I nipoti, un amore ricambiato

1 ottobre

Ho aspettato un po’ a scrivere questo messaggio perché ho sperato fino all’ultimo che tu venissi a svegliarci da questo incubo dicendo “è tutto finito, non vi preoccupate”, ma purtroppo non è stato così ed io non ho ancora realizzato del tutto. Ma non sono qui a demoralizzarmi e a versare lacrime su lacrime perché ti porto sempre dentro di me e qui ho una lista di tutti i bei momenti che abbiamo passato insieme: i fiori che schizzavano al Poetto in Sardegna, le castagne che puntualmente mi preparavi e mi sbucciavi ogni anno, la NOSTRA gattina Pallina (perché fondamentalmente si fidava solo di noi), io che mi nascondevo per casa prima che tu rientrassi dai giardini per poi venirmi a cercare “ucci ucci sento odor di cristianucci”, “mano mano piazza, di qui ci passò una lepre pazza….”, il rumore dell’aereo che mi facevi sempre sentire con la cintura sulle orecchie, i pomeriggi ai giardini in cui mi guardavi salire in cima alla piramide per poi applaudirmi una volta arrivata su – e aggiungerei anche quando mi aiutavi a scendere perché ero troppo in alto ed avevo paura -, le scaglie di parmigiano che mangiavo solo ed esclusivamente se erano tagliate da te, i tuoi “ma come fai ad essere sempre più bella?” ogni volta che ti venivo a trovare, la tua passione per i kinder e tutti i dolcetti vari, te che mi chiedevi sempre pareri sui tuoi vestiti, il tuo piccolo orto in terrazza dove mi facevi assaggiare ogni cosa e quando mi dicevi di chiudere gli occhi e provare ad indovinare che cosa stessi mangiando. Potrei continuare per ore ma verrebbe una lista troppo lunga e non avrei spazio per i momenti vissuti negli ultimi mesi, te mangiavi pochissimo ma con me sei riuscito più volte a finire il latte con i biscotti a colazione; tutti i “kinder colazione più” che ti ho dato per farti mangiare qualcosina a pranzo e a cena quando riuscivi a malapena a finire due cucchiaini di stracchino ma cavolo, quei dolcetti potevi mangiarli fino allo sfinimento; quando non riconoscevi più nessuno (o almeno così sembrava) ma appena entravo in quella stanza di ospedale e venivo a salutarti mi regalavi dei sorrisi bellissimi e alla mia domanda “nonno ma ti ricordi chi sono io?” rispondevi: “Si, sei mia nipote Ilaria”. Non sono stati mesi facili questi ultimi, nè per te nè per noi, ma spero che tu dal mondo immaginario in cui ti trovavi, ti sia accorto che io non ti ho lasciato nemmeno per un minuto e sono sempre stata lì con te, fisicamente quando potevo e mentalmente ogni secondo che passava. Spero di poterti rivedere, magari vienimi a trovare qualche volta in un sogno… io ti aspetterò sempre lì.
Buon viaggio nonnino, anche se so per certo che sei già arrivato, che ti sei già ambientato e che hai ritrovato tutte le persone che ti avevano lasciato tempo prima e sicuramente starai già ridendo e scherzando con tutti loro. Chissà magari stai già dando un cappuccino e una brioches alla Lalla😂 Ti voglio un bene indescrivibile! (Ilaria)

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” Ad un certo punto lungo la strada,
Il mio cuore non era più solo.
Il tuo cuore ha tirato fuori il mio dall’oscurità!

Come stelle che ballano nel cielo,
Il futuro ha iniziato a brillare di luce.
In qualche modo l’avevo perso di vista prima,
Quando ero concentrato interamente su me stesso.

A volte mi ricordo ancora.
Mi dispiace per me stesso e mi fa male.
Ma ora sono qualcuno che può proteggere qualcun altro.
Posso sopportare l’orgoglio e un giorno credo:
” Sono così felice di averti incontrato quel giorno!”

