Epifania del Signore

https://youtu.be/k8mjRxkMBkE

Non erano tre, non erano re, non erano maghi, non ci sono notizie precise su di loro, ma certamente erano persone che “guardavano in alto”…

Quella stella così luminosa li ha incuriositi e si sono messi in viaggio, un lungo viaggio, per cercare, per capirne il significato.

Anche noi quest’anno abbiamo visto: la meravigliosa congiunzione di Giove e Saturno, così vicini da sembrare un’unica stella, proprio quella che hanno visto loro come hanno calcolato gli astronomi!

Mettiamo anche noi cuore e mente in cammino per cercare quello che dà senso alla nostra vita!

27 dicembre domenica della sacra Famiglia

Un tema su cui ultimamente ho riflettuto molto.

Una famiglia non convenzionale: Giuseppe, padre senza essere il padre biologico – Gesù è il Figlio di Dio – che tuttavia è chiamato “Giusto”. Sua madre, Maria che, benché poco più che adolescente, con un coraggioso “Eccomi” si trova incinta senza aver “conosciuto” uomo, per opera dello Spirito Santo. Gesù, che per 30 anni cresce, vive e lavora insieme ai suoi genitori.

eppure

eppure questa famiglia ci viene mostrata come modello: la sacra Famiglia.

Cosa unisce questa famiglia che non doveva certo essere ricca, nella cittadina di Nazareth piccola e senza risorse?

Giuseppe era un falegname e Gesù cresce imparando il mestiere del padre, fabbricando con lui tavoli e sgabelli e tutte quelle cose semplici che dovevano formare l’arredamento delle case del paese. Maria svolge i lavori di casa e di sicuro il giovane Gesù l’aiuta.

In questa Famiglia – e scusatemi se vi sembrerò dissacrante ma questo leggo nel racconto del Vangelo – non vedo l’azione di un contratto ma la forza di un amore che unisce, che fa superare le difficoltà, che fa crescere il figlio e lo prepara alla vita, sentimenti forti e belli. Tutto questo mi fa pensare che la bellezza della famiglia, qualunque essa sia, si basa sull’amore e il rispetto.

Tutto questo mi fa pensare…

AUGURI!

Da oggi, Dio, non sei più solo Dio;
da oggi, uomo, non sei più solo uomo.
Il grembo di una donna
ha fatto nascere
qualche cosa di nuovo,
sulla terra e nel cielo.
E niente sarà più come prima.

(Adriana Zarri da “La scala di Giacobbe”)

Quando un libro

Sto leggendo un libro che mi incuriosisce e appassiona, tanto da far fatica a fermarmi, ma ci sono cose che vanno fatte e a malincuore lo poso …fino al prossimo “spazio libero”.

Il libro si intitola Helgoland (che è l’isola da cui è partita tutta la ricerca sulla teoria dei quanti, per una intuizione di Heisenberg). È scritto da Carlo Rovelli, un illustre fisico, e parla della rivoluzione scientifica più importante, la fisica quantistica. No, non è che io mi senta una scienziata e soprattutto che a scuola la fisica con tutte le formule e formulette non mi piaceva, è solo che sono molto curiosa e quando sento parlare di qualcosa di nuovo, della costituzione della natura e dell’uomo, non posso fare a meno di cercare di capire…

Sono più o meno a metà del libro e per ora non ho capito molto: si tratta dei primi tentativi di capire le idee sconcertanti, alla spiegazione razionale non corrispondevano a quanto veniva osservato empiricamente.

Quello che mi consola è che illustri fisici come Einstein, Bohr, Jordan e altri, durante la crescita della sperimentazione arrivavano a costruire formule che dimostravano la loro esattezza ma nemmeno loro capivano: era così ma perché?

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A Livorno c’è un luogo che è nel cuore di tutti i livornesi, uno dei primi luoghi che, venendo a vivere qui, mia figlia mi ha portato a vedere e ne sono rimasta incantata.

