Poesie di Pasqua: Il Venerdì Santo di David Maria Turoldo

Fede vera, forte, senza fronzoli..

Inoltre

turoldoE’ come fosse l’ora zero della fede. Non la disperazione ma la preghiera rivolta al vuoto, a quella che sembra un’assenza insuperabile. David Maria Turoldo cantore di un cristianesimo scabro, complesso e agonico, mai comodo eppure fieramente vissuto come una continua lotta con l’Angelo ci offre più che una poesia una meditazione sul nostro stesso modo di pensare Cristo, la speranza, la trascendenza. Non c’è un aggettivo sprecato, né una sillaba che sfiori la retorica. Solo la parola ruvida, nuda ma robusta a reclamare il diritto a una risposta anche davanti all’abisso di quello che pare il Nulla

No, credere a Pasqua non e’
giusta fede:
troppo bello sei a Pasqua!
Fede vera
e’ al Venerdi’ Santo
quando Tu non c’eri
lassu’.
Quando non una eco
risponde
al suo grido
e a stento il Nulla
da’ forma
alla Tua assenza.

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Pasqua Epifania tutte le feste le porta via…

Dal Vangelo di oggi “Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”

Così scrive Davide Maria Turoldo:

Eran partiti da terre lontane:
in carovane di quanti e da dove?
Sempre difficile il punto d’avvio,
contare il numero è sempre impossibile.
Lasciano case e beni e certezze,
gente mai sazia dei loro possessi,
gente più grande, delusa, inquieta:
dalla Scrittura chiamati sapienti!
Le notti che hanno vegliato da soli,
scrutando il corso del tempo insondabile,
seguendo astri, fissando gli abissi
fino a bruciarsi gli occhi del cuore!

Naufraghi sempre in questo infinito,
eppure sempre a tentare, a chiedere,
dietro la stella che appare e dispare,
lungo un cammino che è sempre imprevisto.
Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.

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Hanno camminato per giorni scrutando il cielo, seguendo una stella che appare e scompare, con gli occhi volti all’infinito e sono arrivati davanti ad un bambino – come tutti i bambini del mondo – e a lui si sono prostrati ed hanno presentato i loro doni…

Epifania – Manifestazione

Non è nelle cose grandi e imponenti che si trova la verità ma nelle cose piccole e semplici, nella normalità della nostra vita … basta avere gli occhi grandi come li hanno avuti i Magi!

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Buona Epifania!



31 dicembre 2018

L’anno si è ormai consumato, e nonostante per tanti sia stato difficile, se siamo qui è perché siamo stati capaci di camminare, di sudare, di portare avanti la vita.
E allora è tempo di creare un nuovo spazio perché nuovi desideri possano mettere radice:
“Bisogna liberare un letto per ospitare qualcuno. Bisogna liberare il proprio dire per ascoltare. Bisogna liberare un tavolo per apparecchiarlo. Bisogna liberare le proprie ragioni per arricchirsi di punti di vista nuovi. Bisogna liberare un’agenda per vivere un incontro. Bisogna liberare i nostri rimorsi per vivere solo cominciamenti. Bisogna liberare i rimpianti per scoprire senso in tutto. Bisogna liberare il bisogno di controllare per assaporare l’ebbrezza della fiducia. Bisogna liberare il proprio avere per scoprire i miracoli della condivisione. Bisogna non aver paura di togliere qualcosa. Togliere non è perdere, non è ridurre, è esattamente il contrario. Togliere è fare spazio alla novità, alla vita che cresce, al bene che moltiplica tutto ciò che abita.”

(fra’ Giorgi Bonati)

vento in poppa

Auguri!!

Stamani mi sono svegliata con in testa la poesia dei miei 4 anni!

“E’ Natale, è Natale
gli angoletti son discesi
hanno candide le ali
e i capelli tutti d’or.
O mammina mia diletta
o mio caro e buon papà
questa vostra figlioletta
tanti auguri oggi vi fa!”

