Sabato Santo, Domenica di Pasqua

Sabato Santo. La giornata del silenzio.  La terra è vuota, questa mattina anche gli uccellini hanno cantato  piano per non disturbare il raccoglimento.

Quando ero piccola anche nelle Chiese dominava il silenzio: l’altare spoglio, le candele spente, il tabernacolo aperto e tutte le immagini coperte da un drappo viola

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e su, nel campanile, le campane “legate”.

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In casa fervevano i preparativi. Dal giovedì mamma aveva iniziato a fare le pastiere, per tutta la grande famiglia (nonni, zii, nipoti .. eravamo sempre una quindicina almeno di persone al pranzo pasquale!): il suo contributo alla tavolata!

Le pastiere di mamma erano di una bontà straordinaria, prepararle così per tempo permetteva a tutti i sapori di amalgamarsi; tutti i ripiani del ripostiglio – con la finestra aperta dato che ancora non c’era il frigo a casa – erano occupati dalle teglie argentate e il profumo di vaniglia, crema e cannella si spandeva per tutta casa… altro che bastoncini d’incenso!

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Il pranzo del sabato era frugale, in casa si facevano le ultime pulizie: l’indomani sarebbe passato il prete a benedire e tutto doveva essere lucido e in ordine.

Poi domenica mattina, la festosa mattina di Pasqua, quando le tenebre lasciano il posto alla Luce del Cristo Risorto, tutti insieme -papà, mamma e noi tre sorelline – a Messa alle 11. Alla fine della Messa – era mezzogiorno – si scioglievano le campane ed era per tutta la città un allegro scampanio, e il prete passava in tutte le case con l’acqua appena benedetta.

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E con quella magia che solo i genitori sono capaci di fare sotto il naso dei figlioli, sui nostri letti apparivano all’improvviso tre grandi uova di Pasqua!

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Domani passerò la Pasqua con le figlie a Livorno…

Allora a tutti

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Compito a casa

Per quest’anno il primo buon compito è quello di segnare per ogni casella – per ogni giorno cioè – una cosa bella che ci è accaduta, anche piccolissima …

Se apriamo bene gli occhi, se apriamo il cuore e la mente vedremo che ogni giorno porta in dono qualcosa di bello e di buono e la nostra vita ne avrà un gran giovamento!

Allora forza, diamoci una mano e facciamo insieme questo proposito, farà bene a noi e chi ci sta vicino… e forse riusciremo a contagiare altri in una bella epidemia!!!

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All Hallows’ Eve

Che vuol dire “Vigilia di Tutti i Santi”… il nostro Ognissanti….

Da qui Halloween.

Probabilmente già negli antichi ludi romane si può trovare traccia di questa festa, ma storicamente le origini vengono fatte risalire ai Celti, popolo di pastori, che alla fine dell’estate riportavano a valle le greggi. Finiva così la stagione estiva e il 1° novembre festeggiavano l’inizio del nuovo anno con la festa di Samhain, signore dell notte e delle tenebre. Nella notte gli spiriti dei morti tornavano a festeggiare insieme ai vivi il raccolto, e esorcizzavano la paura antica della morte e delle calamità…

Niente a che vedere con le zucche, le ragnatele ed  i fumetti pieni di spiriti, con i bambini che girano per le case con il loro “dolcetto e scherzetto”.

Non sarebbe niente di male se la festa non fosse diventata la festa del consumismo!

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Per questo domani io festeggio Tutti i Santi … anche se farò parte della minoranza!!!

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AUGURI, BUON ONOMASTICO A TUTTI!!!

Amicizia

Questa mattina ho letto questo breve brano su facebook…

Anche io credo nell’immenso valore dell’amicizia perciò ho voluto dedicarlo a tutti voi, miei amici, come augurio di una serena domenica!

 

“Molti anni or sono, viveva in Persia un monarca che amava il suo popolo. Per conoscerlo meglio, aveva l’abitudine di mescolarsi ad esso nei più diversi travestimenti.

Un giorno si recò come un miserabile ai bagni pubblici, prese posto in un angolo e fece la conoscenza dell’uomo addetto alle pulizie. Ogni giorno tornava a sederglisi accanto, ne condivideva i pasti e parlava a lungo con lui, tanto che il poveraccio si affezionò allo sconosciuto.

