Al termine del giorno

E chiudo questa giornata con i pensieri che mi hanno accompagnato dal mattino:

a San Giuseppe che ha insegnato il lavoro al Figlio di Dio

e a Maria a cui è dedicato questo mese di maggio.

E termino con le parole del Sommo Poeta Dante:

Vergine Madre, figlia del tuo figlio
Umile ed alta più che creatura
Termine fisso d’eterno consiglio. Tu sei colei che l’umana natura
Nobilitasti sì, che il suo fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l’amore
Per lo cui caldo ne l’eterna pace
Così è germinato questo fiore. Qui sei a noi meridiana face
Di caritate, e giuso, intra i mortali
Sei di speranza fontana vivace. Donna, sei tanto grande e tanto vali
Che qual vuoi grazia e a te non ricorre
Sua disianza vuol volar sanz’ali. La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate
In te magnificenza, in te s’aduna
Quantunque in creatura è di bontade
Amen

Epifania del Signore

https://youtu.be/k8mjRxkMBkE

Non erano tre, non erano re, non erano maghi, non ci sono notizie precise su di loro, ma certamente erano persone che “guardavano in alto”…

Quella stella così luminosa li ha incuriositi e si sono messi in viaggio, un lungo viaggio, per cercare, per capirne il significato.

Anche noi quest’anno abbiamo visto: la meravigliosa congiunzione di Giove e Saturno, così vicini da sembrare un’unica stella, proprio quella che hanno visto loro come hanno calcolato gli astronomi!

Mettiamo anche noi cuore e mente in cammino per cercare quello che dà senso alla nostra vita!

27 dicembre domenica della sacra Famiglia

Un tema su cui ultimamente ho riflettuto molto.

Una famiglia non convenzionale: Giuseppe, padre senza essere il padre biologico – Gesù è il Figlio di Dio – che tuttavia è chiamato “Giusto”. Sua madre, Maria che, benché poco più che adolescente, con un coraggioso “Eccomi” si trova incinta senza aver “conosciuto” uomo, per opera dello Spirito Santo. Gesù, che per 30 anni cresce, vive e lavora insieme ai suoi genitori.

eppure

eppure questa famiglia ci viene mostrata come modello: la sacra Famiglia.

Cosa unisce questa famiglia che non doveva certo essere ricca, nella cittadina di Nazareth piccola e senza risorse?

Giuseppe era un falegname e Gesù cresce imparando il mestiere del padre, fabbricando con lui tavoli e sgabelli e tutte quelle cose semplici che dovevano formare l’arredamento delle case del paese. Maria svolge i lavori di casa e di sicuro il giovane Gesù l’aiuta.

In questa Famiglia – e scusatemi se vi sembrerò dissacrante ma questo leggo nel racconto del Vangelo – non vedo l’azione di un contratto ma la forza di un amore che unisce, che fa superare le difficoltà, che fa crescere il figlio e lo prepara alla vita, sentimenti forti e belli. Tutto questo mi fa pensare che la bellezza della famiglia, qualunque essa sia, si basa sull’amore e il rispetto.

Tutto questo mi fa pensare…

Buona Pasqua!

SPERANZA
Pablo Neruda

Ti saluto, Speranza, tu che vieni da lontano
inonda col tuo canto i tristi cuori.
Tu che dai nuove ali ai sogni vecchi.
Tu che riempi l’anima di bianche illusioni.

Ti saluto, Speranza, forgerai i sogni
in quelle deserte, disilluse vite
in cui fuggì la possibilità di un futuro sorridente,
ed in quelle che sanguinano le recenti ferite.

Al tuo soffio divino fuggiranno i dolori
quale timido stormo sprovvisto di nido,
ed un’aurora radiante coi suoi bei colori
annuncerà alle anime che l’amore è venuto.

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Settimana Santa

Cerca sempre quel raggio di sole e di speranza
per non arrenderti mai…
Anche nelle giornate più tristi…
Cit.
Squill blooming in Karlsruhe

Metto in pausa la mia pagina per “essere” profondamente in questi tre giorni che ci avvicinano alla Pasqua della notte del Sabato e a quella pasqua-liberazione che aspettiamo con ansia e che ci farà uscire nuovamente dalle case più consapevoli e attenti agli altri e al mondo…

meditare

 

27 marzo – Piazza San Pietro

In una piazza deserta, sotto un cielo gonfio di pioggia, una fragile figura bianca, dal volto segnato dalla sofferenza fisica e spirituale, ha pregato con noi e per noi tutti, senza distinzione perchè tutti siamo figli di Dio, tutti uguali ai suoi occhi.

“Siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo trovati su una stessa barca fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari, chiamati a remare insieme e a confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. E ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo. Ma solo insieme. Nessuno si salva da solo”.

Grazie immenso Papa Francesco per le tue parole e per la tua benedizione!

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