Da quel giorno, il mio cuore
E ‘ stato salvato da te ancora e ancora.
Con il tuo sorriso luminoso e il calore che porta.” (Matteo)

30/09

Volevo ringraziare tutti: dal primo all’ ultimo, per i messaggi che mi avete inviato.
Credetemi, anche se il contenuto è pressoché lo stesso (“Condoglianze”, “Mi dispiace tanto” ecc…), vederli mi scalda il cuore come non mai. 
Non ho moltissime memorie per quanto riguarda mio nonno: ricordo solo che ogni volta faceva il solletico a Me e Mia sorella e che qualche volta gli chiedevo i conti più disparati e complessi che, tempo 3 secondi, venivano risolti. (Ecco forse perché me la cavicchio coi conti).
Mio nonno era un tozzo di pane: sempre sorridente e, nonostante fosse malato di Parkinson, si godeva quel poco che gli rimaneva da vivere.
Peccato, però, che proprio quando si è trasferito…
Ma che ve lo dico a fare?
Vi sfaterò un mito: anche se non lo do a vedere, io schiatto dentro come non mai.
Per questo non andavo quasi mai all’ospedale, ma che deve pensare uno che vede suo nonno in quelle condizioni?
E mi distraevo, scappavo dal problema e mi divertivo.
Solo che alla fine tutto finisce, no? E’ inevitabile, ecco.
Ringrazio tutti, TUTTI voi: dal primo all’ultimo, chi vedo più spesso e chi vedo meno spesso, chi conosco meglio e chi conosco peggio.
Avete reso un ragazzo felice con poco.
Io proverò ad andare avanti, sperando che, in un qualunque momento, lui mi guardi dalla sua nuvola, magari con un bel bicchiere di succo in mano, magari sorridendo.
E’ il momento di guardare il futuro ed andare avanti.
Vi voglio bene. (Matteo)

Tu non volevi fare la gara e fu proprio il nonno l’unico che riuscì a convincerti! (Nonna)

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Malinconia (pensieri dei giorni tristi)

Da Fausta, Barbara e Sabina

18/09

Ieri pomeriggio, dopo giorni in cui ti vedevo solo ripiegato in triplice flessione con un’espressione di sofferenza disegnata immobile sul viso, entro in una quiete ovattata di un nuovo reparto dove termineremo insieme il viaggio e ti trovo magicamente disteso supino, le gambe allungate, l’espressione rilassata. Ti lascio riposare dopo essere stata bonariamente ripresa da una collega per aver disturbato il tuo riposo e aspetto accanto a te. Il regalo più bello quando ti svegli…..”babbo, sono qui, riesci a vedermi?” e mi appoggio la tua mano sul viso. Mi guardi per due minuti come per mettermi a fuoco e poi ti apri in un sorriso sdentato che più bello al mondo non può esistere. Ti voglio un bene immenso babbo (Barbara)

Parlarsi con gli sguardi e dirsi che c’è un filo che è eterno, più forte ancora di quanto lo erano le parole. Anche il minimo accenno di un sorriso o un incomprensibile borbottio sono un regalo…(Fausta)

30/09

E dopo averci salutati tutti, in silenzio te ne sei andato. Finalmente libero da quel letto e da quella malattia bastarda….. addio babbino, ti ho voluto e ti voglio un mondo di bene (Sabina)

Ciao Romano, tra una baruffa e l’altra ci siamo voluti un sacco di bene e questo è quello che conta per me! (Fausta)

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1 ottobre

Comincia ottobre senza te…

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Oggi era il giorno del distacco, il giorno più difficile per me, mia sorella e mia mamma. Per Ilaria e Matteo. Ringrazio con tutto il cuore chi con amore e rispetto non solo è venuto a salutare babbo ma anche per stare vicino a noi tre, a noi 5. Babbo era contento di essere qui a Livorno, diceva sempre che gli piaceva cenare tutti insieme. Era felice di vedere i suoi nipoti. Il peggioramento della malattia non gli ha dato molto tempo ma in questi mesi essere stati tutti insieme è stato un bel regalo. Per noi da ora in poi sarà tutto più difficile, più triste, più brutto ma siamo insieme e sappiamo che chi ci vuole bene ci starà vicino, il resto non conta. (Sabina)