Finché un giorno l’imperatore gli rivelò la sua vera identità e gli chiese di scegliere un dono per suo ricordo.
L’uomo lo guardò sbalordito, poi disse: “Voi avete lasciato il vostro lussuoso palazzo per venire qui ogni giorno a condividere la mia dura vita e la mia miseria.
Ad altri avreste potuto fare ricchi doni, ma a me avete dato tutto voi stesso. Vi chiedo perciò una cosa: di non privarmi mai della vostra amicizia.”

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Doroty Counts

Quando vidi per la prima volta Forrest Gump mi incuriosirono i vari momenti della storia d’America in cui era stata inserita la sua presenza e andai a cercarli sul web. Uno, in particolare, mi colpì e mi è tornato in mente ora perché è avvenuto il 4 settembre… di 59 anni fa.

Una storia di coraggio, determinazione, libertà

In quel giorno la giovane afroamericana Doroty Counts entrava nella Harding High School, fino ad allora riservata solo ai bianchi.

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Ma una cosa è essere ammessi, una è essere accettati e Doroty fu fatta immediatamente oggetto di insulti, sputi, lancio di sassi.

All’interno dell’Istituto non cambiarono le cose, gli insegnanti la ignoravano, alla pausa pranzo le gettarono sul tavolo un secchio di immondizia. Ci furono minacce, anonime ovviamente, rivolte non solo a lei ma anche alla famiglia.

Il padre allora decise di toglierla dalla scuola; la famiglia si trasferì in Pennsylvania e lì Doroty si laureò nell’Università integrata di Philadelphia.

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Le cose poi sono cambiate. La Hardy High School le conferì una laurea ad honorem e ricevette perfino le scuse di uno delle più accanite persone che l’avevano insultata

Ci sono due frasi che mi hanno colpita in particolare…

una è del padre: “Ricorda tutto quello che ti è stato insegnato. Affronta le avversità a testa alta. Non sei inferiore a nessuno”.

l’altra è sua: “La Harding ha cambiato la mia vita, certo. Ma l’ha cambiata in positivo perché, dopo quel che mi è successo, ho promesso a me stessa di impegnarmi affinché ciò non accadesse ad altri ragazzi”.

Ora vive a Charlotte – New York City, e lavora a livello locale senza scopo di lucro nella Child Care Resources Inc.  per una migliore attenzione e cura dei bambini. Ha divorziato, e ha due figli che ha adottato, oramai grandi…

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Mi entusiasma questo suo desiderio incessante di parlare ai ragazzi dell’importanza della formazione per far loro comprendere che le persone hanno dovuto combattere per dar loro questa opportunità, e che niente si riceve gratis ma che vale sempre la pena di combattere per sé e per gli altri!

San Rocco

Al mattino una delle prime cose che cerco dopo aver acceso il computer è il Santo del giorno. Mi piace festeggiare l’onomastico degli amici, quasi più del compleanno ….

Ieri era la festa di san Rocco…. Appena letto il nome mi si è spalancato uno dei cassetti dei ricordi….

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Siamo ad agosto 1979, una delle più belle vacanze che io ricordi, a Cetraro, in Calabria.

La vacanza sembrava cominciata male, qualche giorno prima della partenza a mio marito era scoppiato il fuoco di sant’Antonio, su una natica…perfetto per chi doveva guidare per tanti chilometri. Si era risolto abbastanza velocemente ma la parte era ancora dolente; comunque ci eravamo messi in viaggio.

Allora le vacanze non erano ancora “intelligenti” (che vorrà dire poi…) e tutti partivano il 1° di agosto…altro che bollino rosso! La nostra partenza in ore notturne era servita solo ad evitare almeno un po’ il caldo…

Fino a Napoli l’autostrada, nonostante il traffico pazzesco e le infinite soste per le code, era stata percorribile abbastanza regolarmente. L’unico problema erano i bagni inarrivabili data la massa di persone e ugualmente era difficile trovare da mangiare e da bere. La mia scorta di panini e acqua stava paurosamente abbassandosi!

Arrivammo fortunosamente a Lagonegro la mattina prestissimo e ci fermammo a riposare un po’. Da lì in poi si percorreva una normale strada (la Salerno-Reggio Calabria non esisteva…non che ora sia molto meglio…)

Poi finalmente si arrivò a Cetraro.

