Mare nostro

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.
Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore di frumento,
al tramonto dell’uva di vendemmia,
ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste.
Tu sei più giusto della terraferma,
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le vite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, da abbraccio e bacio in fronte
di madre e padre prima di partire.

(Erri De Luca)

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Valentino

 

Oh! Valentino vestito di nuovo,
come le brocche dei biancospini!
Solo, ai piedini provati dal rovo
porti la pelle de’ tuoi piedini;
porti le scarpe che mamma ti fece,
che non mutasti mai da quel dì,
che non costarono un picciolo: invece
costa il vestito che ti cucì.
Costa; ché mamma già tutto ci spese
quel tintinnante salvadanaio:

ora esso è vuoto; e cantò più d’un mese
per riempirlo, tutto il pollaio.
Pensa, a gennaio, che il fuoco del ciocco
non ti bastava, tremavi, ahimè!,
e le galline cantavano, Un cocco!
ecco ecco un cocco un cocco per te!
Poi, le galline chiocciarono, e venne
marzo, e tu, magro contadinello,
restasti a mezzo, così con le penne,
ma nudi i piedi, come un uccello:
come l’uccello venuto dal mare,
che tra il ciliegio salta, e non sa
ch’oltre il beccare, il cantare, l’amare,
ci sia qualch’altra felicità

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Margherita Hack

Secondo me arrivando in quell’aldilà che non credeva esistesse avrà avuto una bella sorpresa!

Anima Grande, la voglio ricordare però con queste parole che ho trovato sulla Rivista Intelligente: lei allegra, piena di vita, arguta….

hanno visto una tipa tra le stelle.
aveva un fiore in mano.
m’ama non m’ama. m’ama non m’ama.
rideva a crepapelle.

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21 marzo

 

Primavera vien danzando

vien danzando alla tua porta.

Sai tu dirmi che ti porta?

Ghirlandette di farfalle,

campanelle di vilucchi,

quali azzurre, quali gialle;

e poi rose, a fasci e a mucchi.

 

(Angiolo Silvio Novaro)

 

Oggi, dopo tanti giorni di pioggia, la Primavera ci ha regalato per il suo ingresso una splendida giornata di sole.

Cosa c’era di meglio che uscire e fare una bella passeggiata, magari allungando la strada per andare al mercatino dove ci sono i contadini che vendono le loro verdure fresche

mercatino

e poi spingersi un po’ più in là per prendere il pane da quel fornaio giustamente famoso come uno dei migliori di Firenze?

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 Ma prima di uscire metto in borsa l’immancabile macchinetta fotografica, e strada facendo ho scoperto tanti piccoli segnali dell’arrivo di questa splendida stagione.

 Ed ecco le punte dei rami del gelsomino su cui si affacciano timidamente le foglioline nuove

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le bianche pratoline nel prato

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le timide mammole

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i piccoli bocci del ciliegio

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e i primi fiorellini che si aprono sul ramo di albicocco

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tanti boccioli che tra poco spanderanno il loro delicato profumo

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il muschio verde sul muretto che sembra formare dei pon pon

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i boccioli del glicine che sembrano quasi scoppiare

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E la rosa che ci delizierà con i suoi splendidi fiori

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Sì, non c’è dubbio, ci saranno ancor giorni di pioggia e di freddo – l’inverno non vuole lasciare il passo – ma la primavera con la sua dolcezza prenderà presto il suo posto con le sue meraviglie di una natura che si rinnova!