Alla fine di questa lunga giornata mi suonano in mente le parole del vecchio Simeone nel suo Cantico: “Ora lascia, Signore, che il tuo servo vada in pace…”
Ci mancherai tanto, Romano, ma ti ringraziamo per essere stato per tanti anni in cammino con noi. 53 anni insieme non sono pochi!
E fai il bravo lassù, non fare troppi scherzi come tuo solito! (Fausta)

04/09

Tutto sembra uguale, ma tutto è diverso….(Sabina)

“Nascere non basta.
È per rinascere che siamo nati.
Ogni giorno.”
(Pablo Neruda)

E ti voglio ricordare così

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Mare…

Era cominciato con un “vi passo a prendere così si va a bere un caffè vista mare” …

Ma non si voleva una delle baracchine della Terrazza Mascagni da cui si vede sì il mare ma sono sul cemento… doveva essere un posto quasi sul mare…

Perciò ci avviamo verso l’Ardenza: la strada – praticamente il lungomare che porta verso Quercianella e via via verso le altre cittadine marinare della costa livornese – ha solo due corsie ed è trafficata come le vie di una grande città nell’ora di punta. Trovare parcheggio vicino alla spiaggetta che si vuole raggiungere è un’utopia e, se non si ha un colpo di fortuna rarissimo, si rischia di dover fare tanta strada sotto il sole cocente. All’andata questo non è poi un gran danno perché all’arrivo ci si tuffa nell’acqua e ci si rinfresca, ma al ritorno sono dolori!

Bene o male arriviamo nel posto dove va mia figlia Sabina quando esce dal lavoro. C’è una baracchina che si chiama La Vela con i tavoli sotto tendoni e alberi e dove arriva la brezza marina a rinfrescare;

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da lì c’è una breve discesa e ci si trova sul mare… anzi, per essere esatti, praticamente nel mare.

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Basta noleggiare un lettino e lo si può piazzare in una delle piccole vasche che gli scogli formano e stare “a baco” a prendere il sole e contemporaneamente fare il bagno!

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Quando c’è la bassa marea le vasche sono tantissime, con l’alta marea diminuiscono ma in compenso l’acqua è più fresca…

Ci sediamo ad un tavolino. La vista è bellissima, il mare azzurro e calmo ed il cielo quasi dello stesso colore, all’orizzonte navi e cargo alla fonda, un motoscafo, qualche bagnante che si lascia trasportare dal materassino… in fondo in fondo, dove il mare sembra finire, azzurrina e lieve la sagoma della Gorgona…

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E’ quasi l’una ed è passato sia il tempo del caffè che quello dell’aperitivo ma si sta così bene che restiamo a mangiare: polpo e verdure grigliate per Romano, cubi di tonno con avocado per Sabina e Caesar salad per me, piatti ottimi e freschi…

E’ ora di andare ed ho una richiesta: passare a vedere la mitica Amerigo Vespucci che in questi giorni è ormeggiata al porto Mediceo per “farsi ammirare” in attesa di imbarcare i cadetti del 1° anno (il 30 giugno) per iniziare l’addestramento in mare.

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Nessun appellativo è così adatto alla nave che quello di “Signora del mare” perché è veramente stupenda, anche da lontano fa restare a bocca aperta, splende al sole!

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Grazie alla gentilezza del ragazzo che all’ingresso del viale che conduceva alla nave ci ha visti vecchierelli e ci ha fatto avvicinare, anche se fuori orario, ho potuto godere in tutta pace la visione di tanta bellezza.

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Solo il sole che picchiava ferocemente sulle teste mi ha fatto “risvegliare”.

Questa notte, prima di addormentarmi, cercavo di immaginare come deve essere quando naviga a vele spiegate! Le foto non le rendono giustizia!

Quando ero alle elementari la maestra sorrideva sempre perché i miei temi finivano sempre con “e sono tornata a casa stanca ma felice” … beh, questa volta è un finale proprio adatto!