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Cetraro è un bel paese tutto arroccato sul cocuzzolo di una collina. La nostra casa (che avevamo trovato tramite un annuncio sul giornale… niente tripadvisor…) era molto bella, grande, su due piani, con una grande terrazza da cui si vedeva il mare. Unico problema era proprio arrivarci al mare, una bella scarpinata piacevole all’andata in discesa ma molto meno al ritorno in salita e sotto il sole. Ma allora eravamo tutti giovani e sportivi e le bambine non erano mai stanche.

Ma san Rocco?

Ecco, sulla grande spiaggia avevamo conosciuto due famiglie con i genitori più o meno della nostra età e due figli per uno della stessa età delle nostre. Con loro ci divertivamo al pomeriggio a fare girate in macchina: era tutto da scoprire per cui prendevamo una strada a caso e dove si arrivava c’era sempre qualcosa di bello da vedere.

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Così quel 16 agosto arrivammo in un paese dal nome difficile e allora sconosciuto, almeno per noi – Papasidero.

 

Arrivati con la macchina ci trovammo all’improvviso di fronte ad una Processione, la Processione di san Rocco, patrono del paese…. Né noi né loro sapevamo cosa fare, la strada era unica e non avevamo visto nessun segnale…probabilmente non pensavano neppure che potesse arrivare qualcuno da fuori!  Molto cortesemente persone e statua del Santo si fecero da parte per permetterci di parcheggiare, così abbiamo potuto scendere e visitare il paese. Non ne sapevamo niente ed è stata una bella scoperta.

Papasidero fa parte del Parco del Pollino, probabilmente una delle colonie di Sibari nella valle del fiume Lao.

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La principale particolarità è la Grotta del Romito un sito che risale al paleolitico superiore e contiene una delle più antiche testimonianze dell’arte preistorica a livello europeo.

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All’esterno si trovano alcune incisioni rupestri, tra le quali la più importante è un graffito raffigurante due bovidi, e tracce di antiche sepolture, risalenti a 10.500 anni fa.

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L’importanza del sito di Papasidero è legata all’abbondanza di reperti paleolitici, che coprono un arco temporale compreso tra 23.000 e 10.000 anni fa, ed hanno consentito la ricostruzione delle abitudini alimentari, della vita sociale e dell’ambiente dell’Homo Sapiens.

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Non so come saranno ora sia il paese che il sito archeologico. Allora forse non era particolarmente valorizzato ma se ne poteva godere la bellezza senza restrizione, e gli stessi abitanti erano delle ottime guide, capaci di condividere ricordi, informazioni e curiosità.

Siamo rimasti a cenare con loro che ci hanno ospitato con grande semplicità, bella conclusione di una giornata interessante e divertente.

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(Le foto sono tutte prese dal web perchè allora non avevo la macchina fotografica)

 

10 agosto

San Lorenzo, io lo so …. cosa succede stasera!

Il primo a spiegarlo è il fantastico Cavez

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Poi Charlie Brown e Linus

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e l’immancabile Snoopy

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Il punto di vista delle stelle

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e per finire ….il mio!

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Buon san Lorenzo, vi auguro una pioggia di stelle che vi incanti (tempo permettendo) e soprattutto tanti desideri belli e giusti nel cuore…che sono loro a farci amare la vita!

24 giugno

Oggi, 24 giugno, festa di San Giovanni Battista, è la festa del santo patrono della “mia” Firenze (oramai mia anche se sono nata a Roma)

All’inizio la città era dedicata al dio Marte ed una sua statua era posta all’inizio del Ponte Vecchio, fin quando nel 1333 la piena dell’Arno la portò via…

Fu scelto San Giovanni per la sua somiglianza col carattere dei fiorentini, chiari e brevi nelle loro parole e coraggiosi e battaglieri, simbolo di rettitudine morale e di correttezza politica   …. almeno allora…ora purtroppo troppi sembrano aver perso questa sue stupende caratteristiche!

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Ma il 24 giugno è festa e ai fiorentini interessa solo festeggiare la città!

Al mattino c’è stata la consegna dei ceri accompagnati dal gonfalone della città e la messa solenne in Duomo

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Di solito anche io ero “in centro” a vivere in pieno la festa.

Oggi invece sono davanti alla TV a vedere in diretta Firenze in festa! L’età obbliga a cambiare un po’ la vita…

È iniziato ora il corteo storico che accompagna le squadre dei calcianti del calcio storico.

