San Rocco

Al mattino una delle prime cose che cerco dopo aver acceso il computer è il Santo del giorno. Mi piace festeggiare l’onomastico degli amici, quasi più del compleanno ….

Ieri era la festa di san Rocco…. Appena letto il nome mi si è spalancato uno dei cassetti dei ricordi….

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Siamo ad agosto 1979, una delle più belle vacanze che io ricordi, a Cetraro, in Calabria.

La vacanza sembrava cominciata male, qualche giorno prima della partenza a mio marito era scoppiato il fuoco di sant’Antonio, su una natica…perfetto per chi doveva guidare per tanti chilometri. Si era risolto abbastanza velocemente ma la parte era ancora dolente; comunque ci eravamo messi in viaggio.

Allora le vacanze non erano ancora “intelligenti” (che vorrà dire poi…) e tutti partivano il 1° di agosto…altro che bollino rosso! La nostra partenza in ore notturne era servita solo ad evitare almeno un po’ il caldo…

Fino a Napoli l’autostrada, nonostante il traffico pazzesco e le infinite soste per le code, era stata percorribile abbastanza regolarmente. L’unico problema erano i bagni inarrivabili data la massa di persone e ugualmente era difficile trovare da mangiare e da bere. La mia scorta di panini e acqua stava paurosamente abbassandosi!

Arrivammo fortunosamente a Lagonegro la mattina prestissimo e ci fermammo a riposare un po’. Da lì in poi si percorreva una normale strada (la Salerno-Reggio Calabria non esisteva…non che ora sia molto meglio…)

Poi finalmente si arrivò a Cetraro.

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Cetraro è un bel paese tutto arroccato sul cocuzzolo di una collina. La nostra casa (che avevamo trovato tramite un annuncio sul giornale… niente tripadvisor…) era molto bella, grande, su due piani, con una grande terrazza da cui si vedeva il mare. Unico problema era proprio arrivarci al mare, una bella scarpinata piacevole all’andata in discesa ma molto meno al ritorno in salita e sotto il sole. Ma allora eravamo tutti giovani e sportivi e le bambine non erano mai stanche.

Ma san Rocco?

Ecco, sulla grande spiaggia avevamo conosciuto due famiglie con i genitori più o meno della nostra età e due figli per uno della stessa età delle nostre. Con loro ci divertivamo al pomeriggio a fare girate in macchina: era tutto da scoprire per cui prendevamo una strada a caso e dove si arrivava c’era sempre qualcosa di bello da vedere.

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Così quel 16 agosto arrivammo in un paese dal nome difficile e allora sconosciuto, almeno per noi – Papasidero.

 

Arrivati con la macchina ci trovammo all’improvviso di fronte ad una Processione, la Processione di san Rocco, patrono del paese…. Né noi né loro sapevamo cosa fare, la strada era unica e non avevamo visto nessun segnale…probabilmente non pensavano neppure che potesse arrivare qualcuno da fuori!  Molto cortesemente persone e statua del Santo si fecero da parte per permetterci di parcheggiare, così abbiamo potuto scendere e visitare il paese. Non ne sapevamo niente ed è stata una bella scoperta.

Papasidero fa parte del Parco del Pollino, probabilmente una delle colonie di Sibari nella valle del fiume Lao.

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La principale particolarità è la Grotta del Romito un sito che risale al paleolitico superiore e contiene una delle più antiche testimonianze dell’arte preistorica a livello europeo.

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All’esterno si trovano alcune incisioni rupestri, tra le quali la più importante è un graffito raffigurante due bovidi, e tracce di antiche sepolture, risalenti a 10.500 anni fa.

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L’importanza del sito di Papasidero è legata all’abbondanza di reperti paleolitici, che coprono un arco temporale compreso tra 23.000 e 10.000 anni fa, ed hanno consentito la ricostruzione delle abitudini alimentari, della vita sociale e dell’ambiente dell’Homo Sapiens.

