con sopra qualche foglia di basilico, si versa abbondante pomodoro ben caldo e così via fino a che pane e pomodoro sono finiti. Tenete presente che il pane assorbe il pomodoro quindi attenti alle proporzioni!

Quando il pane si è ben impregnato si passa il tutto col passaverdura (se uno ha fretta può usare un minipimer, basta che non lo dica a nessuno!), si lascia raffreddare, si versa nelle ciotole – meglio di coccio… ma solo per bellezza – si versa una “C” di olio, un ciuffo di basilico a decorare…..

Ecco il risultato….

Buon appetito!

 

 

foto varie 002

 

panzanella

 
 

ESTATE

 

Ore 12 del 25 giugno

 

La temperatura è di 34°

 

A pranzo ci vuole qualcosa di fresco come

 

 LA PANZANELLA FIORENTINA

 

 

 

panzanella2

 

 

Pane ammollato e sbriciolato, pomodoro, cetriolo, insalata, tanta cipolla e tantissimo basilico… e per condimento sale, olio vergine di oliva e aceto….

 

Volete favorire?

 

 

orto

 
DALL’ORTO ALLA TAVOLA
 
 

ecco  a voi!!!

 
 
Ed eccolo il primo cetriolo che ho raccolto!!!!!
Dolce, tenero……
Il capostipite di una famiglia numerosa (ce ne sono almeno altri sei e tanti fiori ancora), cugino dei pomodori della pianta vicina che cominciano a prendere colore nonostante la latitanza del sole…..
Una scommessa che né io né Romano (mio marito) avremmo mai pensato di vincere così alla grande!!!!!
 
 
 

Il panino col lampredotto

panino!!!!

 
 
 

Che ci fa un panino nel blog?

Ma l’avete guardato bene? Un fiorentino avrebbe già sorriso….. ma chi fiorentino non è non lo conosce e continua a guardarlo perplesso: è un panino..

No, no… questo è il mitico, godurioso, fantastico panino col lampredotto!

Recita il Devoto-Oli: lampredotto = “parte dell’intestino di bestie macellate, adoperato come vivanda di bassa qualità, ma molto apprezzato nella cucina tipica fiorentina”.

Mi dispiace signor Devoto, mi dispiace signor Oli, voi avete fatto uno dei migliori vocabolari – se non il primo – della lingua italiana, ma sicuramente non avete mai assaggiato il mitico panino, e non avete neppure l’idea di quello che avete perso…

Succede che una mattina, verso l’ora di pranzo, state  tornando a casa e ad un tratto un profumo delizioso vi titilla le papille nasali….

Come nei cartoni animati seguite la scia, sicuri che tra un po’ troverete il baracchino. Il baracchino del trippaio. E lì inizia il rituale……

Il panino (del tipo rosetta) viene tagliato a metà. Il trippaio apre il pentolone dove sta bollendo il lampredotto. Ne appoggia un po’ sul tagliere e lo taglia a striscioline irregolari. Poi chiede “sale e pepe?” e con leggeri movimenti sparge il sale e il pepe sulla carne. Con garbo la carne viene posata sulla metà inferiore del panino. Poi con il forchettone infila la parte superiore del panino e la intinge delicatamente nel brodo caldo, così che il pane si imbeve del liquido caldo senza però sgocciolare….. Lo appoggia sulla carne e dà una leggera schiacciatina al panino perché il tutto si amalgami….

A questo punto la cosa migliore sarebbe mangiarlo lì per lì, in compagnia degli altri estimatori – tanti – ma se proprio uno preferisce mangiarselo a casa bisogna che affretti  il passo, perché il panino deve essere caldo caldo.

Vi assicuro che scalda le mani, lo stomaco e il cuore…..

Questo l’ho mangiato oggi.