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Un enorme negozio/vivaio ben rifornito tra assortimento di piante verdi o fiorite,

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accessori, decorazione e arredamenti per giardini e terrazze…

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prodotti per l’agricoltura e il giardinaggio, terricci e prodotti chimici, allestito in maniera originale e ben fatta, un tripudio di profumi, colori e forme che riempiono gli occhi ed il cuore, dalla pianta più piccola fino agli alberi da frutto per chi è così fortunato da possedere un piccolo pezzo di terra.

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Poi mi ha portata nuovamente nei giorni di Natale… pensavo di trovare alberi e piante adatti al periodo natalizio…invece…

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Quando si avvicina Natale il tutto si trasforma in un mondo magico, dove ti sembra di vivere nelle favole: è il mondo di Babbo Natale pieno di addobbi e animali e ti perdi a girare tra i vari allestimenti, come se camminassi nella neve viaggiando nel mondo con le varie tradizioni!

 

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Orsi polari, pinguini, unicorni e molto altro…per poi passare a palline di ogni forma, colore e grandezza,

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con allestimenti anche in movimento e ogni cosa necessaria per crearne uno a tuo piacimento e logicamente Babbo Natale in tutte le forme e grandezza,

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la sua casa, le cassette per imbucare le letterine e infine anche la grande poltrona dove Babbo Natale “in persona” si fa fotografare con i bambini e ascolta le loro richieste!

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Per i piccoli è la gioia di un mondo incantato, per i grandi la tenerezza di tornare bambini!

Nell’ultima parte un piccolo spazio con dolciumi e il mondo di Natale gonfiabile e un po’ di intrattenimento degli elfi.

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Da qualche giorno tutto questo non c’è più: il fuoco – forse appiccato da mani invidiose e cattive – ha distrutto tutto lasciando Livorno nella costernazione più grande e i proprietari nell’assurdo dolore di vedere sparire in pochi minuti la loro attività portata avanti con capacità ed amore da quarant’anni.

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Il nostro affetto intorno a loro e la speranza di tutti che possa ritornare presto a donarci il suo mondo di bellezza!

 

 

… come il vento

Dalla pagina di una amica su facebook:

Se il nostro corpo è un testo

la malattia è un refuso.

La medicina del futuro

è l’attenzione alla lingua.

Badate prima di tutto alle parole,

le parole fanno tempeste

nella carne, possono fare buchi,

possono fare tane, trame, tele

di ragno.

Il male e il bene sono fasi, frasi,

sono mete, metafore

che legano un corpo all’altro,

un giorno all’altro.

Non dire una parola

che non sia felice di essere detta,

non ascoltare una parola

che non sia necessaria

come l’acqua, inafferrabile

come il vento.

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Siamo mortali

Ho trovato questo brano sul web, non so chi sia l’autore ma mi corrisponde in pieno…

“siamo mortali, amico mio…

e questa dovrebbe essere l’informazione che fa la differenza!

per quanto grandi ed innovative possano essere le nostre idee

per quanto dolorosi siano i nostri sacrifici

per quanto imbarazzanti possano essere i nostri errori….

tra 100…200 anni…

chi si ricorderà più di noi…

crea e sbaglia e soffri con leggerezza, amico mio…

siamo mortali…”

leggerezza e poesia

 

In tempo di coronavirus… con un po’ più di libertà

E finalmente, con la piccola libertà che ci è stata data, arriva un sabato di sole, una bella giornata calda … sarebbe sciocco non approfittarne!

A ma figlia Sabina e me piace girare senza fretta e, a volte, senza una meta precisa per conoscere i dintorni di Livorno: per noi è tutto nuovo!

Questa volta Sabina ha scelto un luogo di cui le è piaciuto il nome “Orciano Pisano”.

Scartiamo la scelta dell’autostrada e ci avviamo sulla strada statale, in questo modo scopriamo tanti paesini immersi nel verde della campagna.

