2 agosto 1980

Ero in villeggiatura a Baia Felice, nel litorale Domiziano, non c’erano ancora i cellulari e c’era un unico telefono per tutti e per lo più era spesso guasto.

Per fortuna avevo con me la mia radiolina che mi permetteva di restare in contatto col mondo. L’accesi come al solito per sentire un po’ di musica mentre lavavo piatti e stoviglie – dato che l’acqua arrivava solo la mattina prestissimo – invece arrivò la notizia come un pugno nello stomaco.

Non posso dimenticare…

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MEMORIA

Come segno e simbolo di tutti gli olocausti perpetrati da sempre nel mondo, da cui l’uomo non vuole impaare che odio e razzizmo sono la morte dl mondo!

Poesia di un ragazzo trovata in un Ghetto nel 1941

Da domani sarà triste, da domani.

Ma oggi sarò contento,

a che serve essere tristi, a che serve.

Perché soffia un vento cattivo.

Perché dovrei dolermi, oggi, del domani.

Forse il domani è buono, forse il domani è chiaro.

Forse domani splenderà ancora il sole.

E non vi sarà ragione di tristezza.

Da domani sarà triste, da domani.

Ma oggi, oggi sarò contento,

e ad ogni amaro giorno dirò,

da domani, sarà triste,

Oggi no.

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Avvento – Attesa

Stanno per finire i giorni dell’attesa, tra due giorni la stalla di Betlemme si riempirà di luce e vita nuova.

Ma ancora è tempo di riflessione ed oggi mi hanno aiutato le parole di una dolce amica di facebook, Isabella, che ha scritto questo bel pensiero: lo condivido perchè è qualcosa che tutti sanno ma che ci si dimentica facilmente di metterlo in atto…

“Quando uno guarda sono già le 6 del pomeriggio…
quando uno guarda è già venerdì….
Quando uno guarda sono già passati 50 anni….
Non smettere di fare qualcosa che ti piace per mancanza di tempo….
Un giorno i tuoi figli non saranno più tuoi…
Allora non dire lo faccio dopo….
Prova ad eliminare il dopo…
Dopo ti chiamo…dopo lo dico….dopo lo faccio…ci penso dopo…
Lasciamo tutto per dopo come se il dopo fosse il meglio…
Perché non capiamo che dopo il caffè si raffredda…
Dopo la priorità cambia…
Dopo il presto di trasforma in tardi…
Dopo il giorno è notte…
Dopo la vita scorre via veloce….
Ricordati che il dopo può essere tardi, il giorno è oggi, non siamo più nell’età in cui ci è permesso posticipare…
Non lasciare niente per dopo, il momento è adesso….”

Mi è successo una volta di non fare a tempo a salutare un caro amico … queste parole mi hanno ricordato la tristezza che ho provato …

Ora cerco di abbandonare la parola “dopo”!

Per ora vi auguro una “buona attesa”

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25 novembre – giornata contro la violenza sulle donne

Non amo le giornate per… penso che sono solo un pro memoria per chi già è cosciente del problema. Sono convinta invece che bisognerebbe fare meno chiacchiere e più azioni serie per bloccare questa “guerra”!

Ma stasera ho letto le parole della mia cara amica Michela e le ho trovate così belle da volerle dividere con voi:

“Le dinamiche di vittima-carnefice sono tanto, tanto complicate e con radici che affondano non solo nella storia personale di ognuno di noi, ma anche nella storia di tutto il genere umano.
E, come sempre, ci sono persone più preparate di me che hanno spiegato e approfondito l’evoluzione del maschile e del femminile nella storia.
Libri da leggere, parole da ascoltare, film da vedere…
Quando penso che, in Italia, le donne hanno diritto di voto solo dal dopoguerra, mi appare tutto molto chiaro. Siamo solo all’inizio di un percorso lungo lungo che porterà all’armonia tra Uomo e Donna. Ne sono certa. Ci vorranno mille anni, ma arriverà. Fuori e dentro di noi. Del resto, il matriarcato ha fallito, il patriarcato pure… va trovata una terza via…
Per quanto riguarda me, non sono mai stata attratta da uomini aggressivi. Trovo gli spacconi sbraitanti molto seccanti.
In tutti i sensi.
La gentilezza, la cura, l’interesse condiviso, la curiosità di scoprire “l’altra metà del cielo” sono caratteristiche che trovo molto sexy.
Tutti i noi abbiamo una parte oscura, bestiale, ma se la leghiamo ad una catena diventa ancora più cattiva.
Conoscere se stessi, esplorare le nostre parti oscure, illuminare, illuminarsi… sapersi difendere, laddove la luce non sia arrivata.
E, siccome non è solo un percorso interiore, ma sociale, fornire gli strumenti per potersi difendere e proteggere dalla bestialità incattivita.
Ecco.
“Buongiorno”