Con questa ingenua poesiola faccio a tutti il mio più sincero augurio di un vero Natale!

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Babbo Natale

I bambini credono a un uomo che in una notte, nella sua slitta magica trainata da renne volanti, attraversi il mondo e infilandosi in un camino, porti dei regali a tutti.
Okay.
Però prima di prenderli in giro ricordiamoci che noi crediamo a:
– Ti chiamo uno di questi giorni;
– Tranquilla, lei è solo un’amica;
– Non ti ho risposto perché ero impegnato;
– Non ti ho risposto perché ho lavorato tanto;
– Non sei tu, sono io;
– Non sono pronto per una relazione;
– Sei la donna giusta al momento sbagliato.

ecc…

P. S. Lasciamoli credere a Babbo Natale, non ha mai fatto male a nessuno

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8 dicembre

 

 

Vergine madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

  termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ‘l suo fattore

   non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’etterna pace

così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridïana face

di caritate, e giuso, intra ‘ mortali,

se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre,

sua disïanza vuol volar sanz’ali.

La tua benignità non pur soccorre

a chi domanda, ma molte fïate

liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,

in te magnificenza, in te s’aduna

quantunque in creatura è di bontate.

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Prima domenica di Avvento

Avvento: desiderio di incontrarTi!

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Avvento, tempo dell’attesa e della speranza: è la tua venuta, o Cristo, che vogliamo rivivere,
preparandoci più profondamente nella fede e nell’amore.
Avvento, tempo della Chiesa affamata del Salvatore: essa vuole ripeterti, volgendosi a te
con più insistenza, con un lungo sguardo, che tu sei tutto per lei.
Avvento, tempo dei desideri più nobili dell’uomo che più coscientemente convergono verso di te,
e che devono cercare in te, nel tuo mistero, il loro compimento.
Avvento, tempo di silenzio e di raccoglimento, in cui ci sforziamo d’ascoltare la Parola
che vuol venire a noi, e di sentire i passi che si avvicinano.
Avvento, tempo dell’accoglienza in cui tutto cerca di aprirsi, in cui tutto vuol dilatarsi
nei nostri cuori troppo stretti, al fine di ricevere la grandezza infinita del Dio che viene a noi.
J. Galot

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omaggio di un poeta alla mia città che non deve arrendersi GENOVA

Genova nel cuore!

Disegni & Ritratti

Poesia di Marcello Comitini
Tiratela via dal cuore di Genova
questa lama che ha straziato le vite
di uomini e di donne che passavano sognando
di volare sopra le case come fossero nidi
da cui spalancare felici le ali.
Strappatelo via dalle pupille di Genova
l’ artiglio acuminato che ha lacerato le arterie
e ha lasciato intorno le case
cieche e deserte come un cuore privo di vita.
Le ferite ancora aperte sanguinano
e minacciano  altra morte
sotto il crollo dei pugni d ’acciaio e cemento.
Allargate le braccia per cingere il cuore di Genova
in un altro abbraccio che non provochi morte
ma faccia spalancare le finestre
per ammirare la città che risorge con stupore dal mare.
Ciao.
Marcello
il-faro
grazie Marcello

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58

Volevo scrivere qualcosa su Marina ma in questo momento non riesco, Ho sentito Marina da subito amica per il suo incrollabile amore per la vita, per la sua saggezza, per la sua sensibilità.
Arrivederci Marina, ora sei circondata da musica celeste insieme al tuo Babbo e alla zia Rosetta!

La principessa sul pisello

Ho compiuto  58 anni e ringrazio chi si è ricordato di me. Maggio non è stato un bel mese : paura, ansia, dolore per tutti. Fortunatamente ora le cose stanno rimettendosi ed è per questo che ricomincio a farmi vedere sui social,Nel giorno del compleanno , un caro amico, forse senza neppure sapere che compivo gli anni, mi ha mandato un messaggio con le parole di Mario Andrade. Ve lo faccio sentire perché  aiuta a riflettere.

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