Puoi costruire la pace

 

Se hai cibo,
puoi sfamare.
Se hai acqua,
puoi dissetare.
Se hai cuore,
… puoi amare.
Se hai generosità,
puoi donare.
Se hai dignità,
puoi educare.
Se hai pazienza,
puoi sopportare.
Se hai comprensione,
puoi tollerare.
Se hai indulgenza,
puoi perdonare.
E se sfami,
disseti, ami,
doni, educhi,
sopporti,
tolleri,
e perdoni,
puoi costruire la pace.

(Patrizia Camesasca)

costruirelapace

 

 

 

Epifania

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“Non erano tre, non erano re, non erano maghi”

Mi è rimasta impressa questa omelia che ho ascoltato tanti ani fa.

L’Epifania non è la festa dei Magi….l’episodio raccontato si presta a tante rappresentazioni piene di fascino, a tanti interrogativi: chi erano, quanti erano, perché proprio quei doni, li guida una stella o una cometa? Ma il Vangelo è scarno, non dà risposte perché è un altro il significato di questa festa che tanto spesso viene messa da parte per dar più risalto alle tante stelle che gli uomini seguono: e non penso tanto alla Befana, che ha un suo piccolo posto come a ricordare quei doni portati al Bambino….ma penso – per esempio – a quelle code lunghissime davanti ai negozi pur di comprare qualcosa….che serva o che non serva….ma ci sono i saldi e bisogna “approfittare, o alle vacanze che finiscono in tragedia o a pranzi e cenoni quando tanta parte del mondo muore di fame….

Queste sono stelle che cercano solo di coprire il vuoto esistenziale del mondo, e che danno gioia solo per pochi momenti.

La festa dell’Epifania invece ci invita a riflettere: perché il Figlio di Dio si è fatto uomo? Non per restare nascosto ma per manifestarsi a tutti, pastori e Magi, poveri e ricchi, piccoli e sapienti…..tutti sono invitati a rivolgere lo sguardo più in là, ad una “stella” che dia senso alla vita, che apra i cuori all’amore, al rispetto, alla condivisione, alla gioia….

Si dice “Pasqua Epifania tutte le feste le porta via”….. finite le feste inizia il cammino…

Un’amica

Ho ricevuto in dono un delizioso quadretto:

Con l’autrice, Roberta, ci conosciamo da una vita…..quasi tutta la vita dei nostri figli.

Da tanto tempo le avevo promesso di andarla a trovare per vedere i suoi quadri: non avevo potuto andare alla sua ultima mostra e c’era il piacere reciproco, lei di farmeli vedere ( almeno quelli che ha in casa) ed io di vederli finalmente!.

Così qualche giorno fa arrivo a casa sua (con una piantina di ciclamini per farmi perdonare il ritardo).

Chiacchieriamo un po’, già in cucina ci sono alcuni dei suoi quadri, in carattere con l’ambiente.

Roberta mi racconta di come è iniziata la sua “carriera” di pittrice.

Una volta andata in pensione, aveva deciso di “mantenere il cervello in movimento” per cui si era iscritta all’Università dell’Età Libera.

La sua grande passione per il disegno le aveva fatto scegliere un corso di pittura, tenuto da un ottimo pittore. Sono passati circa 12 anni e Roberta è diventata una quotata pittrice, ha già fatto alcune mostre e si sta facendo strada nel modo dell’arte.

I suoi quadri parlano della casa attraverso i semplici oggetti di tutti i giorni, lo strofinaccio, un vaso, la frutta,

raccontano del suo amatissimo paese, Lari, in provincia di Pisa

 e della sua campagna, la campagna toscana, con i suoi campi fioriti e le distese di grano, i cipressi, i castagni e gli ulivi, con la morbidezza delle sue colline.

Parlano di lei, del suo sguardo sorridente sul mondo, sia nelle grandi tele che nei quadri più piccoli a tempera e ad olio, tanto che anche una giornata di nebbia riesce a trasmettere tanta serenità.

E, siccome il suo amore per Lari non si limita al dipingerla ma passa anche attraverso la cucina e la conservazione dei prodotti della sua terra, sono tornata a casa con il quadro e con un barattolo della sua eccellente marmellata….

 

 

Passioni

 

PASSIONI….

 

Gustav Klimt, nato il 14 luglio 1862 a Baumgarten, un sobborgo di Vienna, è stato uno dei massimi esponenti dell’Art Nouveau (stile Liberty, in Italia).

 

Utilizzando le innovazioni decorative di questa arte, di cui divenne il più grande rappresentante nel campo della pittura, sviluppò uno stile ricco e complesso ispirandosi, spesso, alla composizione dei mosaici bizantini, che aveva studiato a Ravenna.

 

Nella sua opera, si oppose alle idee conservatrici e dovette superara barriere e divieti per realizzare i suoi dipinti erotici e simbolici che rappresentarono i sogni, le speranze, le paure e le passioni dell’uomo

L’ideale di bellezza per Klimt fu la donna giovane, erotica e seducente nei confronti dell’uomo, che invece denota spesso malinconia e solitudine.

Dipinse anche paesaggi; di particolare valore quelli realizzati nell’ultima parte della sua attività.

Morì il 6 febbraio del 1918, a séguito di un attacco apoplettico.