Ecco…diamoci una mano, uomini e donne, con la volontà di cambiare in amore l’odio che sta travolgendo l’umanità!

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Riflessioni: Giuda Iscariota

Riprendo ancora dal web:

È stato chiamato come gli altri. Non ha capito che cosa gli si faceva fare, ma gli altri lo capivano? Egli era annunciato dai profeti, e quello che doveva accadere è accaduto. Giuda doveva venire, perché altrimenti come si sarebbero compiute le Scritture? Ma sua madre l’ha forse allattato perché si dicesse di lui: “Sarebbe stato meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”? Pietro ha rinnegato tre volte, e Giuda ha gettato le sue monete d’argento, urlando il suo rimorso per aver tradito un Giusto. Perché la disperazione ha avuto la meglio sul pentimento? Giuda ha tradito, mentre Pietro che ha rinnegato Cristo è diventato la pietra di sostegno della Chiesa. Non restò a Giuda che la corda per impiccarsi. Perché nessuno si è interessato al pentimento di Giuda? Gesù l’ha chiamato “amico”. È veramente lecito pensare che si trattasse di una triste pennellata di stile, affinché sullo sfondo chiaro, il nero apparisse ancora più nero, e il tradimento più ripugnante? Invece, se questa ipotesi sfiora il sacrilegio, che cosa comporta allora l’averlo chiamato “amico”? L’amarezza di una persona tradita? Eppure, se Giuda doveva esserci affinché si compissero le Scritture, quale colpa ha commesso un uomo condannato per essere stato il figlio della perdizione?
Non chiariremo mai il mistero di Giuda, né quello del rimorso che da solo non può cambiare nulla. Giuda Iscariota non sarà più “complice” di nessuno.

“Giuda si avvicinò
a Gesù e disse:  «Salve, Rabbì».
E lo baciò.
Gesù gli disse: «Amico, per
questo sei qui!» 
(Matteo 26, 49-50)

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Quanto è grande il mistero di Giuda: “con un bacio tu mi tradisci?”

Quanto grande è il dolore di sentirsi tradito da un amico.

Accorgersene e riconoscere la colpa è il primo passo, poi bisogna perdonarsi per sentirsi perdonato, senza farsi prendere dalla disperazione che ci fa scappare ma con la tenerezza di sentirsi ancora una volta accolti..

Quante volte sono Giuda… ogni volta però ritrovo le Sue braccia aperte…

Dedicata alle persone colpite dal sisma

Ancora una poesia… anche questa parla per me …

Con il mio pensiero e la mia preghiera per tutte le persone che stanno vivendo nella paura, nel dolore, perchè possano ritrovare speranza e voglia di andare avanti ancora una volta…

Terremoto

Non tremare disse l’albero alla terra
non aver paura
la tua paura è disastrosa

Non te ne accorgi, ma ogni tuo singhiozzo
è devastante

Fai piangere i bambini,
urlare le madri,
e i vecchi inorridisci

Ma la terra sorda e cieca non sentì l’albero
né i bambini, né le madri
e non vide l’orrore negli occhi degli anziani

Tremò e tremò
ancora
incosciente di ciò che provocava

L’alberò stesso cedette a quella furia
poi un altro e altri mille al suolo
e case, palazzi, castelli e chiese

ma perché tremi tanto? Urlarono le rovine

La terra sentì quel grido immane
e fermò quel suo tremore
la sua vista ritornò osservando la devastazione provocata

rispose

è l’uomo, terrorizza la mia vita!

(Cesare Righi)

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