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Non so come saranno ora sia il paese che il sito archeologico. Allora forse non era particolarmente valorizzato ma se ne poteva godere la bellezza senza restrizione, e gli stessi abitanti erano delle ottime guide, capaci di condividere ricordi, informazioni e curiosità.

Siamo rimasti a cenare con loro che ci hanno ospitato con grande semplicità, bella conclusione di una giornata interessante e divertente.

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(Le foto sono tutte prese dal web perchè allora non avevo la macchina fotografica)

 

10 agosto

San Lorenzo, io lo so …. cosa succede stasera!

Il primo a spiegarlo è il fantastico Cavez

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Poi Charlie Brown e Linus

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e l’immancabile Snoopy

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Il punto di vista delle stelle

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e per finire ….il mio!

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Buon san Lorenzo, vi auguro una pioggia di stelle che vi incanti (tempo permettendo) e soprattutto tanti desideri belli e giusti nel cuore…che sono loro a farci amare la vita!

Buon anno!

Non ho mai avuto simpatia per i rumorosi festeggiamenti di fine d’anno, mi sembra che non ci sia gran che da festeggiare…. quest’anno forse meno degli altri per le ultime tragiche vicende che ci bruciano ancora…

Ma ho sempre festeggiato, in silenzio, per tutto quello di buono che c’è, che non fa notizia e quindi non va sui giornali o telegiornali, che abita il segreto di singole persone che vivono col cuore aperto agli altri…

E questa sera le parole di Papa Francesco mi hanno dato gioia e consolazione… eccole:

“Mi piacerebbe ricordare che essere felice non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.”

E con questo spirito vi faccio il mio augurio di buon anno con parole che sento mie …. anche se le ho prese dal web:

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Una giornata speciale…post dedicato ai miei cognati..grandissimi chef

Gli chef Giampiero e Mariagrazia nel loro accogliente locale “Aggiungi un posto a tavola che tanto ci s’entra tutti” presentano il loro pranzo della domenica

L’occasione era nata per via dei loro tortelli di patate, oramai famosissimi tra i “clienti “ e che solo noi non avevamo ancora assaggiato…

Nella cucina gli attrezzi del mestiere fanno bella mostra di sé

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sui fornelli il ragù è già pronto

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ed ecco i tortelli…bellissimi da vedere anche da crudi

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quando vengono amorevolmente tuffati nell’acqua bollente

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durante la cottura

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trovo bellissima l’acqua che bolle e gioca con i tortelli

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Poi, conditi dal gustoso ragù e dal parmigiano grattugiato al momento, sono pronti per andare in tavola

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Come si può vedere il gradimento degli ospiti è grande!

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Vediamo anche 3 polpettoni pronti nel forno e poi nel piatto di portata uno squisito, con una gustosissima crosticina croccante di cui però lo chef non ha voluto dare la ricetta… Posso assicurare che il vassoio è stato velocemente vuotato..

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Alla fine è apparsa sul tavolo una superba macedonia di frutta fresca e tagliata a pezzi piccolissimi – che solo la pazienza dello chef Giampiero aveva potuto preparare.

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Insieme alla macedonia un vassoio di dolcetti: mini cheese cake decorati con frutta, cioccolato, mandorle e noci … tali – come dicevano i miei nonni – “da resuscitare i morti”… opera di una delle pasticcerie più buone di Firenze

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Tutto è stato accompagnato da un ottimo vinello bianco fresco al punto giusto (scelta obbligata dal sig. Romano che beve solo bianco) ….beh, in realtà c’erano anche la birra e la coca….

Ma al di là di tutte le ricette e i buonissimi piatti una  “ricetta” l’ha fatta da padrona, con i suoi ingredienti … affetto, gioia di stare insieme, di condividere la tavola e i pensieri, semplicità e buonumore….. senza di loro nemmeno i migliori ristoranti potrebbero far passare una giornata così….

Ah…dimenticavo! Alla fine un ottimo caffè….

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