11 novembre – san Martino

L’11 novembre è da sempre chiamato “estate di San Martino” perché di solito il clima – già entrato nell’inverno – si addolcisce almeno per un giorno!

Quest’oggi invece l’estate, che ci ha regalato giornate calde fino a l’altro ieri,  è improvvisamente sparita. San Martino ha evidentemente pensato di far festa.

Sveglia stamani con nuvoloni neri, pioggia ed un vento fortissimo e gelido da pieno inverno: ho preso di corsa il piumino e l’ombrello (anche se era un problema non farselo portare via dal vento) e sono uscita: mi sembrava di essere Mary Poppins!

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Ma a metà giornata San Martino deve essersi pentito di averci abbandonato così in balia del vento e, mentre ancora pioveva ha sgombrato un lembo di cielo ed ha fatto apparire un immenso, luminosissimo arcobaleno

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…anzi se ne intravedeva anche un altro un po’ evanescente…

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Non potevo non fotografarlo…

Poi tutto è ripiombato nel grigio, con il vento che continuava a fischiare fuori della finestra.

E stasera si è ripetuto l’incanto con un tramonto di tutti i colori

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E così è arrivato l’inverno, domani leverò dagli scatoloni golf, pantaloni pesanti, sciarpa e guanti e mi preparerò ad affrontare il freddo sperando che non mi faccia penare troppo (sono tanto freddolosaaaaa!)

Alice Munro premio Nobel per la letteratura

Bandalice

 

 

Voglio che la scrittura mostri come sono complicate le cose e sorprendenti. Voglio emozionare i lettori, ma senza trucchi. Voglio che pensino “sì, quella è vita”. Perché è la reazione che ho io di fronte alla scrittura che ammiro di più. Una sorta di meraviglioso sbalordimento.
[…] non riuscivo a introdurre dei personaggi in una stanza senza descrivere tutti i mobili. Lei mi dice che Hemingway insegnava a non descrivere mai i personaggi. So tutto di quella regola. Ma tiro dritto.

 Una ottantaduenne straordinaria! Ha saputo della sua vittoria dalla segreteria telefonica perché aveva dimenticato di essere in lista ed era tranquillamente uscita …

 E’ bellissimo leggere che aveva scelto di scrivere racconti – quelli splendidi che l’hanno portata al Nobel – perché avendo tre figli (una le era morta pochi giorni dopo la nascita) non aveva tempo per dedicarsi a opere più lunghe!!!!

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…ma ricordiamo anche

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11 settembre.
Oltre 30.000 morti accertati.
Oltre 600.000 persone torturate.
Questi sono i numeri principali dell’11 settembre 1973, una data troppo spesso dimenticata e poi sorpassata dalla capacità mediatica dell’ 11 settembre 2001.
Il golpe dell’ 11 settembre 1973 portò al potere Pinochet con l’esplicito aiuto e contributo determinante degli USA.

Carlo Maria Martini

Un anno fa, il 30 agosto 2012 moriva il Cardinale Carlo Maria Martini, grande uomo di Chiesa, ma soprattutto Grande Uomo.

Nei venti anni trascorsi come Pastore di Milano ha avuto modo di incontrare persone e famiglie, in situazioni ed ambienti diversi.

Da tutto questo è nato un bellissimo libro da cui ho stralciato un brano che, a suo tempo avevo sottolineato per evidenziarlo e poterlo ritrovare ….

Con questo brano lo voglio ricordare

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<È nel quotidiano e nel cordiale incontro delle persone che cresce la coscienza di essere cittadini e l’opportunità di occuparsi insieme della cosa comune. Perchè se è vero, come dice il Vangelo, che “ad ogni giorno basta il suo affanno” è pur vero che nella quotidianità, sofferta e partecipata, gli uomini sperimentano quell’amicizia e quel mutuo riconoscimento fraterno che sono le radici di ogni possibilità di convivenza.>

(da Famiglie in esilio)

Giornata Mondiale dell’Ambiente

 

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Pensa, mangia, preserva……

Una giornata che chiama alla riflessione su ciò che si mangia, per evitare gli sprechi alimentari che in tutto il mondo – o meglio solo nella parte “ricca” del mondo – ammontano a 1,3 miliardi di tonnellate……quanto basterebbe per cancellare la fame.

Non si tratta solo di garantire una più equa distribuzione del cibo ma di stare attenti al consumo del suolo, all’acqua, all’uso dei fertilizzanti e dei carburanti.