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Votare oh oh…

Ho “rubato” queste parole ad un amico, Maurizio Lenzi, perchè sono in perfetta sintonia con il mio pensiero e le mie scelte…

Con questa amarezza mi accingo a fare il mio dovere di cittadino e vado a votare cercando un barlume di speranza.
Voterò per chi ha urlato meno, per chi non ha ricette miracolose per sconfiggere la povertà (buffoni), l’illegalità (pavidi) o l’immigrazione (razzisti); per chi non finge di fare opposizione (falsi) e pasteggia nella stessa mangiatoia. 
Non darò un voto di protesta, non mi asterrò e non annullerò la scheda! Non sarà facile, ma voterò con la speranza di aver scelto il meglio possibile per rappresentare la mia visione del mondo.

Spero di esserci riuscita, spero in un futuro migliore…

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Pasqua Epifania tutte le feste le porta via…

Dal Vangelo di oggi “Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”

Così scrive Davide Maria Turoldo:

Eran partiti da terre lontane:
in carovane di quanti e da dove?
Sempre difficile il punto d’avvio,
contare il numero è sempre impossibile.
Lasciano case e beni e certezze,
gente mai sazia dei loro possessi,
gente più grande, delusa, inquieta:
dalla Scrittura chiamati sapienti!
Le notti che hanno vegliato da soli,
scrutando il corso del tempo insondabile,
seguendo astri, fissando gli abissi
fino a bruciarsi gli occhi del cuore!

Naufraghi sempre in questo infinito,
eppure sempre a tentare, a chiedere,
dietro la stella che appare e dispare,
lungo un cammino che è sempre imprevisto.
Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.

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Hanno camminato per giorni scrutando il cielo, seguendo una stella che appare e scompare, con gli occhi volti all’infinito e sono arrivati davanti ad un bambino – come tutti i bambini del mondo – e a lui si sono prostrati ed hanno presentato i loro doni…

Epifania – Manifestazione

Non è nelle cose grandi e imponenti che si trova la verità ma nelle cose piccole e semplici, nella normalità della nostra vita … basta avere gli occhi grandi come li hanno avuti i Magi!

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Buona Epifania!



31 dicembre 2018

L’anno si è ormai consumato, e nonostante per tanti sia stato difficile, se siamo qui è perché siamo stati capaci di camminare, di sudare, di portare avanti la vita.
E allora è tempo di creare un nuovo spazio perché nuovi desideri possano mettere radice:
“Bisogna liberare un letto per ospitare qualcuno. Bisogna liberare il proprio dire per ascoltare. Bisogna liberare un tavolo per apparecchiarlo. Bisogna liberare le proprie ragioni per arricchirsi di punti di vista nuovi. Bisogna liberare un’agenda per vivere un incontro. Bisogna liberare i nostri rimorsi per vivere solo cominciamenti. Bisogna liberare i rimpianti per scoprire senso in tutto. Bisogna liberare il bisogno di controllare per assaporare l’ebbrezza della fiducia. Bisogna liberare il proprio avere per scoprire i miracoli della condivisione. Bisogna non aver paura di togliere qualcosa. Togliere non è perdere, non è ridurre, è esattamente il contrario. Togliere è fare spazio alla novità, alla vita che cresce, al bene che moltiplica tutto ciò che abita.”

(fra’ Giorgi Bonati)

vento in poppa

Auguri!!

Stamani mi sono svegliata con in testa la poesia dei miei 4 anni!

“E’ Natale, è Natale
gli angoletti son discesi
hanno candide le ali
e i capelli tutti d’or.
O mammina mia diletta
o mio caro e buon papà
questa vostra figlioletta
tanti auguri oggi vi fa!”

Con questa ingenua poesiola faccio a tutti il mio più sincero augurio di un vero Natale!

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Babbo Natale

I bambini credono a un uomo che in una notte, nella sua slitta magica trainata da renne volanti, attraversi il mondo e infilandosi in un camino, porti dei regali a tutti.
Okay.
Però prima di prenderli in giro ricordiamoci che noi crediamo a:
– Ti chiamo uno di questi giorni;
– Tranquilla, lei è solo un’amica;
– Non ti ho risposto perché ero impegnato;
– Non ti ho risposto perché ho lavorato tanto;
– Non sei tu, sono io;
– Non sono pronto per una relazione;
– Sei la donna giusta al momento sbagliato.

ecc…

P. S. Lasciamoli credere a Babbo Natale, non ha mai fatto male a nessuno

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