Il piccolo Principe

 

Il piccolo Principe

Di Antoine de Saint Exupéry

 

Rimettendo a posto la libreria mi sono trovata tra le mani una vecchia copia de “Il piccolo principe”.

Non la trovavo più, così ne avevo comprata un’altra, uguale, con i disegni originali della prima edizione….

Mi sono messa a sedere e l’ho riletto…..

 

Questo è uno dei brani più belli…..

 

 

 

 

Il violoncellista di Sarajevo

 

Il violoncellista di Sarajevo

 

 

Nell’ultima scorribanda in libreria – mi ero trovata la scusa che, dato il caldo, avevo bisogno di rinfrescarmi un po’ e nelle grandi librerie c’è l’aria condizionata – girando tra le grandi isole dove tutti i libri sono in mostra, uno di loro ha attirato la mia attenzione. Ne avevo sentito parlare lo scorso anno e mi ero ripromessa di leggerlo perché la storia mi aveva affascinato, poi non ne avevo avuto l’occasione….

 

Si tratta di “Il violoncellista di Sarajevo” di Steven Galloway.

Dò un occhiata in giro e scopro uno dei divanetti ancora libero… prendo il libro e mi vado a sedere.

Comincio a leggerlo e vi assicuro che, se non fosse stato tardi e dovevo ancora fare la spesa, sarei arrivata fino alla fine..

La storia è veramente accaduta durante l’assedio di Sarajevo, nella guerra di Bosnia – la più lunga della storia moderna (dal 1992 al 1996).

 

 Il 27 maggio 1992, alle quattro di pomeriggio, un colpo di mortaio si abbatté su un gruppo di persone in fila per comprare il pane, sull’asfalto rimasero 22 morti e più di 70 feriti.

                                                                                                                                                                                          

Vedran Smailović, primo violoncello dell’Orchestra sinfonica di Sarajevo, scese con il suo strumento e intonò l’Adagio di Albinoni sul luogo del massacro, e continuò a farlo per 22 giorni per onorare ognuna delle vittime.

Andò avanti per mesi cambiando posto perché la gente di Sarajevo non perdesse la speranza.

 

In una intervista gli fu chiesto Cosa voleva ottenere quando nel 1992 scese in strada a suonare il suo violoncello sfidando i cecchini e lui rispose  «Non c´era alcunché di programmato, era impossibile pianificare in una zona di guerra. Riuscivo solo a piangere e i miei vicini mi consigliarono di uscire a suonare per le strade di Sarajevo. Iniziai a suonare e solo dopo un po´ mi resi conto che stavo intonando l´Adagio di Albinoni. Ho continuato a farlo per mesi, perché la gente mi diceva che se avessi smesso di suonare Sarajevo sarebbe caduta».

 

 

AMICHE PER SEMPRE

 

AMICHE PER SEMPRE – 2^ parte – la fine

 

 

Ero seduta sulla panchina del giardino, ancora scossa dai singhiozzi.

L’angoscia che mi aveva preso stava però allentandosi. Ero sconvolta, non tanto dai ricordi, quanto dall’aver toccato con mano quanto un avvenimento – passando di voce in voce – veniva trasformato e travisato completamente e come le gelosie, i rancori, i pettegolezzi avevano stravolto quella che era stata solo la passione di una notte, ma anche un reciproco dono d’amore…

Quale era la verità? Non lo sapevo più: tutta la mia sofferenza per poi sentir dire che in realtà anche io ero stata tradita a lungo e dalla mia migliore amica!

L’aria fresca, la bellezza del giardino mi avevano calmata. Pensai che allora Massimo doveva aver saputo di sua figlia, non capivo se non si era fatto più sentire per lasciarci vivere una vita normale, perché Marisa potesse credere che mio marito era il suo vero padre…… o se la sua era stata solo una vigliaccheria e che mi aveva lasciata a subire tutte le conseguenze da sola…..

E ora stava per morire…. Non riuscivo a pensarlo come un vile, la vita che aveva passato da missionario era stata dura e comunque l’aveva riscattato da tutto. D’altra parte la mia vita e soprattutto quella di Marisa era stata serena….. dentro di me recitai per lui una preghiera….

Il mese dopo mi arrivò un plico dal Perù, la sua ultima destinazione.

All’interno una lettera per me, una foto e un bellissimo scialle per Marisa…

La lessi, e le lacrime mi scorrevano dagli occhi inarrestabili ma dolci: “Amore mio, sto per iniziare l’ultimo viaggio, quello che mi condurrà tra due braccia misericordiose, da Colui dal quale mi sono sentito perdonato…. Voglio credere che anche tu l’abbia fatto e abbia vissuto la tua vita in serenità. Ricordami con affetto, sii felice, dì a Marisa che ero un vostro amico, deve essere felice…Addio”

 

Siamo salite sul primo aereo e siamo arrivate appena in tempo…..

Quando Marisa è entrata nella stanzetta gli occhi di Massimo si sono riempiti di lacrime….

“Ciao papà! Mamma mi ha detto subito la verità, non voleva che lo venissi a sapere da qualcun altro. Ti ho sempre voluto bene”

 

Massimo ci teneva strette per mano, con forza….. poi la stretta si è allentata……

 

libri

 

LIBRI

 

 

Lunedì mattina con un’amica avevamo deciso di visitare la mostra dei libri alla Fortezza.

Né su internet, né sui manifesti c’era l’orario di apertura, così arriviamo verso le 11 – di solito le mostre aprono verso le 10: per stare tranquille meglio arrivare più tardi.

Parcheggio vuoto, nessuno in giro….. veniamo a sapere che la mostra apre alle 19 e va avanti fin verso le 2  tra conferenze, incontri, presentazioni ecc.

Cosa bellissima ma …..

Avevamo voglia di stare un po’ insieme – qualunque posto poteva andare bene.

La Betti mi propone: Ikea o libreria?

Potevo aver detto Ikea?… Perché sono andata a scegliere la libreria? Come se non mi conoscessi!!!

Ecco il risultato! 

 

 

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