Ognuno di noi può fare, nel proprio piccolo, qualcosa per la salvezza del pianeta così da preservare il suolo e le risorse per tutti e preparare un futuro migliore per le prossime generazioni.

Come? Basta prestare attenzione ai piccoli gesti che compiamo ogni giorno e insegnarli ai bambini. Inoltre un comportamento consapevole è di stimolo anche agli altri. La via è fatta anche di piccoli passi…..

Firenze stamani si è svegliata con questo messaggio su tutti gli alberi dei viali ed in alcune piazze. Un messaggio di speranza e solidarietà: un grande collettivo abbraccio per dire a tutti che insieme si può!

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Considero valore……

Ancora Erri De Luca  ricordarci che da qualche parte del mondo si combatte e perde la vita e la vista anche per un parco che si considera un valore per la qualità di vita per tutti!

Gezi Park

“La battaglia d’ Istanbul in difesa di seicento alberi,
novecento arresti, mille feriti, quattro accecati per sempre,
la battaglia d’ Istanbul
è per gli innamorati a passeggio sui viali,
per i pensionati, per i cani,
per le radici, la linfa, i nidi sui rami,
per l’ ombra d’ estate e le tovaglie stese
coi cestini e i bambini,
la battaglia d’ Istanbul è per allargare il respiro
e per la custodia del sorriso.”
(Erri De Luca)
 
gezipark

1 maggio

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Si festeggia il lavoro? Quale? Il lavoro che non c’è, che è sfruttato, senza tutela o perfino negato.

Una festa che ricorda tanti morti, dagli operai che scioperarono negli Stati Uniti per l’orario di lavoro alla strage di Portella della Ginestra: concerti, manifestazioni, cortei possono bastare a ridarle gioia?

Festeggeremo ancora quando ci sarà lavoro per tutti, senza distinzione di razza, di colore, di religione…..

Festeggeremo ancora….festeggeremo di nuovo…

primo-maggio

OGNI UOMO AL SUO LAVORO

Nei luoghi deserti
noi costruiremo con nuovi mattoni.
Ci sono macchine e mani,
e calce per nuovo cemento.
Dove i mattoni sono crollati
noi costruiremo con nuove pietre.
Dove le travi sono spezzate
noi costruiremo con nuovo legno.
Dove la parola non è pronunciata
noi costruiremo con nuovo linguaggio.
C’è un lavoro comune,
e c’è una fede per tutti,
un compito per ognuno.
Ogni uomo al suo lavoro.

(Thomas Stearns Eliot)

Domenica delle palme

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Quelli che andavano davanti a Gesù sventolando rami di palma e cantando Osanna sono gli stessi che pochi giorni dopo gridavano di crocifiggerlo.

Portare a casa un rametto di olivo (non un albero o quasi come fa la maggior parte delle persone) dovrebbe servire da monito per non fare lo stesso ….. tanto è vero che i rami vecchi verranno bruciati per farne la cenere, segno di penitenza, che servirà il Mercoledì delle Ceneri…

Papato e Governo

Ho una carissima amica che va pazza per le statistiche mentre io ne sono lontana mille miglia.

Però questa volta la voglio stupire con questa specie di statistica nata dalla considerazione dei Papati che ho attraversato nella mia vita che mi ha spinto ad un confronto con i Governi che hanno attraversato la Storia Italiana negli stessi anni…..

Ed ecco cosa è venuto fuori:

Entro nella storia della Chiesa durante il lunghissimo papato di Pio XII.

pio xii

Alla sua morte sono già grande per cui – da buona romana – seguo da piazza San Pietro i 4 giorni di Conclave che servono per eleggere Giovanni XXIII, quello che pensavano essere il “Papa di transizione” e che si è dimostrato invece il più grande riformatore, cambiando la storia della Chiesa con il Concilio Vaticano II che seppe leggere i segni dei tempi ed aprire la Chiesa ad una nuova lettura più consona al momento storico.

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Papa Giovanni XXIII è il “mio Papa”: in quel periodo io lavoravo in una traversa di Via Veneto e – siccome sono da sempre mattiniera – uscivo presto e approfittavo per girellare per le strade del centro ancora libere e sonnolente (parlo degli anni dal ‘58 al’63 e non c’era certo il caos di ora!!!).

Incontravo spesso una macchina nera targata SCV dentro la quale un sorridente Papa si sbracciava per salutare e benedire…..anche a lui piacevano le scappatelle mattutine e si faceva portare dal suo autista – uscendo da una porta laterale – in giro per la città!