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Si può andare con calma, ancora non c’è molto traffico quindi si può viaggiare a passo ridotto…se poi c’è qualcuno che ha fretta che ci sorpassi pure, non ci offendiamo.

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È bello godersi il paesaggio della campagna con i cipressi e le colline morbide, i piccoli corsi d’acqua e le distese dove il grano è stato appena tagliato e i grandi rotoli sono ancora sul campo.

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Mi vengono in mente i covoni che vedevo da piccola…certo in questo caso l’avvento delle macchine ha alleggerito molto il lavoro dei contadini!

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Il navigatore, per esempio, è quasi essenziale per trovare questi piccoli paesi che non sono ben indicati dai cartelli sulle strade; con un po’ di fatica, arriviamo in vista del cartello “Orciano Pisano” ma bisogna andare ancora avanti per trovare il piccolo Borgo.

Orciano è un comune con circa 600 abitanti, ma in questo momento sembra disabitato! È a 122 metri slm ma c’è un’arietta piacevolissima che ci fa credere di essere più in alto. Con molto piacere vedo che ha un Sindaco donna.

Non c’è molto da vedere, una piazza al centro del paese, la Chiesa Parrocchiale

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e un Oratorio o Confraternita che però sono un po’ distanti dalle case, uno sulla destra e l’altro sulla sinistra della strada.

Mi colpiscono i cartelli indicatori delle vie che sembrano scritti a mano sulla ceramica, con una calligrafia infantile.

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Sono passate le 13 e la fame si fa un po’ sentire. Nella piazza c’è un piccolo bar con i tavolini nel verde,

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non è particolarmente fornito ma ci sono dei bei tramezzini: prendiamo anche una spuma bionda e ci accomodiamo all’aperto.  Si sta così bene, circondate dal verde e da un magico silenzio che non viene voglia di muoversi! Qui l’onestà deve essere di casa perché mentre mangiamo il ragazzo che ci ha servito (unica persona presente nel bar) ci saluta e si avvia… dopo un po’ arriva un’altra persona e possiamo pagare.

Sulla strada incontriamo un cartello con la scritta “Lorenzana” all’inizio di una stradina che si inerpica piuttosto ripida, tiriamo avanti ma dopo una curva lo sguardo viene attratto da un paesino arroccato su un colle, circondato dal verde.

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Che sia quella Lorenzana? Torniamo indietro e andiamo a vedere. Ci fermiamo ad un piccolo slargo da cui parte una bella salita che porta ad una grande Chiesa.

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Comincio ad essere un po’ stanca, la sosta obbligata dal Coronavirus ha mandato in tilt le mie gambe che non hanno potuto usufruire della camminata giornaliera così, visto un muretto all’ombra, mi accontento di guardare la struttura dal basso mente Sabina va a vedere da vicino.

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Mentre l’aspetto vado a leggere notizie sul paese.

Il paese di Lorenzana è un comune autonomo composto da Lorenzana, Crespina, Cenaia e Tripalle (i nomi di questi paesi sono eccezionali). È in provincia di Pisa ed è il capoluogo del comune italiano sparso di Crespina Lorenzana. In passato fu la meta privilegiata delle ricche famiglie di Livorno e Pisa che vi costruirono numerose ville, tra queste la villa Kiernek che ospitò Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini ed altri macchiaioli.

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È incredibile come tanta storia sia racchiusa in paesi dal nome sconosciuto: bisogna andare a frugare nei meandri della storia per ritrovare delle radici così belle e profonde del nostro territorio.

Il cielo si sta oscurando e non promette niente di buono per cui rimontiamo in macchina e prendiamo la strada del ritorno per non farci cogliere dal temporale, ma questa volta scegliamo l’autostrada e la Variante Aurelia per Livorno.

Una bella passata di pioggia ma oramai siamo a casa!

(Giovanni Fattori : panorama livornese)

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