Avanti a tutti ci sono i Sergenti di Guardia e di Balia, seguiti dal Gonfalone e da Bandierai e Sbandieratori.

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Non posso nominare tutti perché sono veramente tanti ma segnalo i personaggi più importanti: il Maestro di Campo, vestito di velluto nero, che deve far rispettare le regole con la sua scorta vestita in azzurro.7

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L’Araldo della Signoria che chiederà  al Magnifico Messere (che quest’anno sarà Pierfrancesco Favino) di dare il via alla tenzone. Dietro ai calcianti ci sono il Pallaio (che porta i palloni), il Giudice Commissario, tre Arbitri e 8 Giudici di campo (2 per ogni quartiere)

Poi i gruppi delle Arti maggiori, poi fanti, cavalleria, bandierai e a chiusura del corteo le magnifiche madonne fiorentine con i loro superbi costumi cinquecenteschi, portatrici di grazia, bellezza e cortesia.

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E ora i calcianti stanno per salire sul bus che li porterà in Santa Croce per evitare scontri prima dell’inizio  e io vi lascio perché vado a seguire la partita.

Le squadre della finale:

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Prima dell’inizio c’è la cerimonia del “saluto alla voce”

Ogni frase è seguita da un colpo di tamburo

  1. State attenti al Comado
  2. Badate a voi, le armi in pugno
  3. Presentate le armi, salutate
  4. Rimettete le armi a terra
  5. Riposatevi sulle vostre armi
  6. L’ultima che emoziona e a cui tutti rispondono a gran voce:
  7. Gridate con me Viva Fiorenza!!! (accompagnata dallo scoppio delle colubrine)

Ultima cosa…stasera dalle 22 ci saranno i fuochi d’artificio, anzi I Fochi: ponti, palazzi, lungarni si riempiranno di fiorentini …. Saranno, come al solito bellissimi, specie per i fortunati che potranno vederli avendo davanti il Ponte Vecchio… uno spettacolo magico!

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Ma come al solito – i fiorentini diranno …  l’erano meglio quelli di anno!!!

La giornata della Terra

Leggo su Wikipedia:

<La Giornata della Terra, è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra.

Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra, come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo>.

Ma è davvero così? Dal 1970 mi sembra che si stia soprattutto distruggendo l’ambiente in cui viviamo e – se non ci fossero realtà come il WWF con le sue Oasi o Greenpeace con i suoi eroici volontari e poche altre – la Terra avrebbe ben poche possibilità di sopravvivenza e noi con essa.

Ma non credo che serva a niente recriminare, la cosa importante è agire e ognuno, anche nel suo piccolo, può dare una mano (raccolta differenziata, attenzione agli sprechi ecc.)  forse costa un po’ di sacrificio ma, come dice il Piccolo Principe, “Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle”.

Per questo ecco le parole tratte da “Il Profeta” di Kahlil Gibran

“La terra vi concede generosamente i suoi frutti, e non saranno scarsi se solo saprete riempirvi le mani.

E scambiandovi i doni della terra scoprirete l’abbondanza e sarete saziati. Ma se lo scambio non avverrà in amore e in generosa giustizia, renderà gli uni avidi e gli altri affamati.

Quando voi, lavoratori del mare dei campi e delle vigne, incontrate sulle piazze del mercato

i tessitori e i vasai e gli speziali, invocate lo spirito supremo della terra affinché scenda in mezzo a voi a santificare le bilance e il calcolo, affinché il valore corrisponda a valore.

E non tollerate che tratti con voi chi ha la mano sterile, perché vi renderà chiacchiere in cambio della vostra fatica. A tali uomini direte: «Seguiteci nei campi o andate con i nostri fratelli a gettare le reti nel mare. La terra e il mare saranno con voi generosi quanto con noi».

E se là verranno i cantori, i danzatori e i suonatori di flauto, comprate pure i loro doni.

Anch’essi sono raccoglitori di incenso e di frutti, e ciò che vi offrono, benché sia fatto della sostanza dei sogni, distillano ornamento e cibo all’anima vostra.

E prima di lasciare la piazza del mercato, badate che nessuno vada via a mani vuote.

Poiché lo spirito supremo della terra non dormirà in pace nel vento sino a quando il bisogno dell’ultimo di voi non sarà appagato”.

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