Fu lui a gettare il seme del Concilio che non poté portare a termine ma che fu raccolto con entusiasmo dal suo successore Paolo VI.  Anche di lui ho amato tanto la sua voglia di incontrare il mondo – fu lui ad iniziare i grandi viaggi apostolici – ma soprattutto la sua insicurezza che fu presa come viltà e l’amore per Aldo Moro che l’ha portato quasi ad inginocchiarsi davanti ai rapitori;  l’assassinio del Presidente lo portò alla morte per il grande dolore:

Poi Giovanni Paolo I°, il Papa del sorriso, una dolcissima figura. Solo 33 giorni la durata del suo papato e su questo è rimasto un insoluto mistero.

E così di nuovo in Piazza San Pietro in attesa della nuova fumata bianca……mille illazioni sul nome e alla fine il nome del primo Papa straniero, quel Giovanni Paolo II, che arriva “di “Polonia” e che chiede, scusandosi del suo stentato italiano “se sbaglio mi corrigerete”….

Un pontificato lunghissimo: 26 anni, 5 mesi, 17 giorni, uno straordinario carisma, riconosciuto come autorità morale da tutti, cristiani e non. Con il Giubileo del 2000 “traghettò” la Chiesa nel terzo millennio. La sua lunga sofferenza, la sua agonia e la sua morte furono seguiti con amore e dolore da quasi tutto il mondo.

Dopo solo un giorno di Conclave fu eletto Benedetto XVII, il Papa teologo. Come Celestino V e Gregorio XII rinunciò al pontificato dopo 7 anni, non sostenendo il peso dell’età.

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Ed ora nuova grande speranza per questo Francesco che viene dall’altro capo del mondo,  con un sorriso che mi ricorda tanto Giovanni XXIII e con parole che mi danno la bella sensazione che sia arrivato finalmente il ritorno della Chiesa alla povertà e purezza evangelica…..

franceco

Molto più scarna la statistica che riguarda i governi che si sono succeduti dal 1946 ad oggi con poche figure che mi hanno appassionato.

Ho percorso 16 Legislature alle quali ho partecipato con attenzione e partecipazione (anche se non attiva) sin dalla metà della II.

 8 Governi De Gasperi, forse l’unico vero uomo di Stato del cinquantennio democristiano.

I suoi governi furono inframezzati dai governi Bonomi e Parri.

A seguire Pella, Fanfani che fu al Governo per 6 volte, Scelba, Segni (2 volte), Zola, Tambroni, Leone (2 volte).

Poi alcuni governi più lunghi: Rumor (5 volte), l’onnipresente Andreotti per 7 volte al Governo  (sotto solo a De Gasperi e sopra perfino a Fanfani), Cossiga (2) il picconatore (sarà lui che ha ispirato a Renzi il termine “rottamatore”?), Forlani, Spadolini (2 volte solo….. una gran passione per lui..), Craxi (2…anche troppi), De Mita, Amato (2), Ciampi, Dini.

E gli ultimi 4: 2 Governi Prodi, 2 Governi D’Alema, 4 Berlusconi e Monti ancora in carica….per poco. …. E su questi “no comment”…

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Ricordando Auschwitz

 

 Il 27 gennaio – giorno in cui nel 1945 le truppe sovietiche entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz, nella Polonia sud-occidentale, liberandone i pochi superstiti e rivelando al mondo il genocidio perpetrato dal regime nazista – è stato scelto come giorno in cui si fa memoria dell’olocausto, di una sistematica volontà di annientamento di un popolo attuata dallo stato tedesco.

A questa memoria voglio unire quella di tutti gli olocausti che sono avvenuti e, tragicamente,

stanno avvenendo ancora oggi.

Lo voglio ricordare con la bella poesia-acrostico di una carissima amica.

 

auschwitz

 

 

All’arrivo si crollava sui binari,

Ridotti come bambole stracciate,

Bersagliati  da mille militari,

Estraniati dall’anime strappate.

 

Il lavoro ci stremava le reni,

Tremavamo, come cavalli stanchi,

Muovendoci gelati tra quei treni.

Auschwitz era il tuo nome dannato,

Capoluogo dell’ingiustizia umana,

Hai cambiato la Storia ed il mio Fato.

Tornerò e spezzerò il filo spinato,

Farò uscire tutti gli internati,

Risorgeranno i figli degli ebrei,

E scorderanno gli orrori di ieri,

Impareranno a creder nel domani .

 

(Adele Libero)